Concerto & Spettacolo, omaggio a Borges e Piazzolla

Nell’ambito dell’ottava edizione del Vitala Festival, lunedi 24 febbraio alle ore 21, al Teatro San Genesio Concerto & Spettacolo in omaggio a Borges & Piazzolla.
Un viaggio poetico tra l’immensità dei versi di Jorge Luis Borges e la musica incantevole e seducente di Astor Piazzolla. La voce recitativa di Michelangelo Tarditti, il flauto traverso di Raùl Dousset, il piano di Luis Gabriel Chami e il violino di Giuliano Bisceglia, avvolgeranno e trasporteranno il pubblico nella magia del pensiero profondo e della musica raffinata argentina, verso un tempo legato all’essenzialità.
Il Vitala Festival, organizzato da Fabiana De Rose in collaborazione con il Teatro San Genesio, è una rassegna di natura filantropica, con lo scopo di promuovere e sostenere musicisti, cantanti, artisti del settore musicale e delle arti visive, di tutte le nazionalità e provenienze, presentando un calendario articolato e variegato per genere e composizione dei gruppi musicali ospitati.

Teatro San Genesio – Via Podgora 1 – Dalle ore 20 sarà disponibile un Servizio Buffet pre Concerto – Ingresso: Intero 15 euro , ridotto (studenti) 13 euro

Al Teatro Olimpico, nuova edizione di “Supermagic Illusioni”

Il Teatro Olimpico, dal 30 gennaio al 9 febbraio, ospita l’ormai quasi tradizionale Supermagic, lo spettacolo di varietà Festival internazionale della Magia alla sua 17esima edizione. Titolo: “Supermagic Illusioni”, una esperienza di pura magia dove le illusioni si trasformano in realtà: incredibili apparizioni, trasformazioni ed effetti magici mai visti prima in Italia. Un’occasione unica per sognare e divertirsi. Questa volta con un orchestra dal vivo. Ecco qualche dettaglio.
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Franco Oppini e Miriam Mesturino, debutto “spagnolo”al Teatro Marconi

Al Teatro Marconi, fino al 2 febbraio è in scena “Cocktail per tre” di Santiago Moncada, noto e prolifico scrittore, drammaturgo, sceneggiatore madrileno scomparso a 90 anni nel 2018, rappresentato per la prima volta in Italia, titolo originale “Caprichos”, traduzione di Pino Tierno, con Franco Oppini, Miriam Mesturino e Marco Belocchi che firma la regia.
La quarantenne Cristina è un’attrice di successo, ma con una vita privata piuttosto problematica. Separata da Gianni, ormai sulla sessantina ma sempre giovanile, simpatico e donnaiolo, con cui è stata sposata cinque anni e dal quale ha avuto una figlia, intrattiene da qualche tempo una relazione clandestina con Vittorio, uomo politico – parlamentare europeo -, a sua volta sposato. Mentre questi è via per una delle sue missioni all’estero, Cristina riceve la visita del suo ex-marito, e ci finisce di nuovo a letto.
Al mattino mentre Gianni sta lasciando l’appartamento, torna inaspettatamente Vittorio. I due si incontrano e certamente, nella loro assoluta diversità, non si trovano simpatici. Nell’imbarazzo generale, Cristina comunque confessa di aver passato la notte con l’ex-marito e Vittorio, pur se rammaricato, decide di troncare una relazione e una donna in cui credeva ciecamente. Cristina, distrutta e in preda ai sensi di colpa, esce lasciando soli i due rivali.
A questo punto l’autore, anticipa una nota di presentazione dello spettacolo, con un coup-de-théâtre, capovolge la situazione e la commedia si avvia verso un finale inaspettato.
Scene di Jacopo Valsania, costumi di Maria Letizia Avato, musiche di Fabio Bianchini.
Teatro Marconi – spettacoli dal giovedi al sabato alle ore 21, la domenica alle 17.30- Viale Marconi 698 E – Biglietti: intero 24€, ridotto 20€ –

Dalla scena britannica tornano “i prudes”. Persone o personaggi?

