Al 55esimo Festival Pontino, un mese di musica in oltre venti appuntamenti

Con oltre venti appuntamenti e un mese di musica, prende il via domenica 30 giugno il Festival Pontino di Musica, storica rassegna giunta quest’anno alla 55esima edizione, presieduta da Elisa Cerocchi e di cui è presidente onorario Luis de Pablo. Come di consueto, la manifestazione si terrà in alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio della provincia di Latina: il Castello Caetani di Sermoneta sede di tanti concerti del Festival con i suoi Corsi di perfezionamento che richiamano giovani musicisti da tutto il mondo, ma anche le Abbazie di Fossanova e Valvisciolo, il Complesso di Sant’Oliva e la Tenuta San Pietro a Cori e la città di Latina. In programma fino al 31 luglio, il Festival proporrà un’offerta musicale ampia e per tutti i gusti, che spazierà dal repertorio rinascimentale fino alla musica contemporanea, cui il Festival come ogni anno riserva una particolare attenzione, sia con gli Incontri Internazionali di Musica Contemporanea, sia con l’esecuzione di musica proveniente dal prezioso archivio dell’Istituto Petrassi di Latina che contiene il fondo di importanti compositori del Novecento e dei giorni nostri, cui si è aggiunto quello recentemente donato da Ivan Vandor.
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Un singolare festival nei week end di cinque comuni del Lazio

Dal 21 giugno al 21 luglio si svolge, nel Lazio, un singolare Festival intitolato Radure-Spazio culturali lungo la Via Francigena del Sud, a cura dei Comuni di Priverno, Carpineto Romano, Norma, Segni, Sezze, grazie al finanziamento della Regione Lazio e nell’ambito del progetto integrato Invasioni Creative dell‘Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio, in collaborazione con la Compagnia dei Lepini.
Luoghi aperti alla sosta, a cui giungono e da cui partono sentieri, Radure rappresenta un punto di confluenza per viaggiatori, di condivisione di idee, di divulgazione della cultura. Come già le Vie Francigene dal Medioevo rappresentavano un attraversamento di confini ed un itinerario di conoscenza, così il Festival vuole essere un invito ad incontrare le bellezze storiche architettoniche Solo nei fine settimana, in ognuno dei 5 Comuni un ospite d’eccellenza – Gabriele Lavia, Monica Guerritore, Nicola Piovani, Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Popolare Italiana, Mary-Jess Leaverland – sarà affiancato da compagnie professioniste locali (Matutateatro, Compagnia teatrale Le Colonne, Acta Teatro e gli ensemble Kalenda Maya Chorus e Coro InCantu), per un totale di 15 spettacoli in altrettanti luoghi della cultura.

Le “36 Variazioni” di Frederic Rzewski, simbolo delle lotte per la libertà

Martedì 26 marzo 2019 alle 20.30, per l’Istituzione Universitaria dei Concerti, nell’Aula Magna della Sapienza, Frederic Rzewski, compositore sperimentatore e pianista dalla tecnica straordinaria, americano, eseguirà le sue 36 variazioni su “El pueblo unido jamás será vencido” di Sergio Ortega e del gruppo musicale Quilapayún, musica resa famosa in tutto il mondo soprattutto dagli Inti Illimani e divenuta un simbolo della lotta per la libertà non solo contro la dittatura di Pinochet in Cile ma contro tutte le dittature. La composizione di Rzewski nacque su richiesta della pianista brasiliana Ursula Oppens, che ne diede la prima esecuzione al Kennedy Center for the Performing Arts di Washington all’inizio del 1976. In seguito, Rzewski stesso le eseguì innumerevoli volte, sia nelle sale da concerto che nei principali college americani e in molte università europee.
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“Clara Schumann” di Valeria Moretti in scena a Parigi

