Al Teatro della Cometa domina la commedia italiana

La stagione 2013-2014 del Teatro della Cometa si apre con “Week End” di Annibale Ruccello, regìa di Luca De Bei, interpreti Margherita Di Rauso, Giulio Forges Davanzati, Brenno Placido / Roma anni Ottanta, un quartiere di periferia. La seriosa professoressa Ida, di origine campana, tenta di vincere la solitudine: in un lungo week-end immerso nella luce di una limpida primavera, Ida dà ripetizioni a un suo studente, riceve un giovane idraulico per un guasto forse inesistente, guarda la tivù, ascolta musica, indossa abiti che la fanno sentire diversa.

Ma soprattutto sogna: sogni sessuali, disinibiti, violenti, in cui proprio quei due giovani uomini assumono il ruolo di amanti e vittime. Sogni che prendono corpo, diventando, forse, reali.

Dal 22 ottobre al 10 novembre, “Donnacce” di Gianni Clementi, con Alessandra Costanzo, PaolaTiziana Cruciani, Alessandra Costanzo, Pietro Bontempo, regìa di Ennio Coltorti / Tullia e Tindara, due signore di mezza età che hanno dedicato gran parte della loro vita alla pratica della professione più antica del mondo, convivono in un appartamento della periferia romana dividendo l’affitto. Sono in partenza per una settimana “all inclusive” a Sharm El Sheik, quando sul balconcino dell’appartamento piomba un uomo, seminudo e decisamente su di giri. Indossa una maschera di cuoio “sadomaso” e si rifiuta di toglierla. Il misterioso personaggio promette alle due donne una grossa cifra in cambio del loro aiuto…
Dal 12 al 24 novembre “Il pretesto” di Gianpiero Pumo, regìa di Ruben Rigillo, anche interprete, con Mariano Rigillo, Diego D’Elia, Valentina Valsania, Simone Vaio / Chi va a combattere una guerra, è consapevole che, già prima di partire, la guerra è entrata in casa sua? La casa è quella di Marco e Greta. Lui, ufficiale di professione, chiamato a una nuova “missione di pace”. Lei, in dolce attesa della loro prima figlia. Poco prima della partenza, Marco riabbraccia il fratello Diego, appena uscito di galera. Due vite opposte, segnate da un padre – ufficiale in pensione – pieno d’orgoglio per l’uno e di delusione per l’altro. Tutti loro, non solo Marco, si troveranno ad affrontare quella guerra.

