Al Teatro Ghione un cartellone ricco di ispirazioni e commedie di vita

La stagione 2015-2016 del Teatro Ghione, si muove su una linea che trae ispirazione dai classici, dal cinema, dalle situazioni della vita quotidiana, preferendo i toni della commedia, sollecitando il sorriso ma anche qualche riflessione. Il cartellone ha preso il via, il 1° ottobre – repliche fino al 18 – con “Ti amo o qualcosa del genere” di Diego Ruiz, che ne firma anche la regia e che ne è anche interprete con Roberto Ciufoli, Gaia De Laurentis e Francesca Nunzi.

Dal 20 ottobre al 1° novembre, “Anche gli avvocati hanno un cuore” di Mirko Separo e Fabrizio Nardi anche interprete con Nico Di Renzo – Pablo e Pedro –, e con Enrico Ottaviano Giusy Ricchizzi / Gli avvocati lo fanno sempre. cercano soluzioni, risolvono diatribe, stabiliscono accordi, e soprattutto si barcamenano più o meno sapientemente tra le sottigliezze dei codici e gli artifici dell’eloquenza. Sono disposti a tutto? Quasi. Quando a farne le spese è il proprio cuore, preferiscono fare un passo indietro. Al cuore non si addicono le arguzie del dibattimento e gli inganni che, in apparenza, si rivelano dietro le leggi scritte.
Dal 3 al 15 novembre ” Separati”, scritto e diretto da Alessandro Capone, con Massimiliano Giovannetti, Roberto D’Alessandro, Giampiero Mancini / Vent’anni dopo “Uomini sull’orlo di una crisi di nervi” – grande successo, per diverse stagioni / Quello di oggi non è più il racconto di un mondo che si ispira alle “coppie in crisi” che decidono se separarsi o no , ma il racconto di un mondo di “separati effettivi”. Ecco, dunque, quattro amici, tre già separati con le loro storie difficili alle spalle, che devono aiutare a sistemare il nuovo arrivato della categoria, che ha appena affittato un appartamento, dell’ex portiere di un palazzo, un seminterrato…
“La Tempesta” di Shakespeare, protagonista Giorgio Albertazzi, regia di Daniele Salvo, è in scena dal 19 novembre al 13 dicembre. Seguita, dal 17 dicembre al 10 gennaio, da “Arsenico e vecchi merletti”, storica commedia di Joseph Kesselring, con Ivana Monti, Paola Quattrini, Sergio Muniz, Fabrizio Nardi, Nico Di Renzo e con Aldo Ralli, regia di Giancarlo Marinelli / Un capolavoro che è ad un tempo giallo e commedia; operetta morale e macchina comica, dove si pensa con il sorriso e si sorride con il pensiero. Nel 1942 ne fu tratto un film diretto da Frank Capra, che però uscì due anni dopo per non danneggiare lo spettacolo teatrale che era in scena dal 1941…
Dal 12 al 24 gennaio, Glauco Mauri e Roberto Sturno sono gli interpreti di “Una pura formalità”, ispirata dal film di Giuseppe Tornatore (con Gérard Depardieu e Roman Polansky), versione teatrale e regia di Glauco Mauri / Spettacolo avvincente e ricco di mistero, racconto di un omicidio e di un famoso scrittore, Onoff, che trovato a vagare sotto la pioggia privo di documenti, viene fermato per accertamenti. Un serrato interrogatorio condotto da un ambiguo, duro e impietoso commissario di polizia è l’occasione per indagare sulla sua persona. Attraverso il confronto, Onoff cercherà prima di tutto di comprendere se stesso e ricostruirà pezzo per pezzo la propria vita in un’angosciosa ricerca di prove concrete della propria esistenza. Sono quindi le domande, non le risposte, le protagoniste di quest’opera densa di sfumature. Domande necessarie all’uomo per aiutarlo a cercare di comprendere quel viaggio a volte stupendo e a volte terribile ma sempre affascinante che è la vita.
Dal 28 gennaio al 14 febbraio, torna Giorgio Albertazzi nel collaudatissimo “Memorie di Adriano”di Marguerite Yourcenar. Seguito da “Sogno di una notte incantata”, spettacolo teatrale-musicale di Peppe Barra e Fabrizio Bancale in scena dal 16 al 21 febbraio / Un viaggio poetico e visionario a spasso nel cuore di Napoli attraverso i secoli, tra le fiabe di Giambattista Basile e il Pulcinella di Libero Bovio, durante il quale Peppe Barra si imbatte in alcune tra le pagine più celebri della letteratura classica napoletana, per innervarle, con la sua dirompente ironia e la sua inconfondibile arte affabulatoria, tra canzoni, villanelle e musica cólta, all’insegna della napoletanità di ieri e di oggi.
