Lando Fiorini e i suoi comici nel “nuovo” cartellone del Puff

In una serata segnata da mozioni d’affetto, stima, ricordi, nuove proposte, “padrino” Enrico Brignano, conduttore Michele Gammino, ospiti un sfilza di amici, vecchi e nuovi artisti del “suo” teatro – il Puff –, Lando Fiorini ha presentato la davvero “nuova” stagione.  Che si propone, come si legge in una nota di presentazione, come una sorta di trait d’union tra gli stili del cabaret tradizionale frequentati per almeno 46 anni (con attori come Enrico Montesano, Leo Gullotta, Lino Banfi, Gianfranco D’Angelo, Toni Ucci e molti altri),  e quello “rivisitato” da alcune realtà della comicità romana contemporanea.

Certamente per una casualità, la serata vedeva alla ribalta tre personaggi come Fiorini, Brignano e  Gammino “legati” a un grande titolo come “Rugantino” di Garinei e Giovanni ma in un arco di tempo che va dal 1962 ai nostri giorni. Come non pensare, allora, anche a quella “Roma nun fa la stupida stasera”, quasi sempre ricorrente nelle esibizioni canore di  Lando?

Arrivano dunque, in un calendario non ancora completo, Antonio Giuliani con il suo spettacolo “DOC- Di Origine Comica”, subito, il 9 ottobre. Poi il 16 ottobre (il 20 novembre, il 18 dicembre e il 29 gennaio) Pablo e Pedro, il 23 ottobre Luciano Lembo in “Buona serata!” e  il 30 ottobre Antonello Costa in “Meglio che faccia da solo”. Il 6 novembre Gianfranco Phino in “The J Phino Show”, e il 13 Massimo Bagnato con “Quanti pensano”, il 27 “Dado in recital”. Il 4 dicembre torna al Puff, dove ha recitato per 13 stagioni accanto a Fiorini, Camillo Toscano con il suo “So’…pressato” e l’11 arriva Marco Capretti in “Chi l’avrebbe detto”. Anno nuovo: il 22 gennaio, con “Roma a misura Duomo” I Sequestratori, Barbara Boscolo e Christian Generosi, e il 12 marzo Michela Andreozzi in “Vintage”.

E Fiorini? Eccolo, inossidabile protagonista assoluto di “Lando, una voce, una città” e per la prima volta “in concerto” nel suo teatro: dalla fine di ottobre, ogni sabato, fino a maggio, circa 90minuti di quelle “perle autoriali” che hanno portato la Canzone romana al di là delle Antiche Mura: da “Er barcarolo” a “Le Mantellate” e a “Cento campane”, accompagnato al piano da Eugenio Tani, il cantattore si racconterà e racconterà Roma, e i romani.