Cinema, teatro e danza – Qualche novità SFOGLIANDO I cataloghi

Curiosità, storie, ricordi, tra parole e immagini. Dai “luoghi della paura” di Dario Argento nei suoi primi nove capolavori, ai cinquant’anni trascorsi da Maurizio Costanzo, giornalista e commediografo militante, sotto le luci della ribalta, e al ritratto umano e artistico di Rudolf Nureyef, il “tartaro volante”.

“Dario Argento, si gira!”, di Mauro D’Avino e Lorenzo Rumori, è un viaggio ragionato sui luoghi dei primi nove e famosi thriller del regista romano – i “luoghi della paura”- : L’uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code, 4 mosche di velluto grigio, Profondo rosso, Suspiria, Inferno, Tenebre, Phenomena , Opera. Un viaggio nelle immagini, accompagnato dai suoi ricordi – dettagli, aneddoti. Luoghi immaginari creati con grande sensibilità estetica, utilizzando spazi ed edifici di “città vere” e ricomponendo in un unico quadro architettonico stili e motivi diversi.
Film per film, il libro si addentra nelle pieghe delle trame, evidenzia le singole scene, ricostruisce percorsi e visioni, “rifotografa” oggi gli stessi luoghi di allora – spesso, a distanza di anni, radicalmente cambiati -, accompagnando il lettore-spettatore a ricordare e a ritrovare visivamente gli scenari principali dei nove film più noti di Dario Argento, quelli che lo hanno consacrato come uno dei maggiori esponenti dell’horror.
Il tutto, come già detto, arricchito dalle testimonianze dello stesso regista, che spiega il perché di talune scelte di ambientazione e rivela inediti episodi della lavorazione. Editore Gremese – Pagine 192 (con circa 300 illustrazioni a colori), 18 euro.

”Sipario! 50 anni di teatro, Storia e testi” di Maurizio Costanzo, prefazione di Enrico Vaime. Il “giornalista” Maurizio Costanzo ha sempre avuto una sincera passione teatrale ed è stato un “commediografo militante” anche nella pratica dei suoi popolari talkshow. La sua ironica umanità, quel suo sottilizzare sui sentimenti e sulle contraddizioni di ogni ospite sottoposto al primo piano delle telecamere, si traducevano in altrettante storie da palcoscenico. Lo stesso piglio indagatore, con un fondo di spigliata amarezza, anima questa raccolta di scritti per il palcoscenico pubblicata a distanza di cinquant’anni dai primi testi per il cabaret. Le sue commedie indagano sul Pianeta Coppia ma mettono in scena anche la solitudine delle donne di oggi e una pur labile comunicazione fra i sessi (Con assoluta ingratitudine, Un coperto in più, Vuoti a rendere , Sentiamoci per Natale, Arrivederci e grazie, Il fascino discreto della parola).
Il volume va verso la conclusione con il copione dello spettacolo “Parlami di me”, fortunata incursione nel teatro musicale affidata a Christian De Sica. Editore Gremese, pagine 206, euro 16.50 –

Con “Ruolf Nureyev. Genio e sensualità”, Alberto Testa compone un “vivifico ritratto” del più acclamato danzatore del XX secolo: un racconto di largo respiro che non è un semplice, anche se rigorosamente documentato, resoconto di fatti, ma mette in luce, con delicatezza, gli aspetti antitetici che hanno segnato la sua esistenza di persona e di artista: l’ossessivo bisogno di emergere e quello, altrettanto urgente, di libertà; la ferrea disciplina professionale e la volubile vita privata; la ribalta del jet set internazionale e l’intima solitudine; l’ineguagliabile “vitalità dionisiaca” delle esibizioni e il prematuro decadimento dovuto alla malattia. Alberto Testa offre al lettore qualcosa di più che una pur rigorosa documentazione critica: offre il ricordo personale di chi allora – in veste di critico ed appassionato di danza – si trovò a seguire e commentare quei fatti, quella carriera, assistendo ai lampi mediatici di quell’esistenza privata condotta sul filo dell’azzardo e della sofferenza.
Ecco perché la lettura di questo libro del “decano” dei critici di danza – 92 anni portati splendidamente – è fonte di conoscenza ma è soprattutto occasione di grande interesse. Editore Gremese, pagine 168, euro 13.60 –