Dal 23 al 28 febbraio, “Per non morire di mafia” di Pietro Grasso, con Sebastiano Lo Monaco, regia di regia Alessio Pizzech / Il monologo vibrante di un “uomo contro”, che mette la sua vita in prima linea per salvare la speranza di un futuro possibile. La testimonianza umana e professionale, le riflessioni, gli interrogativi che il Procuratore nazionale antimafia si pone nel suo libro dallo stesso titolo.
“Maradona è meglie ‘e Pelè” è il titolo dello spettacolo in scena dal 1° al 13 marzo, scritto da Gianni Clementi e Antonio Grosso, anche interprete con Lello Radice, regia di Paolo Triestino / Lo spettacolo racconta le vicende di Aitano e Regina, che per sopravvivere e dare un taglio alla loro vita fatta di tanti sacrifici, “vendono” il loro corpo, ingoiando degli ovuli di cocaina. La drammaturgia, ricca di colpi di scena, affronta un tema drammatico e serio con estrema ironia e comicità, come nella migliore tradizione della commedia italiana.
Barbara De Rossi, dal 15 al 24 marzo, è “Medea” nel testo di Jean Anouilh, regia di Francesco Branchetti il quale – come anticipa una nota di presentazione – nella linea di una matrice classica ma attenta sempre al lato simbolico e immaginifico del testo, segue la via dello scavo psicologico nei personaggi e nei loro rapporti dolorosi e dolenti.
“Alle cinque da me?”, di Pierre Chesnot, con Pino Insegno e Alessia Navarro, regia di Alessandro Prete, in scena dal 30 marzo al 17 aprile,os è una “sfida” dell’autore agli attori a trasformarsi ognuno in 5 personaggi completamente diversi tra di loro, e al regista a ribaltare la scena ogni volta, non rendendola mai uguale. Senza mostrare delle caricature o una struttura scenica fumettistica o grottesca, ma altresì, dare una vera e propria prova di creatività, fantasia ed elasticità. La storia parla di un uomo ed una donna che tenteranno di trovare l’amore perfetto, imbattendosi in appuntamenti che si trasformano in vere e proprie disfatte, fino a che non si accorgono che per trovare l’amore, certe volte, basta uscire dalla porta di casa e rimanere quel secondo in più sul pianerottolo…
“Aspettando Godot”, notissimo testo di Samuel Beckett, è in scena dal 19 al 30 aprile, interpretato da Pietro De Silva e Felice Della Corte, regia di Claudio Boccaccini / Considerato dall’unanimità della critica il lavoro teatrale più bello e significativo di tutto il Novecento, “Aspettando Godot” è divenuto – nel dire comune – sinonimico di una situazione in cui si aspetta l’avverarsi di un avvenimento imminente ma che in realtà non accade mai, e in cui, di solito, chi attende non fa nulla affinché questo possa realizzarsi. I protagonisti, ignari e ingenui ultimi sopravissuti, pur nella loro essenziale ripetitività,”raccontano con leggerezza quasi impalpabile il senso profondo della vita. Facendoci riflettere e ridere ci pongono continuamente di fronte al grande circo dell’esistenza umana”
Dal 3 al 15 maggio, “Fausto e gli Sciacalli” di Gianni Clementi, con Paolo Triestino e Nicola Pistoia, che firmano anche la regia / Dopo i successi di “Grisù, Giuseppe e Maria” e “Ben Hur” . Gianni Clementi ha scritto per i due attori (e registi) questo nuovo testo in cui Fausto, il protagonista, 50enne, ex leader e cantante di un complesso, Gli Sciacalli, che hanno conosciuto negli anni ’80 un momento di popolarità, oggi si arrabatta per vivere facendo l’ambulante nei mercati rionali e nelle sagre di paese. Fausto rappresenta un po’ ciò che è ed è stato il nostro Paese. Un Paese che ha vissuto momenti di grande slancio economico ed intellettuale e adesso è allo sbando, in cerca di un sogno, di una speranza. Un paese che spesso affida al Superenalotto o alle macchinette dei videopoker l’illusoria soluzione dei problemi…

Teatro Ghione – Via delle Fornaci 37 – Tel. 06/ 6372294 – 06/ 39670340 fax fax 06/ 39367910.