Ancora una volta, il “discorso del capitano” Francesco Totti

Al Teatro Flaiano, da domani 6 dicembre a domenica 16, è in scena “Il discorso del capitano. Roma-Genoa 3-2” di – e con – Giuseppe Manfridi, regia di Claudio Boccaccini, spettacolo di collaudato successo con diversi ritorni in scena, che appartiene alla serie “Diecipartite”, progetto nato da un’idea di Daniele Lo Monaco (acceso tifoso romanista che racconta”Quando a mia madre sono venute le doglie la Roma espugnava l’ostico terreno di giuoco dell’Atalanta con un 4-2 che non ammise discussioni e che ripropose la Roma tra le grandi di quel campionato, stagione 1966-67”. Giuseppe Manfridi ha cominciato a dedicarsi a questo progetto – giunto al settimo capitolo – nel 2009.
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Il blues incontra la canzone d’autore ed i colori del coro

Blues, ballate e canzoni d’autore – e anche musiche originali – con Argiria Band per i concerti di Roma Sinfonietta, mercoledì 12 dicembre alle 18 presso l’Università di Roma Tor Vergata (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).
Gli Argiria sono un gruppo formato inizialmente da
Massimo Ceccarelli, chitarrista, contrabbassista e compositore di formazione classica, nonché autore di tutti brani, e da Armando Pettorano, bassista ma anche autore teatrale e sceneggiatore.
Al duo, che ha iniziato la sua attività concertistica e discografica nel 2016, si sono uniti nell’ultimo periodo altri due rinomati musicisti, il chitarrista Lorenzo De Angelis e il batterista Andrea Borrelli.
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Il festival Nuova Consonanza si sposta al Mattatoio

Domani, 5 dicembre, il 55° Festival Nuova Consonanza si sposta al Mattatoio, spazio che accoglierà tutti i prossimi appuntamenti del Festival fino alla conclusione del 21 dicembre. In scena, ore 21, “Racconti di viaggio” con l’attore Edoardo Coen e un trio di giovani e già affermati interpreti: il fisarmonicista Samuele Telari, la clarinettista Alice Cortegiani e il violoncellista Michele Marco Rossi. Lo spunto lo dà la lettura di alcuni estratti di “Fondamenta degli Incurabili” del Premio Nobel Iosif Brodskij, un saggio dedicato a Venezia, molto amata dal poeta russo, in cui si intrecciano riflessioni e ricordi sulla città, dove Brodskij è fra l’altro sepolto. La lettura si alterna a composizioni originali e trascrizioni di autori molto legati nel secolo passato a Venezia – Bruno Maderna, Igor Stravinkij, Giuseppe Sinopoli – cui si aggiungono i recenti lavori di due giovani leve della composizione italiana, Matteo Angeloni e Marco Sinopoli.
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Un inedito “Rigoletto” ha aperto la nuova stagione dell’Opera

Al Teatro Costanzi, fino al 18 dicembre, si replica lo spettacolo inaugurale della stagione 2019 del Teatro dell’Opera: nuovo allestimento del “Rigoletto” di Giuseppe Verdi, una “lettura” inedita, e rispettosa, del notissimo melodramma verdiano che vede impegnati il regista Daniele Abbado e il direttore Daniele Gatti, che proprio in queste ore è stato nominato, dal sovrintendente Carlo Fuortes, direttore musicale dell’Opera di Roma con un incarico di tre anni – fino al 31 dicembre 2021 –, impegno che prevede la direzione di tre opere per ogni stagione.
Gli interpreti: Ismael Jordi (e Iván Ayón Rivas), Roberto Frontali (e Sebastian Catana), Lisette Oropesa (e Claudia Pavone), Riccardo Zanellato, Alisa Kolosova, Carlo Cigni, Alessio Verna, Saverio Fiore, Nicole Brandolino, e Irida Dragoti, uno dei giovani talenti selezionati per la seconda edizione del progetto “Fabbrica” Young Artist Program dell’Opera di Roma.
Scene e le luci di Gianni Carluccio, costumi di Francesca Livia Sartori ed Elisabetta Antico, Boris Stetka regista collaboratore, i movimenti coreografici di Simona Bucci. Maestro del Coro Roberto Gabbiani.
Le repliche: giovedì 6 dicembre, martedi 11, giovedi 13 e martedi 18 alle ore 20, domenica 9 alle 16.30, sabato 15 alle 19.

Per informazioni: operaroma.it –

Dalla nuova scena britannica, la crescita di un “giovane immaturo”

Da domani, 5 dicembre, all’8, al Teatro Belli, per la rassegna Trend – Nuove frontiere della scena britannica diretta da Rodolfo Di Giammarco, è in scena “Growth” (Crescendo) di Luke Norris, traduzione di Enrico Luttmann, regia di Silvio Peroni. Spettacolo prodotto da Pierfrancesco Pisani. Giovane, non ancora trent’anni, e già acclamato da critica e pubblico, Luke Norris con questo suo ultimo testo ha vinto il prestigioso Fringe First Award al Fringe Festival di Edimburgo del 2016.
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Si rinnova al Sistina lo straordinario successo di “Jesus Christ Superstar”