Altra regìa di Luca De Bei, dal 26 novembre al 15 dicembre, impegnato con “Giorni scontati”, testo di Antonella Fattori e Daniela Scarlatti, anche interpreti con Giusy Frallonardo e Paola Michelini / Nella cella di un carcere, scontano la loro pena quattro donne: Viviana algida e misteriosa, Lucia fragile psichicamente e colpevole di omicidio, Rosa estroversa ladra da quattro soldi, Maria Pia volitiva imprenditrice edile. Dopo i primi inevitabili scontri e un amaro scherzo del destino, troveranno finalmente un terreno comune dove sarà possibile anche la solidarietà. Tutte alla fine usciranno dal carcere e la cella rimarrà vuota, pronta però a ospitare nuove detenute. Una commedia capace di far riflettere, ridere e commuovere.
Altro testo di Gianni Clementi, “Piscitoccu a ghiotta”, affidato alla regìa di Ninni Bruschetta e interpretato da Antonio Alveario e Sergio Friscia / In scena dal 17 dicembre all’8 gennaio, è l’adattamento in siciliano del suo testo “Sugo finto”.Protagoniste di questa storia agrodolce sono due sorelle, la cui esistenza è scandita dalla routine e dalla lettura dell’oroscopo, interpretate dagli eclettici Antonio Alveario e Sergio Friscia. La vicenda delle “signorine” appassiona lo spettatore in una sorta di piacevole cammino: è un misto di autentica comicità popolare siciliana e di dramma, con cambi di registro e improvvisi affondi di intensità.
Dal 10 al 26 gennaio arriva Lucia Poli, regista (e interprete, con Simone Faucci e Lorenzo Venturini) di un testo di Ugo Chiti, “Il fantasma di Canterville” / Lucia Poli, nei panni della governante del castello di Canterville, introduce i nuovi padroni di casa – americani – nelle stanze abitate dal fantasma di Sir Simon, identificandosi a tal punto con la tradizione del castello da diventare lei stessa il riflesso del fantasma. A lei si oppone, la piatta razionalità della famiglia americana: ne scaturiscono situazioni comiche e paradossali in cui la musica trascinante e le bizzarre apparizioni sceniche, contribuiscono a un divertimento non convenzionale. Una gustosa e ironica riflessione sulle diversità culturali.
Ancora una regìa di Luca De Bei, dal 28 gennaio al 16 febbraio: anche interprete in “Il Grande Mago” di Vittorio Moroni, regìa di Giuseppe Marini / Il protagonista,Andrea, capisce di essere “un errore” – un errore commesso dal Grande Mago: una donna in un corpo da uomo. Decide di intraprendere il viaggio per non essere più una cavia torturata, ma un essere umano autentico. Questa scelta, però, porta con sé un rischio: la solitudine alla fine del cammino. Ma il rischio più grande è quello di perdere le persone più care: la famiglia, la compagna Anna e soprattutto il figlio Simone, che Andrea ama più di tutte le creature del Grande Mago. Andrea accetta il rischio.
Dal 18 febbraio al 9 marzo, “L’anno che sarà” di Gianluca Tocci, anche interprete con Massimo Bonetti , Angela Di Sante, Cristiana Vaccaro, regìa di Gianni Corsi / Londra, ai giorni nostri. Mario è il proprietario di una pensione nel centro della città. Da oltre trent’anni ospita tutti gli italiani che cercano fortuna nella capitale britannica. Ospiti fissi sono Virginia, che lavora duro per perfezionare l’inglese, e Claudio, artista giramondo squattrinato. Un giorno, il registro degli ospiti si arricchisce con l’arrivo di Carmen, che viene dall’Italia e porta con sé un grande segreto. E Mario si ritroverà di fronte ad una scelta di vita unica.
Dall’11 al 30 marzo, il primo di tre spettacoli con la regìa di Paolo Triestino, “L’invisibile che c’è” di Antonio Grosso, con Gennaro Cannavacciuolo, Enzo Casertano, lo stesso autore e Antonio Pascale / Storia d’amore tra un figlio e suo padre, vicenda d’amore raccontata con semplicità.
Dal 1° al 13 aprile, altro testo di Gianni Clementi, il collaudatissimo “Grisù, Giuseppe e Maria” interpretato da Paolo Triestino e Nicola Pistoia (anche regista) / Una parrocchia e la sua sagrestia: siamo a Pozzuoli, nell’Italia degli anni Cinquanta, un Paese povero ma appassionato e pieno di speranze. Un sacerdote e il suo strampalato sagrestano, due sorelle pie ma inclini a ficcarsi nei guai, il fascinoso farmacista: questi sono gli interpreti che fanno ridere, commuovere, emozionare riportandoci a un’Italia dove i sogni erano spesso tristemente affidati a viaggi chilometrici e valige di cartone, a una canzone, a una miniera lontana, alla squadra del cuore.
Dal 29 aprile al 18 maggio, “Buona domenica” di Dany Laurent, con Edoardo Siravo ed Emanuela Aureli, regìa di Roberto Ciufoli / Manca un’ora all’inizio dello spettacolo e il famoso attore Pierre, nel suo camerino si prepara ad andare in scena, assistito dalla fedele sarta Matilde, una bella donna che deve ricoprire i ruoli più disparati per sostenerlo psicologicamente e praticamente: Pierre soffre della sindrome di Peter Pan, sogna sempre la sua amatissima mamma… Una commedia francese brillante, in cui si ironizza sui rapporti che nascono nel mondo dello spettacolo e sul comportamento degli attori, spesso “narcisi” e desiderosi di essere protagonisti anche nella vita.
Ancora Paolo Triestino, autore e regista di “La vita a rate”(anche interprete con Davide Sebasti), in scena dal 20 maggio al 1° giugno / Un mondo futuro (ma non troppo) dove si paga tutto: a rate. Non solo le cose ma anche il sole, l’aria, i sentimenti, persino i saluti dei vicini. Dove si può acquistare una notte di sole e averla tutta per sé. Dove solo gli uccelli volteggiano senza che nessuno li abbia pagati, loro sì liberi. In questo mondo i dolci sono il cibo preferito; anche l’aria è dolce, ma la primavera non si decide ad arrivare. E se una giovane coppia di successo venisse obbligata a scegliere che cosa è indispensabile per vivere e cosa invece si può eliminare? Si può davvero comperare tutto?

Teatro della Cometa – Via del Teatro Marcello – Tel. 06/ 6784380 – 06/ 6780605 oppure: teatro@cometa.org –