All’Arcobaleno, riletture dei classici – latini e greci – e qualche ”divagazione”

Il cartellone della stagione 2016-2017 dell’ Arcobaleno- Teatro Stabile del Classico, si apre con una edizione di “Lysistrata” di Aristofane nell’adattamento di Valentina Ferrante che ne firma anche la regìa e che ne è la protagonista. Si rimane nel classico anche con il secondo spettacolo, “Aspettando Antigone” di Claudio Zappalà, regia di Mauro Avogadro, in cui protagonisti diventano i quattro soldati messi a guardia del cadavere di Polinice: che, a loro modo, vorrebbero capire quale decisione sia giusto prendere.
Dopo uno dei più celebri testi teatrali dell’Ottocento, “Casa di bambola” di Ibsen, regìa di Gianni Leonetti – in scena dall’11 al 20 novembre -, si torna al classico con una “Orestea” di Eschilo, drammaturgìa e regia di Giuseppe Argirò in scena dal 25 novembre all’11 dicembre, un testo in cui “si anticipano le più buie atmosfere shakespeariane”.

Dal 29 dicembre all’ 8 gennaio, ad inaugurare il 25esimo anniversario della nascita della Compagnia Castalia del Teatro Stabile del Classico, torna in scena il suo fiore all’occhiello, “I Menecmi “ – Il gioco del doppio – di Tito Maccio Plauto, adattamento e regia di Vincenzo Zingaro che della Compagnia è il fondatore / L’originale messinscena di Vincenzo Zingaro esalta lo spirito ludico della commedia plautina e, al tempo stesso, ne proietta il significato in una dimensione metafisica, offrendo l’occasione di addentrarsi in una riflessione sul teatro e la vita, attraverso una rappresentazione onirica e coinvolgente.
Dal 13 al 22 gennaio, “Tanaquilla” – La nobile Etrusca che fu regina di Roma, di e con Isabel Russinova, regia di Rodolfo Martinelli Carraresi / Appartenente ad una famiglia aristocratica di Tarquinia, Tanaquilla fu una delle figure femminili più influenti nella storia politica romana. Sapeva leggere i segni, governare il destino, era bella, colta ed ambiziosa. Visse all’ombra del marito Tarquinio Prisco, che diventò il V Re di Roma, così come lei aveva voluto e predetto. Consigliera dietro le quinte, con le sue azioni favorì l’ascesa dei Tarquini e decretò la fortuna della Città Eterna.
Dal 27 gennaio al 12 marzo, altro classico per celebrare i 25 anni di attività della Compagnia Castalia: “Le donne al Parlamento” di Aristofane, nell’adattamento e con la regìa di Vincenzo Zingaro / Uno spettacolo di grande impatto visivo, una divertente e graffiante commedia classica che affronta temi di straordinaria attualità: la partecipazione femminile al potere politico, la parità dei diritti, la corruzione, l’uguaglianza sociale. L’invettiva di Aristofane contro i politici corrotti e irresponsabili si leva come un grido senza tempo, diventando il grido di chiunque aspiri davvero a un mondo migliore, ad una “autentica democrazia”.
Dal 17 al 26 marzo, “Edipo Re” di Sofocle, adattamento e regia di Cinzia Maccagnano, anche interprete / “Edipo Re” è considerato il capolavoro assoluto di Sofocle, nonché il più paradigmatico esempio dei meccanismi della tragedia greca. E’ il dramma della conoscenza, di un uomo vinto dalla fatalità, malgrado la sua volontà e la sua ribellione. Un allestimento moderno ma fedele al testo, in cui la scena ruota trasformandosi, e con lei il punto di vista, per mettere a fuoco le dinamiche tra i personaggi che agiscono fino all’inesorabile tragedia.
Dal 6 al 9 aprile, “Memorie dal sottosuolo” di Fedor Dostoevskij, drammaturgia e regia di Giuseppe Argirò, con Edoardo Siravo / Opera fondamentale per Dostoevskij che, da li in poi, creerà per i personaggi dei suoi principali romanzi un “sottosuolo” dove penetreranno per poi risorgere rigenerati o per affondarvi senza speranza. Un testo dalle infinite sfaccettature che si avvale di un attore versatile e poliedrico come Edoardo Siravo.
Dal 20 aprile al 7 maggio, “Il soldato spaccone” (Miles gloriosus) di Plauto, adattamento e regia Vincenzo Zingaro (anche tra gli interpreti), evento conclusivo del 25° anniversario dalla nascita della Compagnia Castalia / Vincenzo Zingaro porta in scena un suo cavallo di battaglia, rappresentato in importanti rassegne. Nel divertentissimo testo di Plauto, caposaldo della comicità di tutti i tempi, il “soldato spaccone” si impone come uno dei personaggi più felici della storia del teatro. Zingaro affronta il testo evidenziando il rapporto che ebbe con la Commedia dell’Arte. Tenendo presente, infatti, che dal personaggio plautino presero vita intramontabili Capitani come Capitan Spaventa, Fracassa, Matamoros, lo spettacolo narra le gesta del protagonista evocando i molteplici percorsi della sua evoluzione nei secoli, fino a Don Chisciotte, Cyrano de Bergerac e Brancaleone. Un viaggio seguendo il filo conduttore che lega la Commedia antica alla Commedia dell’Arte e, fino ai nostri giorni, alla cosiddetta Commedia all’italiana. Una rappresentazione travolgente, dal ritmo vorticoso, colorata dalle vivaci atmosfere della musica popolare partenopea di Nando Citarella.
Dal 9 al 14 maggio, “Il Ciclope” di Euripide. traduzione di Luigi Pirandello, regia di Francesco Polizzi / Il dramma satiresco di Euripide è una parodia dell’episodio del ciclope Polifemo narrato da Omero (Odossea). Con la “mediazione farsesca”, lo scontro tra Odisseo e il Ciclope perde le connotazioni angosciose e metafisiche del racconto omerico e si trasforma in satira politica sull’uso della forza. I repentini cambi di genere, dal comico, al tragico, al farsesco, il continuo gioco di citazione e parodia, la meravigliosa traduzione di Pirandello, che usa differenti livelli di linguaggio, rendono quest’opera curiosamente consimile a noi, con una strana aria di famiglia.
Dal 18 al 28 maggio, “Io, Edmunf Kean”scritto, diretto e interpretato da Giovanni de Nava / Di Edmund Kean, leggendario attore inglese a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, si sono occupati, con la scrittura di lavori teatrali, Alexandre Dumàs père, Vittorio Gassman, Raymon Fitz Simons. In questo atto unico, di cui è anche autore, Giovanni de Nava, con il suo piglio mattatoriale, ci farà rivivere l’esistenza di Kean tra vita dissoluta e maniacalità artistica, contrasto che gli valse la definizione di Dumàs père di “genio e sregolatezza”. Scorci di vita ora divertenti ora drammatici, si alternano a grandi monologhi shakespeariani, componendo un ritratto inedito del grande attore.

Teatro Arcobaleno – Centro Stabile del Classico – Via Francesco Redi 1a – Informazioni sugli orari degli spettacoli: tel. e fax 06/ 4428154 oppure: e-mail info@teatroarcobaleno.it –