Presentata al Teatro Belli nella XVII edizione della rassegna “Nuove frontiere della Scena Britannica” diretta da Rodolfo di Giammarco, e dopo una programmazione all’Off/ Off Theatre di via Giulia, torna ancora una volta in scena “The Prudes” dell’autore scozzese Antony Neilson, nella traduzione di Natalia di Giammarco, protagonisti Carlotta Proietti e Gianluigi Fogacci che firma anche la regia: dal 28 gennaio al 1° febbraio, al Teatro Tor Bella Monaca.
Chi sono i Prudes? Prudes in inglese significa puritani, moralisti, di morigerati costumi.
Al centro della commedia, c’è il calo di desiderio di James che non riesce più ad avere rapporti con Jessica. La sua ultima chance è consumare un rapporto davanti ad una platea: se fallirà, sarà abbandonato da lei, che non intende passare il resto della sua vita senza sesso…
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Lucia Poli in un Omaggio ad Alberto Savinio, scrittore e compositore

Il Piccolo Eliseo dal 26 gennaio al 18 maggio ospita, in collaborazione con l’Istituzione Universitaria dei Concerti della Sapienza, “Musica a Teatro”, quattro mattinate la domenica, e un concerto serale, appuntamenti diversi sia nell’organico che nei programmi, incluso il debutto di uno spettacolo che unisce musica, letteratura e teatro, affidati a maestri dal prestigio internazionale.
Domenica prossima, dunque, alle 11.30, spettacolo in prima assoluta, “La Pianessa – Omaggio ad Alberto Savinio”, – raffinatissimo scrittore, pittore, nonché audacissimo compositore. Un pianoforte animato che suona Chopin, un pianoforte femmina che partorisce pianofortini, un pianoforte glorioso e ribelle che interpreta Bach, con Lucia Poli che narra le vicende tragicomiche dei curiosi personaggi che popolano alcuni racconti intessuti di musica che Savinio ha dedicato al pianoforte e il bellissimo profilo biografico di Isadora Duncan (testi scelti con la consulenza di Alessandro Tinterri, maggior esperto dell’opera di Savinio e curatore delle sue opere per Adelphi).
Il pianista Marco Scolastra accompagna le parole poetiche e fantasiose con musiche dello stesso Savinio e di autori da lui citati nei racconti, Mozart, Kullak, Paderewski, Chopin, ma anche di Rossini, De Crescenzo, Satie, Cage, Elgar selezionate come raccordo drammaturgico.
Lo spettacolo “La Pianessa” sarà preceduto, sabato 25 gennaio alle ore 16, dall’incontro “Uno sguardo sul mondo di Alberto Savinio” con Alessandro Tinterri, presso il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea (primo piano del Palazzo del Rettorato della Sapienza). Par il biglietto per i concertiateciperanno all’incontro anche Ruggero Savinio, Lucia Poli, Marco Scolastra, Claudio Zambianchi. L’ ingresso è liber, mentre il biglietto per gli altri appuntamenti costa 10 euro.

Due donne e il prepotente bisogno di vivere come “normale” la “diversità”

Al Teatro Vittoria fino a domenica 26 gennaio si replica “Belvedere” – Due donne per aria – scritto e diretto da Anna Mazzamauro, che ne è anche protagonista insieme all’attrice Cristina Bugatty e con Sasà Calabrese che firma, ed esegue, anche le musiche. Spettacolo presentato dall’ associazione E20inscena.
Due donne: Santa – figura che sembra uscita da una tela di Botero, e Graziadio, una transessuale bellissima straziata e arricchita dalla sua duplice natura. Si incontrano e si scontrano in un prepotente bisogno di vivere come ordinaria quella che agli altri sembra violazione.
Accanto a loro c’è Beethoven, musicista sordo ma che “sente” ogni risata, ogni pianto delle due creature e li commenta con il suo unico compagno, il contrabbasso, mentre assiste alla loro escursione feroce che alla fine unirà quelle vite in un abbraccio inaspettato. Graziadio, etichettata come “diversa” e tormentata per questo, ritrova per mezzo dell’ironia popolana, del divertimento e della sana comicità di Santa, grassa e irresistibile padrona di casa – del Belvedere del titolo – la sua “normalità”.

Teatro Vittoria – Piazza S. Maria Liberatrice 10 -Botteghino: 06/ 5740170 – 06/ 5740598 – Biglietti: intero: platea € 30, galleria € 24 – ridotto (under 26/over 65): platea € 23, galleria € 20-

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Wonderland… è il Teatro (con ispirazione ad Anton Cechov)

Dal 24 al 26 gennaio, al Teatro di Documenti è in scena “Willkommen… in Wonderland” di Fabio Avino e Tiberio Ettore Muccitelli, liberamente ispirato a “ Il canto del cigno” di Anton Cechov. Regia di Fabio d’Avino. Con Tiberio Ettore Muccitelli, Dalia Di Vezza, Gianluca Lombardi.
Rimasto chiuso dentro a un teatro, un attore smette la maschera che è costretto a portare e ritrova finalmente se stesso, finendo per scoprire che il suo Paese delle Meraviglie è lì dove si trova: il Teatro.

