Per Eliseo Musica, tornano i “dialoghi sinfonici” domenicali

Che cosa si cela dietro all’emozione che si prova quando si ascolta una melodia ? Che cosa lega il gesto del direttore d’orchestra alla scrittura dei compositori? Come fa l’orchestra a “respirare assieme” con un solo sguardo?
Dal 19 gennaio al 1° marzo alle ore 11 ( con anteprime per le scuole venerdì 17 gennaio, 14 e 28 febbraio sempre alle 11) il Teatro Eliseo ospita anche quest’anno “Domeniche d’InCanto”, “dialoghi sinfonici” domenicali con l’ Europa InCanto Orchestra, direttore Germano Neri.
II quale interagisce con il pubblico facendolo dialogare con l’orchestra sinfonica, spiegando ad esempio le ragioni storiche e culturali per cui le melodie scritte in certe tonalità siano in grado di influenzare le emozioni, a differenza delle successioni ritmiche che invece attivano l’irresistibile impulso di tenere il tempo.
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Una “tangheide” su calcio e potere, tra commedia, musica e tragedia

Dal 15 al 19 gennaio al Teatro Brancaccio è in scena “Tango del calcio di rigore”, drammaturgia e regia di Giorgio Gallione, produzione del Teatro Nazionale di Genova. Un affresco su calcio e potere in salsa sudamericana che nasce dalla finale dei Mondiali del 1978.
Il 25 giugno all’Estadio Monumental di Buenos Aires l’Argentina deve vincere a tutti i costi contro l’Olanda. Seduto in tribuna c’è il generale Jorge Videla, che ha orchestrato il Mondiale come strumento di propaganda politica, affinché il mondo si dimentichi delle Madri di Plaza de Mayo. Poco discosto dal dittatore, in tribuna, c’è Licio Gelli, il Venerabile della loggia massonica P2, suo amico personale.
Durante i campionati del ’78 in Argentina succede di tutto: morte, tortura, desaparecidos, doping, corruzione. Ma è anche il momento di maggiore popolarità e consenso della dittatura Videla, a dimostrazione di come lo sport possa essere usato dal potere come forma di occultamento della realtà o raffinato strumento di oppressione.
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Marisa Laurito protagonista di uno “storico” successo di Patroni Griffi

Soltanto per una settimana – da martedi 14 a domenica 19 gennaio – al Teatro Vittoria è in scena – in prima nazionale “ufficiale” – un nuovo allestimento di “Persone naturali e strafottenti”, opera tra quelle di maggiore successo di Giuseppe Patroni Griffi, sui palcoscenici italiani dai primi Anni Settanta. Una tragicommedia cruda, poetica e divertente, fra situazioni grottesche, cinismo, tagliente ironia e surrealismo, in perfetto equilibrio fra Eduardo e Annibale Ruccello, ed ancora attualissima nella sua geniale spudoratezza. Lo spettacolo è prodotto da Altra Scena in collaborazione con Sycamore T Company, con il sostegno del Mibact, per la regia di Giancarlo Nicoletti, anche tra gli interpreti. Un’altra versione di “Persone naturali e strafottenti”, con diversi interpreti ma con la regia di Nicoletti, è stata presentata, proprio al Teatro Vittoria, nell’ambito del Premio Attilio Corsini.
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“Il Lago dei Cigni” di Pech apre la nuova stagione del balletto al Costanzi

Venerdi 28 dicembre, al Teatro Costanzi, “Il lago dei cigni” di Benjamin Pech da Marius Petipa e Lev Ivanov, inaugura la stagione di balletto 2018-19 del Teatro dell’Opera di Roma, con le étoile, i primi ballerini, i solisti e il corpo di ballo diretto da Eleonora Abbagnato. Benjamin Pech, già étoile dell’Opéra di Parigi e Assistente alla Direzione del Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, dopo aver creato diverse coreografie si confronta, con il riallestimento coreografico del balletto icona della tradizione classica.
Il lavoro di Pech – coadiuvato da madame Patricia Ruanne e dal Maître de Ballet Frédéric Jahn in veste di assistenti al coreografo – si innesta in un allestimento fatto di scene raffinate e preziosi decori dello scenografo Aldo Buti, con le luci di Vinicio Cheli. Le note di Pëtr Il’ič Čajkovskij sono affidate alla bacchetta di Nir Kabaretti che dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma.
Ospiti d’eccezione, il 28, il 29 e il 31 dicembre, sono Anna Nikulina e Semyon Chudin entrambi principal dancer del Teatro Bol’šoj di Mosca, e 4 e il 6 gennaio Germain Louvet, étoile de l’Opéra di Parigi, per ballare con la prima ballerina Susanna Salvi. L’étoile del Teatro dell’Opera Alessandra Amato balla con il primo ballerino Claudio Cocino. La recita pomeridiana del 5 gennaio è affidata ai solisti Marianna Suriano e Michele Satriano. Un ruolo determinante nella versione di Benjamin Pech è affidato al personaggio di Benno, amico del Principe Siegfried, interpretato dal primo ballerino Alessio Rezza, dal solista Giacomo Castellana, e dai ballerini Walter Maimone e Loïck Pireaux

