All’Aventino torna la Pirandelliana alla 21esima edizione

Dal 6 luglio al 6 agosto torna “Pirandelliana”, la rassegna estiva organizzata dalla compagnia La Bottega delle Maschere diretta da Marcello Amici, giunta alla XXI edizione. Iniziata nel 1997 nel Teatro di Ostia Antica, dal 1999 ha manifestazione ha proseguito il suo cammino nel Giardino della Basilica di Sant’Alessio all’Aventino, un posto antico ed austero, silenzioso, suggestivo ed elegante, come si conviene ad una iniziativa di questo genere, che oltretutto vuole ricordare i 150 anni della nascita di Pirandello.
Due le commedie scelte per questa edizione, “Così è (se vi pare)”, andata in scena per la prima volta a Milano, al Teatro Olimpia, esattamente cento anni fa, il 18 giugno 1917, e “Pensaci, Giacomino!”, pubblicata nella rivista “Noi e il Mondo” anch’essa cento anni fa, tra giugno e luglio del 1917. Andranno in scena, la prima il martedi, il giovedi e il sabato, la seconda il mercoledi, il venerdi e la domenica, sempre alle 21.15 (lunedi riposo).

“Parabola” fu definita da Pirandello la vicenda drammatica tratta dalla sua novella “La signora Frola e il signor Ponza, suo genero”, proprio per l’insegnamento morale che essa suggerisce: la storia della signora Frola, che dice viva la propria figlia creduta morta dal genero e da lui ridata in moglie, ma come fosse un’altra donna, è altrettanto vera quanto la storia del signor Ponza che afferma sia pazza la suocera la quale ritiene viva la figlia, mentre è morta da quattro anni, e quella che ha con sé è la sua seconda moglie.
“La stanza della tortura” – si legge nelle note di regìa di Marcello Amici – “stavolta è un salotto provinciale col suo brulicare di conformisti impiegati di Prefettura e di signore irragionevoli e benpensanti. Tutti si muovono come marionette e si dilaniano in una innaturale ricerca della verità”. Si fanno indagini, ma non esiste né il certificato di morte della figlia della signora Frola, né tantomeno quello di un secondo matrimonio del Ponza. La situazione potrebbe essere chiarita solo dalla diretta interessata, la signora Ponza. Chiamata, la donna rende la situazione ancora più complicata, dichiarando di essere sia la moglie del Ponza, sia la figlia della signora Frola”.
Delle opere di Pirandello, osserva Marcello Amici, questa è la più “meccanica e crudele” perché la più nitida e coerente, la meno persuasiva e la più sincera: “Non è gran filosofia affermare che siamo tutti come gli altri ci vedono, ma non per questo si può stare quieti a pensare che c’è uno che si affanna a persuadere gli altri che noi siamo come ci vede lui”.
E veniamo a “Pensaci, Giacomino!”. Agostino Toti, anziano professore di ginnasio, prende moglie “per far dispetto al Governo” che lo ha tenuto per 34 anni a stecchetto con un misero stipendio: sposa la giovane Lillina, alla quale assicura di fare da padre e nient’altro, messa incinta dal suo ex alunno Giacomino Delisi, “per obbligare il Governo” a continuare a pagare la pensione per almeno altri cinquant’anni dopo la sua morte. La giovane moglie potrà continuare a vedere il suo Giacomino, il professor Toti però, “non deve saperlo, cioè lo sa ma dev ’essere come se non lo sapesse!”.
Un tradimento? Agostino Toti l’ha messo in conto: “Le corna” – si legge ancora nelle note di regia – “gli assicureranno la pace in famiglia. Del resto, il tradito non sarà lui, che alla giovane moglie può fare solo da padre, ma il marito che, in realtà, lui non è, non vuole e non può essere”. La gente ride e si scandalizza. Giacomino non sopporta più quella paradossale situazione, per cui abbandona Lillina e il piccino, e si fidanza “per tornare nell’ordine” e mettere su casa propria. Il professor Toti, prima con le più tenere preghiere, poi con serie minacce, lo obbliga a tornare da Lillina e dal suo bambino.
Tutta la commedia è una costruzione di una logica assurda, folle, irrazionale, ma in sé coerente, armoniosa e razionalissima. La regia ha colto, lavorando “alla siciliana”, i tratti umoristici della commedia e li ha estesi a quelli “ombrosi, sghembi, ironici scovati tra le pieghe della messinscena di un Pirandello fatto di apparente genuinità popolaresca, ma sempre raffinato, ironico e amletico scrittore pieno di rimandi e di sottili allusioni”.

Gli interpreti: Marcello Amici, Marco Vincenzetti, Anna Varlesi, Tiziano Narciso, Lorenzo D’Agata, Umberto Quadraroli, Antonino Anzaldi, Giorgia Battistoni, Chiara Caroletti, Eleonora Liuti, Davide De Angelis, Francesco Di Meglio, Lucilla Di Pasquale, Fabio De Horatiis.

Giardino della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all’Aventino – Piazza Sant’Alessio 23 – Informazioni e prenotazioni: tel. 06/ 6620982.