Al Teatro Sistina, da giovedì 6 dicembre e fino al 16, torna “Jesus Christ Superstar”, il musical prodotto dalla PeepArrow Entertainment, nella versione originale di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice, protagonista l’ormai “mitico” Ted Neeley (che lo aveva interpretato anche nel film di Norman Jevison nel 1973), regia di Massimo Romeo Piparo. Dopo il successo di un tour europeo, con sold out e standing ovation in tutti gli spettacoli, il musical prosegue il suo tour italiano che vede Radio Italia come Media Partner Ufficiale al termine del quale riprenderà a calcare i più importanti palcoscenici europei. Lo spettacolo, in inglese, con l’orchestra dal vivo diretta da Emanuele Friello, vede in scena, accanto a Ted Neeley nei ruolo di Gesù, il brasiliano Nick Maia (Giuda), Paride Acacia (Annas), Simona Distefano (Maria Maddalena), Andrea Di Persio (Pilato), Giorgio Adamo (Simone), Francesco Mastroianni (Caifa), Mattia Braghero (Pietro), Salvador Axel Torrisi (Erode), e il grande ensemble di acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini coreografati da Roberto Croce, con le scenografie di Teresa Caruso e i costumi di Cecilia Betona.
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In Aula Magna, Stockuausen e la dedica all’ Orchestra Sinfonica Siciliana

Martedì 4 dicembre, alle 20.30, nell’Aula Magna della Sapienza, l’Istituzione Universitaria dei Concerti, ospita l’Orchestra Sinfonica Siciliana con musiche dei due compositori che segnarono il passaggio dall’Ottocento al Novecento e del più geniale rappresentante delle avanguardie del secondo dopoguerra: Mahler, Debussy e Stockhausen. Dirige il trentatreenne francese Maxime Pascal, uno dei direttori più in vista della giovane generazione.
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Aristofane fa ancora ridere con “Le rane”, testo di 2500 anni

All’Eliseo, fino al 9 dicembre, si replica “Le rane” di Aristofane, nella traduzione di Olimpia Impero, protagonisti Salvo Ficarra e Valentino Picone, e con regia di Giorgio Barberio Corsetti, in una nuova versione “pensata per i teatri all’italiana” dopo il successo dello scorso anno al Teatro Greco di Siracusa. Lo spettacolo, prodotto da Istituto nazionale del Dramma Antico, è stato infatti lriallestito da Teatro Biondo di Palermo, dal Teatro Stabile di Napoli e da Fattore K.
Riuscire a far ridere con un testo di 2500 anni fa: il senso della scommessa è tutto qui, si legge nelle note di presentazione dello spettacolo. Prendere il testo di Aristofane – un vecchio pezzo d’argenteria teatrale – e lucidarlo fino a farlo splendere nuovamente, come se fosse appena forgiato.
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Conversazione intima e ironica su “la vecchiaia non esiste”

Dal 6 al 30 dicembre – riposo 24, 25 e 26 – al Piccolo Eliseoo è in scena “Amati enigmi” di Clotilde Marghieri con Licia Maglietta che firma anche drammaturgia e regia e che ne è unica interprete. Spettacolo presentato da Teatri Uniti e Teatro Segreto.
Durante la notte di un imprecisato Capodanno, una donna, Clotilde, parla a un misterioso interlocutore, uno Jacques shakespeariano. Incrocia tempo lontano e vicino e il ricordo non evoca nostalgia, piuttosto illumina con l’intelligenza “il significato” che quel tempo proietta sull’0ggi. Nella scena finale, Clotilde distrugge i suoi quaderni, si congeda. La vita sta dentro il pensiero che brilla. Per quella “fiamma antica” la vecchiaia non esiste, non è mai esistita.
“Amati enigmi” – anticipa la regista e interprete – è questo rivivere per intendere. Amati enigmi sono quasi tutti gli esseri che abbiamo incontrati, conosciuti, disconosciuti, e tali restano finché, forse nel ripensarli e interrogarli, a passioni spente (ammesso che queste davvero si spengano mai del tutto) qualche cosa ci rivelano di loro, rivelando meglio anche noi a noi stessi. “Amari enigmi” è una conversazione intima e ironica sulla “grande età” contro qualsiasi tentazione di abbandono.
Musica: all’arpa Diane Peters, video di Massimo Maglietta.

Piccolo Eliseo – Biglietteria: tel. 06/83510216

Per raccontare Maria Callas a quarant’anni dalla morte

Al Teatro della Cometa è in scena, fino al 2 dicembre, “Master Class. Maria Callas” di Terrence McNally, traduzione di Rossella Falk (che ne fu anche interprete, al Teatro Eliseo alla fine degli Anno Novanta), regia di Stefania Bonfadelli, cantante e docente di canto, protagonista Mascia Musy e con i soprani Sarah Biacchi e Chiara Maione, il tenore Andrea Pecci, il pianista Diego Moccia. Costumi di Tirelli.
Nello spettacolo, in scena anche per i quarant’anni dalla scomparsa della “divina”, Terrence McNally ripercorre la vita, l’arte, l’ascesa e il graduale distacco dal mondo del grande soprano greco focalizzando l’attenzione sulle lezioni che la Callas tenne alla Juilliard School Music di New York, dopo essersi ritirata dalla scena. La grande artista rievoca la propria leggenda pubblica e privata senza risparmio di frecciate, mentre si diletta a usare come cavie e vittime sacrificali gli allievi che seguono le sue lezioni.
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