Nell’Anfiteatro romano di Sutri , il Caligola di Camus “al femminile”

Sabato 8 luglio, alle ore 20.15, nell’Anfiteatro romano di Sutri, la Mda (Mimo Danza Alternativa) Produzione Danza porta in scena un classico della drammaturgia, “Caligola”. Rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1945, l’opera teatrale di Albert Camus, è stata rielaborata in diverse versioni dal 1937 al 1958, con rilevanti differenze nelle tre stesure. Questa versione, va in scena nell’ambito della XVIII edizione di Teatri di Pietra – nel Lazio, organizzata da Pentagono Produzioni e Circuito Danza Lazio, in collaborazione con il Comune di Sutri e il patrocinio del Ministero dei beni e le attività culturali e del turismo, della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e la Regione Lazio. Direzione artistica Aurelio Gatti.

L’opera inizia con la scomparsa di Caligola in seguito alla morte della sorella/amante Drusilla‚ un personaggio chiave sul quale gravita la “trasformazione” dell’Imperatore‚ che viene descritto dai senatori come un principe ideale: un condottiero‚ generoso e amato dal popolo‚ ma con il difetto di amare troppo la letteratura. Il crescendo della narrazione si accompagna alla trasformazione dell’Imperatore che, ormai in preda alla pazzia, riesce tuttavia, con i suoi comportamenti, ad influenzare e mettere nella condizione di pensare, di interrogarsi e di porre in pericolo la normalità. Alla fine Caligola comprenderà che la felicità è irraggiungibile ma anche il dolore non ha senso “perché nulla dura a lungo”.
La rappresentazione che va in scena a Sutri – anticipa una nota di presentazione – è scabra e tutta al femminile, tranne una presenza maschile: Caligola interpretato da Cinzia Maccagnano (in doppio con la figura della sorella/amante Drusilla), Scipione (il giovane poeta innamorato di Caligola), due soldati/ guardie, quasi amazzoni (Carlotta Bruni e Rosa Merlino) e la devota e sacrificata sposa Cesonia (Luna Marongiu). Cherea (il senatore/filosofo che guida la congiura contro Caligola) è consegnato a Sebastiano Tringali, unica presenza maschile: attribuendo alle donne la dinamica, la passione, la necessità di cambiamento, la determinazione, e all’uomo la staticità della forma, l’aspirazione ad una vita “felice” seppure tra mille compromissioni e un ” subordine costante ad un ordine sempre più estraneo”.
Sotto alle parole e all’azione, la musica di Lucrezio de Seta.

Tnformazioni: FB Teatri di Pietra – whatsapp 333- 7097449.