A Parigi, domani, sabato 9 marzo alle ore 18.30, al Théâtre de l’Ile Saint-Louis Paul Rey, per rendere omaggio alla donna e alla concertista Clara Schumann (1819-1896) – della quale ricorre il secondo centenario della nascita – sarà presentato “Fortissimo intime”, tratto dall’atto unico “Clara Schumann” di Valeria Moretti per l’interpretazione di Christiane Mériel.
Bambina prodigio, sotto la ferrea guida paterna, Clara conquista le platee di tutta l’Europa e l’ammirazione presentato dei geni del suo tempo tra cui Goethe e Paganini. Giovane donna volitiva e indomabile non esita a lottare contro suo padre per poter sposare Robert Schumann, il maestro del Romanticismo musicale, del quale si era perdutamente innamorata.
Fu madre prolifica di otto figli senza tuttavia rinunciare mai al suo pianoforte. Fu inoltre vigile e trepido sostegno alla fragilità mentale del marito, custode fedelissima della memoria di Robert e delle sue composizioni nei quarant’anni in cui gli sopravvisse. Vagabonda, instancabile ed eccezionale concertista oltre che musa ispiratrice del giovanissimo Brahms.
Valeria Moretti, nel raccontare la drammatica vicenda del tentato suicidio di Robert che lo portò in manicomio e dopo pochi anni alla morte, sottolinea come “la nota di sgomento che accompagna la follia, non appartiene solo a chi la vive personalmente ma, come una spada, trapassa anche il cuore di coloro che di quella follia sono sperduti spettatori”

Nella casa di Alda Merini, la poetessa dei Navigli

Torna a Roma – al Teatro Due, dal 20 al 24 febbraio – “Dio arriverà all’alba”, scritto e diretto da Antonio Nobili, dedicato ad Alda Merini, la Poetessa dei Navigli. Spettacolo presentato da Teatro Senza Tempo, in occasione dei dieci anni dalla morte di Alda Merini e dei quaranta dalla promulgazione della Legge Basaglia sulla chiusura dei manicomi.
Un testo poetico e vivace in cui Alda Merini accoglie il pubblico nel suo quotidiano più intimo e controverso, nella sua casa piena di ispirazione e di persone che hanno sottolineato la sua umana e fragile anima.
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Le “signorine”, due sorelle ben oltre l’età del matrimonio…

Al Teatro Ambra Jovinelli, fino al 10 febbraio, interpreti Isa Danieli e Giuliana De Sio – per la prima volta insieme –, è in scena “Le signorine” di Gianni Clementi, commedia in “versione napoletana”. Regia di Pierpaolo Sepe.
Due sorelle zitelle, offese da una natura ingenerosa, trascorrono la propria esistenza in un continuo e scoppiettante scambio di accuse reciproche. È in una piccola storica merceria in un vicolo di Napoli, ormai circondata da empori cinesi e fast food mediorientali, che Addolorata e Rosaria passano gran parte della loro giornata, per poi tornare nel loro modesto, ma dignitoso appartamento poco lontano.
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A Spoleto e dintorni, il Festival del Cinema “Pianeta Donna”

Non soltanto a Spoleto, ma anche in altri centri del territorio umbro, dal 10 di dicembre, si stanno verificando alcuni appuntamenti di SpoletoFilmFestival – Primo piano: Pianeta Donna – Dalle donne della Storia alle donne nella storia del cinema, direttore artistico Franco Mariotti, ospitato dal Comune di Spoleto in collaborazione con l’associazione culturale AmaRcorD. Festival competitivo dedicato a opere prime e non, di lungometraggio e cortometraggio, di autrici italiane e straniere, con particolare riguardo agli esordi cinematografici. Le proiezioni sono spesso accompagnate da masterclass ed eventi collaterali.
Tutto si concluderà sabato 15 dicembre: alle ore 10 nella Biblioteca Comunale, Palazzo Mauri, di Spoleto con il convegno di studi sul tema della manifestazione e alle 20.30 all’Hotel Albornoz con la premiazione delle opere in concorso e la consegna dell’ormai storico Premio Domenico Meccoli “ScriverediCinema”.
Informazioni: Assessorato alla Cultura della Città di Spoleto – tel. 0743.218642/28 – fax 0743.40391.