Da Goldoni, il teatro e l’emozione che somiglia alla felicità

Al Teatro Vittoria, fino al 6 gennaio è in scena la celebre commedia di Carlo Goldoni “L’impresario delle Smirne”. Scritta nel 1759, rappresentata per la prima volta durante il Carnevale di Venezia dell’anno seguente, era originariamente in versi martelliani e fu poi ridotta in prosa dallo stesso autore. Spettacolo prodotto da Attori & Tecnici, adattamento e regia di Stefano Messina, questa edizione vuole essere un omaggio allo scalcinato mondo dell’avanspettacolo o meglio, più in generale,al mondo del teatro, con le sue luci e le sue ombre.
Saltimbanchi che “tentano la vita, che inventano il teatro” ,come raccontano le belle parole di Enzo Jannacci, in uno dei pezzi musicali cantati dal vivo nello spettacolo. Soubrettes e attori disperati e affamati, in cerca di una scrittura per sbarcare il lunario. Impresari che esercitano il loro potere in cambio di favori sessuali, e la speranza, con l’arrivo di un ricco mercante turco, che vuole fare una compagnia per le Le Smirne (come allora si designava correntemente la Turchia). Le cose andranno diversamente ma l’illusione sarà ricompensata dalla consapevolezza che solo il teatro e il mestiere dell’attore possono dare quei brividi e l’emozione che assomigliano tanto alla felicità.
Gli interpreti (in ordine di entrata in scena): Nicolas Zappa, Carlo Lizzani, Stefano Dilauro, Chiara David, Andrea Carpiceci, Chiara Bonome, Mattia Marcucci, Virginia Della Casa. Musiche di Pino Cangialosi, costumi di Ludovica Rosenfeld.

…con le firme di Jaja Fiastri, Nancy Brilli, Giorgio Gaber, Lina Wertmüller

Dal 23 dicembre al 6 gennaio il Teatro Quirino ospita “A che servono gli uomini”, titolo di collaudato successo di Jaja Fiastri, storica collaboratrice di Garinei e Giovannini – con i quali ha firmato, tra gli altri, “Aggiungi un posto a tavola”, “Alleluja brava gente” e “Taxi a due piazze”, scomparsa proprio a dicembre dello scorso anno a 84 anni. Nel 1988, anno della prima messa in scena della commedia, la protagonista fu interpretata da Ombretta Colli, e suo marito Giorgio Gaber preparò una colonna sonora ricca di ritmi, originalità, brani belli e semplici che arrivano subito all’orecchio e rimangono nella testa degli spettatori.
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In allestimento un omaggio a Fellini nel centenario della nascita

Martedì 21 gennaio 2020, presso il teatro Lo Spazio andrà in scena “In viaggio con Fellini – Note, ricordi, sue fantasie”, in cui l’attore e regista Francesco Sala interpreta Federico Fellini che racconta di sé e della sua immortale arte. Un delicato, toccante e ironico omaggio teatrale: un “amarcord”, direbbe lui. Accanto a lui ci saranno la cantante Raffaela Siniscalchi, Antonio Nasca al pianoforte e il contributo artistico di Brivido Pop, all’anagrafe Marco Innocenti. Con la regia dello stesso Francesco Sala e con la collaborazione di Viola Pornaro, prodotto da Enrico Carretta .Con l’amichevole partecipazione di Gioia Ricci e degli allievi del Cantiere Teatrale, In programma anche letture speciali e omaggi artistici. Dopo il debutto, lo spettacolo andrà soprattutto all’estero.
Lo spettacolo teatrale ha mosso i suoi primi passi presso il ristorante vegetariano Il Margutta Veggy Food & Art, che ne ospiterà il 16 gennaio una presentazione esclusiva, dove cinque anni fa, andò in scena “Sotto casa di Federico – Omaggio a Fellini”: una “cena teatrale”, organizzata e fortemente voluta da Tina Vannini, da cui lo spettacolo del 2020 si è ispirato. Federico Fellini, quindi, torna nuovamente nella “sua” via Margutta, a pochi metri dalla sua storica casa e da quella targa, troppo poco conosciuta, che lo commemora.