Teatro di Documenti – via Nicola Zabaglia 42 – Tel. 06/5744034 – 06/5741622 – 328.8475891

Glauco Mauri è Re Lear per la terza volta nella sua lunga carriera

Al Teatro Eliseo è appena andato in scena – con repliche fino al 2 febbraio – “Re Lear” di Shakespeare, traduzione di Letizia Russo, riduzione e adattamento di Andrea Baracco e Glauco Mauri con Roberto Sturno.
Glauco Mauri affronta per la terza volta questa tragedia shakespeariana: il primo allestimento nel 1984 e il secondo nel 1999 – sue anche le regie – per un totale di 500 repliche: “Non ho mai smesso di credere che bisogna sempre mettersi in discussione” – dice l’attore – “accettare il rischio pur di far sbocciare idee nuove per meglio comprendere quel meraviglioso mondo della poesia che è il teatro. Mi sono sempre sentito non all’altezza ad interpretare quel sublime crogiolo di umanità che è il personaggio di Lear. In questa mia difficile impresa, mi accompagna la convinzione che per tentare di interpretare Lear non servono tanto le eventuali doti tecniche maturate nel tempo quanto la grande ricchezza umana che gli anni mi hanno regalato nel loro, a volte faticoso, cammino.
“Spero solo che quel luogo magico che è il palcoscenico possa venire in soccorso ai nostri limiti. Cosa c’è di più poeticamente coerente di un palcoscenico per raccontare la vita? E nel Re Lear è la vita stessa che per raccontarsi ha bisogno di farsi teatro”.
Roberto Sturno, in questo allestimento è nel ruolo del Conte di Gloucester (nelle due passate edizioni era nel ruolo del Matto). Altri interpreti: Dario Cantarelli – Enzo Curcurù, Linda Gennari, Paolo Lorimer, Francesco Martucci, Laurence Mazzoni, Aurora Peres, Emilia Scarpati Fanetti, Francesco Sferrazza Papa, Aleph Viola. Scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta, musiche Giacomo Vezzani e Riccardo Vanja. Spettacolo prodotto dalla compagnia Mauri- Sturno e Fondazione Teatro della Toscana.

Teatro Eliseo – Biglietteria tel. 06/83510216 – Prezzo da 15 € a 35 €

Una voce maschile nella “Lettera di una sconosciuta” di Stefano Zweig

Per Eliseo Off, fino al 31 gennaio è in scena “Lettera da una sconosciuta” di Stefano Zweig, con Stefania Barca, regia di Angelo Bandini. Produzione Teatro Eliseo.
Vienna 1922. Un affascinante scrittore viennese, di ritorno da una vacanza, nel giorno del suo compleanno, trova, tra le altre, una lettera con una strana intestazione: “a te, che mai mi hai conosciuta”. Dapprima incuriosito, poi via via più perplesso, ma anche affascinato inizia a leggere e scopre l’amore assoluto di una donna nei suoi confronti, che la sta portando alla morte.
È la donna che racconta, in prima persona, accanto al letto del suo bambino morto, la nascita e lo sviluppo di questo sentimento nei suoi confronti…
Ma è una voce maschile (quella di Edoardo Siravo) – anticipa una nota di regia – quella che apre lo spettacolo, quasi che iniziando a leggere la lettera, in qualche modo, metta in scena la storia. Ci sono altri momenti in cui interviene tale voce maschile. A volte vissuta come proiezione fantastica della donna, o come ricordo. Nel suo delirio amoroso è come se per lei fosse presente. Un fantasma, a tratti quasi tangibile, che prende corpo, dalle sue parole e dalle sue emozioni.
Scene e costumi di Annalisa Di Piero, musiche di Davide Cavuti.

Eliseo Off – Foyer II balconata – Spettacoli: lunedì, mercoledì e domenica ore 20, venerdì ore 18 – Prezzi € 7.

A vivere una grande passione, certamente non ci si annoia…

Al Teatro della Cometa fino al 26 gennaio è in scena “Il motore di Rosaelena”, da un’idea di Gea Martire – che firma la drammaturgia insieme ad Antonio Pascale e che ne è la protagonista. Regia di Nadia Baldi.
Storia, in forma monologata, dell’emancipazione di Roselena, nata e cresciuta dietro al Vesuvio. Il tono è tragicomico, come lei. Roselena è infiammata da una grande passione per le macchine. C’è chi si sogna in abito da sposa, chi in tailleur manageriale: lei – una donna! – in tuta da pilota. L’importante nella vita è avere un motore e lei ce l’ha in testa come un chiodo fisso. Fin da piccola. Con molta meraviglia la madre si rende conto che il rumore dei motori delle macchine l’acquieta come nessuna ninna nanna e la mette di buon umore.
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