All’Eliseo, nuovi fermenti per la rinascita di un teatro “storico”

I cartelloni del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo per la stagione 2015-2016, portano indubbiamente il segno del nuovo direttore artistico, Luca Barbareschi attore, regista, produttore, e anche nuovo gestore del teatro di via Nazionale, non ancora conclusa la vertenza giudiziaria dopo lo sfratto del precedente gestore Vincenzo Monaci. Barbareschi, si è assunto un impegno “a tutto campo”, con la restaurazione di tutta la struttura e con un programma che, con quasi trenta spettacoli – tra cui sei produzioni, due coproduzioni, significative ospitalità – e alcuni progetti speciali, intende dare nuova vita ad un teatro “storico” per la cultura teatrale di Roma e che compie 97 anni di attività.
Ecco, dunque, in sintesi, i cartelloni delle due sale.

TEATRO ELISEO – Inaugurazione della stagione il 29 settembre, con repliche fino all’11 ottobre, con ”Una tigre del Bengala allo Zoo di Baghdad”, testo del giovane commediografo americano Rajiv Joseph, finalista al Premio Pulitzer, traduzione, adattamento e regìa di Luca Barbareschi, che ne è anche interprete. Spettacolo inedito, ambientato in una Baghdad devastata dalla guerra durante il conflitto iracheno, spunto per un gioco surreale e da umorismo noir sulla follìa e sulla violenza umana, una riflessione “selvaggiamente divertente” sugli irrisolti problemi etici del Terzo Millennio.
Dal 13 ottobre al 1° novembre, in prima nazionale, “Tempeste solari” di Luca De Bei, che firma anche la regìa (tra gli interpreti Ugo Pagliai e Paola Pitagora) / La minaccia di una tempesta magnetica e le vicende di una famiglia disintegrata tra divorzi, insoddisfazioni, fallimenti.
Dopo un “Ivanov” di Anton Čecov, con la regia di Filippo Dini, presentato da Fondazione Teatro Due in coproduzione con lo Stabile di Genova – in scena dal 3 al 15 novembre –, il sipario si alza su “Grand Guignol all’italiana” di Vittorio Franceschi, con Lunetta Savino, regia di Alessandro D’Alatri, produzione Teatro Stabile d’Abruzzo / Come nel grand-guignol della Francia fine Ottocento, un drammone popolare, un miscuglio di grossolanità e cinismo: ideale per raccontare l’Italia “tendente allo zero di oggi” strong (dal 17 al 29 novembre).
Buona parte di dicembre – dal 1° al 20 – con “Tradimenti” di Harold Pinter, con Ambra Angiolini, regia di Michele Placido. Poi, dal 22 dicembre al 3 gennaio, il sipario si alza su un altro spettacolo di Luca Barbareschi, “Cercando segnali d’amore nell’universo”, da lui anche interpretato, con Marco Zurzolo Stet e altri cinque musicisti. Regia di Chiara Noschese / Un mosaico di episodi, e di energie, lungo quarant’anni, per festeggiare un compleanno “importante”della carriera di Barbareschi attore, regista, produttore, il quale dà vita al suo diario di bordo…
Dal 5 al 24 gennaio “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello, con Gabriele Lavia che firma anche la regìa. Segue, dal 26 al 31 gennaio, “Viaggi di Ulisse” – Concerto mitologico per strumenti e voci registrate – di Nicola Piovani e il suo Enseble Aracoeli / Letture ed immaginazioni per una narrazione in musica, dialogo tra versi e melodie, tra Omero, Saba, Joyce, Tasso, e strumenti musicali,
Dal 2 al 14 febbraio, “Scandalo” di Arthur Schnitzler, regia di Franco Però, con Franco Castellano e Stefania Rocca, produzione Teatro Stabile del Friuli e Venezia Giulia, e Artisti Riuniti, Mittelfest 2015, seguito – dal 16 febbraio al 6 marzo – da “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin, adattamento di Massimo Venturiello, anche interprete con Tosca, e regista insieme a Giuseppe Marini.
