Al Quirino, tra i classici spuntano le curiosità e i debutti

Il sipario del Teatro Quirino si alza sulla stagione 2013-2014 martedi 8 ottobre con le rappresentazioni di “Mastro Don Gesualdo” di Giovanni Verga nella rielaborazione drammaturgica di Micaela Miano, regìa di Guglielmo Ferro, protagonista Enrico Guarneri e con Ileana Rigano e Francesca Ferro. Repliche fino al 13 ottobre.

Dal 15 al 27, Lello Arena è il protagonista di “L’Avaro” di Molière, un classico diretto, in un nuovo allestimento, da Claudio Di Palma. Lello Arena affronta per la terza volta un testo di Molière dopo “George Dandin” e “Tartufo”.

Marisa Laurito e Giuseppe Zeno sono i protagonisti di “La Signora delle Mele”, spettacolo liberamente tratto da “Madame la Gimp” di Damon Runyon (Frank Capra ne trasse un film intitolato “Angeli con la pistola”). La novella di Runyon è un riuscito bozzetto su una particolare New York tra le due guerre mondiali, popolato da Annie la vagabonda, Davide lo sciccoso, il giudice Black e altri personaggi della piccola mala. Drammaturgìa di Riccardo Manaò, canzoni di Nicola Piovani, versi di Vincenzo Cerami, scene e regìa di Bruno Garofalo. Dal 29 ottobre al 10 novembre.

Dal 12 novembre al 1° dicembre, Nancy Brilli è “la Locandiera” di Carlo Goldoni, nell’adattamento di Giuseppe Marini. Con lei, Fabio Bussotti, Claudio Castrogiovanni, Maximilian Nisi, Fabio Fusco, Andrea Paliotti. Scene di Alessandro Chini, costumi di  Nicoletta Ercole.

Dal 3 al 15 dicembre, “Zio Vanja”, uno dei capolavori assoluti di Anton Cechov, interpreti principali Sergio Rubini e MichelePlacido, con Pier Giorgio Bellocchio e Anna Della Rosa. Monotone conversazioni e banalissime vicende di un gruppetto di personaggi, la minuziosa ricostruzione di atmosfere sospese e vagamente inquietanti, l’indifferenza abulica davanti agli eventi, l’indefinito senso di una catastrofe incombente, rendono questo testo una “geniale anticipazione della drammaturgìa novecentesca”. La regìa è di Marco Bellocchio, uno dei registi più anticonformisti del cinema italiano.

Dal 17 al 22 dicembre “Hedda Gabler” di Henrik Ibsen. Presentato dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e dalla Compagnia Enfi Teatro, lo  spettacolo apre un significativo itinerario nella grande drammaturgìa classica europea. Protagonisti Manuela Mandracchia e Luciano Roman, e con Jacopo Venturiero, Simonetta Cartia, Federica Rossellini, Massimo Nicolini, Laura Piazza. Scene Pier Paolo Bisleri,costumi Carla Teti, musiche Germano Mazzocchetti. La regìa è di Antonio Calenda.

Luca De Filippo porta in scena, con la sua Compagnia, ”Sogno di una notte di mezza sbornia” di Eduardo, liberamente tratto dalla commedia “La fortuna si diverte” di Athos Setti. Altri interpreti, Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo, Gianni Cannavacciuolo, Paola Fulciniti, Giulia Pica. Regìa di Armando Pugliese. Dal 26 dicembre al 12 gennaio.

Dal 14 al 26 gennaio, il Teatro Stabile di Bolzano porta a Roma “La brocca rotta” di Heinrich von Kleist (traduzione di Cesare Lievi), la più bella e “sostanziosa” commedia del teatro tedesco. Una commedia che, forse,  Kleist volle costruire “per distrarsi “dal troppo duro impegno tragico.  La regìa è di Marco Bernardi che dirige Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni: lo stesso cast del “Malato immaginario” di Molière precedentemente messo in scena.

Arriva, come da consuetudine, l’operetta: dal 28 gennaio al 9 febbraio, con “Cin Ci Là” di Carlo Lombardo, musica di Virgilio Ranzato (coreografie di Stefania Cotroneo), regìa di Franco Zappalà.

Dopo “Servo di scena”, Franco Branciaroli continua la riflessione  sul Teatro e sul suo rapportio con la società attraverso “la memoria”, mettendo in scena “Il teatrante” di Thomas Bernhard (traduzione di Umberto Gandini), raramente rappresentato in Italia, messo in scena per la prima volta al Salzburger Festspiel nel 1985. In un oscuro teatro di provincia, un autore-attore di origine italiana, frustrato e megalomane, si trova alle prese con uno spettacolo “impossibile” stretto tra la propria ambizione e le necessità della compagnia, composta dalla propria famiglia, più impegnata a sbarcare il lunario che a dare dignità al proprio lavoro. Debutto l’11 febbraio, repliche fino al 23.

Dal 25 febbraio al 16 marzo, il Teatro Stabile di Calabria e il Teatro Quirino presentano “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, famoso testo di Shakespeare. Protagonisti Geppy Gleijeses (che firma anche la regìa) e Marianella Bargilli, con la partecipazione di Lucia Poli.

Definito un dramma giudiziario-psicologico, un giallo ricco di suspence, dal 18 al 30 marzo va in scena “Pazza”  di Tom Topor con Caterina Murino.

Dal 1° al 13 aprile, a distanza di quasi cinquant’anni dall’ultima rappresentazione in Italia (messo in scena da Lucio Ardenzi, interpreti Carlo Giuffrè, Vittorio Sanipoli, Marina Bonfigli, Valeria Fabrizi), e dalla realizzazione di un film con la regìa di John Rich, interpretato da Tony Curtis e Jarry Lewis , il sipario torna ad alzarsi su “Boeing Boeing”, commedia in due atti di Marc Camoletti (1962), nella versione italiana di Luca Barcellona e Francis Evans, con Gianluca Guidi e Gianluca Ramazzotti (per la prima volta insieme). Regìa di Mark Schneider sulla regìa originale di Matthew Warkus nella messinscena –revival  del 2007. Lo spettacolo è presentato da Ente Teatrale Cronaca & Artù in collaborazione con Festival di Borgio Verezzi e Benevento Festival Città Spettacolo.

Dal 6 al 18 maggio, in prima nazionale, novità assoluta per l’Italia,  “Parole incatenate”, un thriller di Jordi Galcerano – cinquantenne (di Barcellona) drammaturgo, sceneggiatore per il cinema e la tv adattatore in catalano e castigliano di opere straniere -, versione italiana di Pino Tierno. La regìa è di Luciano Melchionna. Gli interpreti Claudia Pandolfi e Francesco Montanari, scene di Alessandro Chiti, costumi di Michela Marino, musiche originali di Gianluca Attanasio.

Teatro Quirino Vittorio Gassman –Tel. 06/ 6783042 – www.teatroquirino.it –