In scena “Trouble in Tahiti”, l’unico libretto scritto da Leonard Bernstein

Venerdì 19 ottobre (alle ore 20.30), al Teatro Sociale di Amelia, e domenica 21 (alle ore 11) al Teatro Secci di Terni, sarà rappresentata l’opera in un atto “Trouble in Tahiti” di cui Leonard Bernstein (1918-1990) non solo compose la musica ma scrisse anche il libretto, per l’unica volta nella sua vita. Fu scritta nel 1951, nata probabilmente da uno spunto autobiografico, i rapporti tra i suoi genitori per portare in scena le dinamiche che si stabiliscono in una coppia di mezza età, che ha raggiunto l’agiatezza economica e incarna quindi il “sogno americano”, dietro cui però si celano vite tutt’altro che felici, tra indifferenza, incomprensione e ansia, sebbene tutto sembri scorrere regolarmente tra tv, palestra e psicanalista. Il suo debutto, nel 1952, avvenne in una poco nota università del Massachusetts, perché nel periodo del maccartismo il giovane compositore-direttore-pianista era stato messo al bando dai grandi teatri americani e si era perfino visto ritirare il passaporto. Ma era talmente famoso che 3000 persone accorsero per sentire la prima di questa piccola opera.
Inoltre sono previste due recite per le scuole: il 19 alle 11 ad Amelia e il 22 alle 11 a Terni.
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Il Premio Poggio Bustone a 20 anni dalla morte di Lucio Battisti

Aperta da uno vivacissimo omaggio a Lucio Battisti degli ABC Positive, sì è conclusa, a Rieti, in Piazza Mazzini all’interno degli appuntamenti di Rieti Cuore Piccante, la quattordicesima edizione del Premio Poggio Bustone (paese natale dell’artista, di cui ricorrono quest’anno i venti anni dalla scomparsa). A condurre la serata, come tradizione, Maria Luisa Lafiandra, direttore artistico di questo appuntamento annuale dedicato alla “grande canzone d’autore di qualità”.
Il Premio e il premio come Miglior Cover di Battisti (con “Era”) è andato al materano Angelo Cicchetti con “Tutto se ne va”, secondo classificato e Premio Personalità Artistica è andato ad Angelo Lazzaro Gargiulo da Sant’Antonio Abate (Napoli) con “Un attimo di noi”. Terzo classificato Walter Piva da Gela con “Flussi d’incoscienza”. Altri finalisti: Lara Dei, Julian Ross, Massimo Comencini, Matteo Gallina.
Sul palco, oltre ai finalisti, è salito anche Paolo Longhi, vincitore del Premio Personalità Artistica 2017. Un momento importante di questa finale anche la consegna del premio Personalità Artistica a Massimo Wertmüller di cui nel vicino Chiostro di Sant’Agostino è stato proiettato il corto “Il tema di Jamil”.
La giuria: presidente Valentina Rossi (cantante e docente di canto), il già citato Paolo Longhi, Argoh (cantautore, produttore discografico), Pino Balducci (esperto di Lucio Battisti), Emma Biscetti (poetessa, artista).

La quinta edizione del festival “ad Arte” nel centro storico di Calcata

Tre giorni di teatro, cinema ma anche di musica, arte e dibattiti, tre giorni all’insegna della cultura, a Calcata, piccolissimo centro a pochi chilometri tra Roma e Viterbo: dal 31 agosto al 2 settembre è di scena la quinta edizione del Festival AdArte, diretto da Igor Mattei e Marina Biondi, in cui anche quest’anno, come nell’edizione 2017, spettacoli e film saranno ospitati nelle le piazze e nei vicoli all’interno dello splendido centro storico.
Zona di escursionismo e di equitazione, con il suo Parco del Treja, le Cascate di Monte Gelato a Mazzano Romano, location di cinema per Rossellini, Zeffirelli, Pietrangeli, Sergio Leone, Orson Wells, Lucio Fulci e tanti “peplum” e più di recente fiction di successo), il lago di Martignano e di Bracciano a soli 15 km, località ricca di arte con a pochi chilometri Nepi, Civita Castellana, il centro di Faleria, la città d’arte di Castel Sant’Elia, Calcata è un luogo da scoprire, o da ritrovare, anche grazie al Festival.
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