“Chopin e ….” nella Sala Casella dell’Accademia Filarmonica Romana

Domenica 15 dicembre (ore 17.30) nella Sala Casella l’Accademia Filarmonica Romana ospita il pianista Axel Trolese (classe 1997)per il secondo appuntamento dedicato alla rassegna “Chopin e…”. Affidandosi ai giovani talenti provenienti dai Corsi di alto perfezionamento di Santa Cecilia, la Filarmonica ha organizzato cinque concerti nell’arco della stagione, in cui la musica del compositore polacco dialoga con la scrittura compositiva di altri autori, scelti tra coloro che hanno dedicato al pianoforte e alla musica da camera una significativa stagione creativa, che per Chopin sono stati fonte di ispirazione o, al contrario, che da Chopin sono stati ispirati.
Quello che Trolese propone alla Filarmonica è senz’altro un accostamento originale affiancando la musica di Chopin alla Spagna, ad esplorare l’influenza che la musica del polacco ebbe su due dei più rappresentativi compositori spagnoli di fine Ottocento e di inizio Novecento, Isaac Albéniz e Manuel De Falla. Il concerto si apre con il secondo (1906) dei quattro quaderni di “Iberia” di Albéniz considerati il suo lavoro pianistico più importante e prosegue con la “Fantasía Bética” (1919) di De Falla in cui molti musicologi hanno visto il richi” Terza Sonata” op. 58, pubblicata nel 1845, contraddistinta da una ricchezza e fluidità del discorso musicale e dalla conciliazione di tecniche e suggestioni stilistiche tanto diverse, da renderla uno degli spartiti più alti e perfetti dell’articolato percorso sonatistico ottocentesco.

I prossimi concerti saranno il 2 febbraio con la violoncellista Ludovica Rana e la pianista Maddalena Giacopuzzi con la musica di Chopin affiancata a quella di Johannes Brahms, l’1 marzo, con la giovane formazione del Trio Kanon in un programma che alterna Chopin a Mendelssohn e il 29 marzo con il confronto fra Chopin e il genio di Johann Sebastian Bach affidato al pianista Andrea Napoleoni.

Informazioni: tel. 06/3201752-

Nel VI Municipio, tre concerti con musica di Piazzolla nello stesso giorno

Mercoledì 18 dicembre, l’ensemble Roma Sinfonietta (con il solista Vincenzo Bolognese) eseguirà in tre diverse occasioni musica di Astor Piazzolla nel VI Municipio: la mattina, alle 12, per gli studenti delle scuole medie e superiori della zona nell’Auditoriumin “E. Morricone” dell’ Università di Tor Vergata (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1), il pomeriggio alle 16 nell’Aula consiliare del Municipio (via Duilio Cambellotti 11, ingresso libero fino ad esaurimento posti) dove il Presidente invita il personale amministrativo e tutti gli abitanti del sesto Municipio. Infine alle 18, di nuovo nell’Auditorium “E. Morricone” nell’ambito della consueta stagione concertistica di Roma Sinfonietta.
Sono in programma “Oblivion”,” Libertango”, “Ave Maria” e le “Cuatro Estaciones Porteñas” (Le quattro stagioni di Buenos Aires), che sono ispirate chiaramente alle “Quattro Stagioni” di Vivaldi e intrecciano felicemente la tradizione e il “nuevo tango”.
Informazioni: tel. 06/ 3236104 –

Edy Angelillo e Michele La Ginestra, decima stagione insieme

Al Teatro7, fino al 5 gennaio si replica “La matematica dell’amore” – Radice di 2 -, di Adriano Bennicelli, musiche originali di Antonio DinPofi. Regia di Enrico Maria Lamanna. Testo vincitore della II Edizione del Premio di Scrittura Teatrale Diego Fabbri e del Premio Nazionale di Drammaturgia Oltreparola 2008.
Protagonisti Edy Angelillo e Michele La Ginestra che tornano insieme per la decima stagione, con uno spettacolo che ormai è diventato un cult del panorama teatrale italiano: storia di un uomo alle soglie della pensione, che fa il consuntivo della sua vita.
Lo accompagna, da quando erano bambini, una donna: Tom e Gerri, l’uomo e la donna, bambini, adulti, vecchi. Ricordi, emozioni e giochi di sessant’anni di vita insieme, tra alti e bassi, tra prendersi e lasciarsi, raccontati con la voglia di sorridere, anche delle difficoltà.
Lei e il suo giocare col mondo sono l’eccezione, mentre lui e il suo rifiuto della matematica sono la regola. Una storia d’amore, di matematica e di sentimenti. Uno spettacolo divertente con un finale dolce-amaro. per divertirsi, sorridere e (anche un po’) commuoversi.

Teatro 7 – via Benevento 23 – Spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18 – riposo: ogni lunedì, 24, 25, 26 dicembre, 1 gennaio – Speciale Capodanno: ore 20.30 spettacolo, cena a buffet, brindisi / € 70 – Ore 22.15 spettacolo, brindisi / € 50 – Biglietti: € 25 e € 19.- Informazioni e prenotazioni: tel. 06/442.36.382 –