Dopo una “Dodicesima notte” di Shakespeare, traduzione di Patrizia Cavalli, musiche di Nicola Piovani, regia di Carlo Cecchi, anche interprete (produzione Marche Teatro in collaborazione con Estate Teatrale Veronese) – in scena dall’8 al 20 marzo -, Stefano Bollani e Valentina Cenni sono interpreti, autori e registi di “La Regina Dada”, in scena dal 29 marzo al 3 aprile.
Ancora ad aprile – dal 5 al 24 – “China Doll” di David Mamet, con Eros Pagni, regìa di Alessandro D’Alatri / Una commedia a due – anzi a tre, considerato un telefono – in cui l’estro di Mamet porta all’estremo la vocazione maschile alla menzogna…
Si chiude – dal 26 aprile al 15 maggio – con “Arancia meccanica” di Anthony Burgess, regia di Gabriele Russo, produzione Fondazione Teatro di Napoli / A distanza di oltre cinquant’anni dalla pubblicazione del romanzo, e a 44 dal film di Kubrick, l’ultraviolenza e il tentativo di controllo delle coscienze sono “sembianze della nostra attualità”. Un immaginario ormai reale che Gabriele Russo fa concreto attraverso l’adattamento dello stesso Burgess.

PICCOLO ELISEO – Dal 7 ottobre al 1° novembre, “Hanno tutti ragione” di Paolo Sorrentino, con Iaia Forte che firma anche la regia. Dopo il successo de “La grande bellezza”, l’attrice torna a lavorare con Sorrentino riadattandone e interpretandone il romanzo.
Dal 4 al 22 novembre, in prima nazionale, “Mar del Plata” di Claudio Fava, regia di Giuseppe Marini. Ispirato al rapimento e all’uccisione di Hernan Francisco Roca , nell’Argentina del 1975, collegato alla Catania che lotta contro la mafia.
Dal 25 al 29 novembre, “Una giovinezza enormemente giovane” di Gianni Borgna, ispirato ai testi di Pier Paolo Pasolini, con Roberto Herlitzka, regia di Antonio Calenda. Segue, dal 2 al 13 dicembre, “Niente, più niente al mondo” di Massimo Carlotto, con Crescenza Guarnieri, regia di Nicola Pistoia / Un monologo straziante e cinico, cui fa da sfondo una Torino dei quartieri operai che operai non sono più, che non producono altro che mancanza di lavoro…
Dal 16 dicembre al 3 gennaio, “Il più bel secolo della mia vita” di Alessandro Bardani e Luigi Di Capua / Cento anni. 100.Tanti deve averne compiuti – in Italia, secondo una legge del 1983 – un N.N., un nato non riconosciuto alla nascita, per conoscere l’identità della propria madre naturale…
“Fratelli” di Dorine Collier – in scena dal l6 al 24 gennaio -, con Gianfelice Imparato, anche regista, e Giovanni Esposito, è la storia di due vecchie glorie del teatro, in cattiva salute e abbandonati, che, in un piccolo, spoglio appartamento che condividono, mescolando malinconia e comicità, continuano a recitare interpretando se stessi.
Dal 27 gennaio al 14 febbraio, “Some Girl(s)” di Neil Labute, regia di Marcello Cotugno / Il protagonista, in procinto di sposarsi, decide di mettersi alla ricerca delle propria ex per provare a sistemare “il casino che ha combinato” lungo la strada verso la maturità.
Dal 17 al 21 febbraio, “Gaber, io e le cose” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, con Maria Laura Baccarini e Régis Uby. Seguito da I cartelloni del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo per la stagione 2015-2016 portano indubbiamente il segno del nuovo direttore artistico: Luca Barbareschi attore, regista, produttore. Un disegno culturale – e un impegno “a tutto campo” – che con ventiquattro spettacoli – sei produzioni e due coproduzioni – e alcuni progetti speciali, intende dare nuova vita ad un teatro “storico” per la cultura teatrale di Roma.
Ecco, in sintesi, i cartelloni dei due teatri.
TEATRO ELISEO – Inaugurazione della stagione con “”Una tigre del Bengala allo Zoo di Baghdad”, testo del giovane commediografo americano Rajiv Joseph, finalista al Premio Pulitzer, traduzione, adattamento e regìa di Luca Barbareschi, che ne è anche interprete. Spettacolo inedito ambientato in una Baghdad devastata dalla guerra durante il conflitto iracheno, spunto per un gioco surreale e da umorismo noir sulla follìa e sulla violenza umana, una riflessione “selvaggiamente divertente” sugli irrisolti problemi etici del Terzo Millennio. Dal 29 settembre all’11 ottobre.
Dal 13 ottobre al 1° novembre, in prima nazionale, “Tempeste solari” di Luca De Bei, che firma anche la regìa (tra gli interpreti Ugo Pagliai e Paola Pitagora) / La minaccia di una tempesta magnetica e le vicende di una famiglia disintegrata tra divorzi, insoddisfazioni, fallimenti.
Dopo un “Ivanov” di Anton Čecov, con la regia di Filippo Dini presentato da Fondazionw Teatro Due in coproduzione con lo Stabile di Genova – in scena dal 3 al 15 novembre -, è in scena “Grand Guignol all’italiana” di Vittorio Franceschi, con Lunetta Savino, regia di Alessandro D’Alatri, produzione Teatro Stabile d’Abruzzo / Come nel grand-guignol della Francia fine Ottocento, un drammone popolare, un miscuglio di grossolanità e cinismo: ideale per raccontare l’Italia “tendente allo zero di oggi”. Dal 17 al 29 novembre.
Buona parte di dicembre – dal 1° al 20 – con “Tradimenti” di Harold Pinter, con Ambra Angiolini, regia di Michele Placido. Poi, dal 22 dicembre al 3 gennaio, il sipario si alza su un altro spettacolo di Luca Barbareschi, “Cercando segnali d’amore nell’Universo”, da lui anche interpretato, con Marco Zurzolo Stet e altri cinque musicisti. Regia di Chiara Noschese / Un mosaico di episodi, e di energie, lungo quarant’anni, per festeggiare un compleanno “importante”della carriera di Barbareschi attore, regista, produttore, il quale dà vita al suo diario di bordo…
Dal 5 al 24 gennaio “Sei personaggi in cerca d’autore” di Pirandello, con Gabriele Lavia che firma anche la regìa, Segue – dal 26 al 31 gennaio – “Viaggi di Ulisse” – Concerto mitologico per strumenti e voci registrate – di Nicola Piovani e il suo Enseble Aracoeli /Letture ed immaginazioni per una narrazione in musica, dialogo tra versi e melodie, tra Omero, Saba, Joyce, Tasso, e strumenti musicali,
Dal 2 al 14 febbraio, “Scandalo” di Arthur Schnitzler, regia di Franco Però, con Franco Castellano e Stefania Rocca, produzione Teatro Stabile del Friuli e Venezia Giulia, Artisti Riuniti, Mittelfest 2015, seguito – dal 16 febbraio al 6 marzo – da “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin, adattamento di Massimo Venturiello, anche interprete con Tosca, e regista insieme a Giuseppe Marini. Spettacolo prodotto da Società per Attori.
Dopo una “Dodicesima notte” di Shakespeare, traduzione di Patrizia Cavalli, musiche di Nicola Piovani, regia di Carlo Cecchi, anche interprete (produzione Marche Teatro in collaborazione con Estate Teatrale Veronese) – in scena dall’8 al 20 marzo -, Stefano Bollani e Valentina Cenni sono gli interpreti, gli autori e i registi di “La Regina Dada”, in scena dal 29 marzo al 3 aprile.
Ancora ad aprile – dal 5 al 24 – “China Doll” di David Mamet, con Eros Pagni, regìa di Alessandro D’Alatri / Una commedia a due –anzi a tre, considerato un telefono – in cui l’estro di Mamet porta all’estremo la vocazione maschile alla menzogna…
Si chiude – dal 26 aprile al 15 maggio – con “Arancia meccanica” di Anthony Burgess, regia di Gabriele Russo, produzione Fondazione Teatro di Napoli / A distanza di oltre cinquant’anni dalla pubblicazione del romanzo, e a 44 dal film di Kubrick, l’ultraviolenza e il tentativo di controllo delle coscienze sono “sembianze della nostra attualità”. Un immaginario ormai reale che Gabriele Russo fa concreto attraverso l’adattamento dello stesso Burgess.

PICCOLO ELISEO – Dal 7 ottobre al 1° novembre, “Hanno tutti ragione” di Paolo Sorrentino, con Iaia Forte che firma anche la regia. Dopo il successo de “La grande bellezza”, l’attrice torna a lavorare con Sorrentino riadattandone e interpretandone il romanzo.
Dal 4 al 22 novembre, in prima nazionale, “Mar del Plata” di Claudio Fava, regia di Giuseppe Marini. Ispirato al rapimento e all’uccisione di Hernan Francisco Roca , nell’Argentina del 1975, collegato alla Catania che lotta contro la mafia…
Dal 25 al 29 novembre, “Una giovinezza enormemente giovane” di Gianni Borgna, ispirato ai testi di Pier Paolo Pasolini, con Roberto Herlitzka, regia di Antonio Calenda. Segue, dal 2 al 13 dicembre, “Niente, più niente al mondo” di Massimo Carlotto, con Crescenza Guarnieri, regia di Nicola Pistoia / Un monologo straziante e cinico, sullo sfondo la Torino dei quartieri operai che operai non sono più e che non producono altro che mancanza di lavoro…
Dal 16 dicembre al 3 gennaio, “Il più bel secolo della mia vita” di Alessandro Bardani e Luigi Di Capua, che firmano anche la regia, con Giorgio Col angeli e Francesco Montanari / Cento anni. 100. Tanti deve averne compiuto – secondo una legge del 1983 – un N.N. – un nato non riconosciuto dalla nascita – per conoscere l’identità della propria madre naturale…
Dal 6 al 24 gennaio, “Fratelli” di Dorine Collier, con Gianfelice Imparato, che firma anche la regia, e Giovanni Esposito / Due vecchie glorie del teatro napoletano, malandati in salute e abbandonati, in una stanzetta che condividono, tra malinconia e comicità continuano a recitare interpretando se stessi…
Dal 27 gennaio al 14 febbraio, “Some Girl(s)”, di Neil Labute, regia di Marcello Cotugno / Il protagonista, in procinto di sposarsi, decide di mettersi alla ricerca delle proprie ex per provare a sistemare “il casino che ha combinato nella sua vita sentimentale lungo la strada verso la maturità”…
Dal 17 al 21 febbraio, “Gaber, io e le cose” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, da un’idea di Maria Laura Baccarini, che ne è anche interprete con Régis Hubi, ed Elena Torre. Seguono, dal 24 febbraio al 6 marzo, “Madame Bovary” di Gustave Flaubert con Lucia Lavia, regia di Andrea Baracco; e “Edipus” di Giovanni Testori, regia di Leo Muscato, con Eugenio Allegri, sperimentatore linguistico, comico dell’arte contemporaneo, in scena dal 9 al 20 marzo.
“La parola padre” di Gabriele Vacis, che firma anche la regia, in scena dal 30 marzo al 24 aprile, racconta di sei ragazze – tre italiane, una polacca, una bulgara e una macedone – che durante un giro di seminari in Europa centro orientale, parlano dei “conti in sospeso” con le loro patrie e con i loro padri.
“Se sapessimo esattamente di che cosa abbiamo paura, probabilmente non ne avremmo paura”: potrebbe essere il file rouge di “I vicini” di Fausto Paravidino, testo commissionato dal Théâtre national de Bretagne in scena dal 13 al 24 aprile. Segue, dal 27 aprile al 15 maggio, “Thanks for Vaselina” di Gabriele Di Luca, cinica storia di opportunità senza buoni, cattivi o giudici, rivalsa degli ultimi sui penultimi, protagonisti due trentenni, coltivatori (in casa) di marijuana.
Si chiude – dal 18 al 26 maggio – con “John e Joe” di Agota Kristof, progetto e regia di Valerio Binasco, con Nicola Pannelli e Sergio Romano, due clochard che nella loro metafora “smontano” la serietà dell’economia mondiale.