Al Teatro Arcobaleno, domina il classico, latino, greco e… moderno

Con lo slogan “Il gusto dei classici!”, Vincenzo Zingaro, direttore artistico del Teatro Arcobaleno, conferma la sua vocazione, promovendo la stagione 018/19, in gemellaggio con il Calatafimi Segesta Festival e il Festival del Teatro classico di Formia.
Apertosi con una rielaborazione della celebre operetta “Il paese dei campanelli (con Edoardo Guarnera e Annalena Lombardi), seguita da “Memorie dal sottosuolo” di Dostoevskij, con Edoardo Siravo e Silvia Siravo, diretti da Giuseppe Argirò, e da un incalzante racconto degli eroi dell’ “Iliade”, nella riscrittura di Alessandro Baricco, dal 9 al 19 novembre ecco un classico moderno, “A porte chiuse” di Sartre, nell’adattamento e la regia di Gianni Leonetti: tre uomini approdano in un anomalo Inferno, dove sono costretti a misurarsi con le loro coscienze.
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Teatro Eliseo, la stagione del Centenario della nascita. E non solo…

Ad aprire il cartellone della stagione 2018-2019 dell’ Eliseo e del Piccolo Eliseo – la stagione del Centenario della nascita del Teatro di Via Nazionale – sotto la direzione artistica di Luca Barbareschi – è stato il Prologo della Stagione nei mesi di settembre ed ottobre in cui si sono susseguiti otto spettacoli nel foyer della platea e della balconata, l’istallazione d’arte viaggiante “Blink Circus”, lo spettacolo itinerante “Medea per strada”, lo spettacolo musicale “Note da Oscar” , la serata conclusiva del Premio Eliseo per l’Ufficio Scolastico regionale del Lazio. Dal 4 al 14 ottobre, il Teatro Eliseo ha ospitato il Festival del Teatro Patologico, in collaborazione con Università di Tor Vergata.
LA STAGIONE DELL’ELISEO si inaugura, debutto nazionale – la sera del 30 ottobre, repliche fino al 25 novembre – con una produzione Teatro Eliseo: “Cyrano di Bergerac” di Edmond Rostand, adattamento e regia di Nicoletta Robello Bracciforti. Protagonista Luca Barbareschi e con Linda Gennari, Duilio Paciello, Thomas Trabacchi, Duccio Camerini, Massimo De Lorenzo. Il cast artistico è completato da altri nove attori (alcuni anche in più di un ruolo) e da altrettanti allievi e allieve del corso di recitazione della Scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volonté. Scene di Matteo Soltanto, costumi di Silvia Bisconti, musiche originali di Arturo Annecchino.
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Ambra Jovinelli, popolarità della cultura senza tradire la comicità

Ottavo anno di gestione, nono cartellone, per Fabrizia Pompilio alla direzione artistica dell’Ambra Jovinelli, teatro con una programmazione centrata principalmente sulla ”popolarità della cultura, senza tradire l’originale vocazione al comico in tutte le sue possibili declinazioni”. Il “nuovo Jovinelli”, partito come teatro di mera ospitalità, in questi anni ha costruito e consolidato collaborazioni importanti non solo con molte Compagnie teatrali ma anche con gli stessi artisti, tanto da diventare una Officina Creativa: che ora presenta “Le regole per vivere” con la regia di Antonio Zavatteri, la sua “prima vera produzione”.
Il cartellone 2018-2019npresenta tre caratteristiche principali: un forte orientamento alla grande commedia (e in particolare a quella contemporanea), un’attenzione speciale a lavori teatrali che nascono a partire da una scrittura scenica (in alcuni casi frutto di rielaborazioni letterarie, in altri dell’immediatezza poetica di un artista), infine l’importante presenza dell’elemento femminile (testi scritti da donne e per le donne).
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Il Quirino, tra punti saldi e sorprese, primo teatro privato di Roma

Il Teatro Quirino – come ci tiene a sottolineare il suo direttore artistico Geppy Gleijeses – affronta la nuova stagione cosciente, per i risultati raggiunti, di essere, per le sue caratteristiche, il primo teatro privato di Roma; determinato a confermare questa posizione, in vista anche dei suoi 150 anni di vita. Una stagione in cui non mancano delle “sorprese”, con dei punti saldi: come un trittico pirandelliano “di forte impatto” e la ripresa di “Sorelle Materassi”, il maggiore incasso della stagione passata.
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Al Teatro Belli, Trend – Nuove frontiere della scena britannica

Dal 18 ottobre al 22 dicembre, il Teatro Belli ospita la Trend – Nuove frontiere della scena britannica – XVII edizione, festival a cura di Rodolfo Di Giammarco.
Questo il cartellone.
Ottobre – Il 18, reading “The Cordelia Dream” di Marina Carr con Massimo de Francovich e Roberto Caronia. Trilly Produzioni / Il 20 e 21 “Jordan” di Anna Reynolds e Moira Buffini, con Federica Rosellini, regia di Francesca Manieri e Federica Rosellini, produzione Ariel Dei Merli in collaborazione con Trilly Produzioni / Dal 24 al 27 “My Brilliant Divorce” di Geraldine Aron con Francesca Bianco, regia di Carlo Emilio Lerici, produzione Teatro Belli / Dal 29 ottobre al 1 novembre “Ivan & the Dogs” di Hattie Naylor, con Lorenzo Lavia, regia di Massimiliano Farau. Produzione La Compagnia dei Masnadieri – Garage Zeami
Novembre – Dal 2 al 4, “Bu21” di Stuart Slade con Daniela Duchi, Mario Cangiano, Fabrizio Costella, Valentina Favella, Silvia Napoletano, Francesco Patané, regia di Alberto Giusta. Produzione Teatro Stabile di Genova / Dall’8 all’11 “En attendant Beckett”, un percorso multimediale ideato da Glauco Mauri e Roberto Sturno con la collaborazione di Andrea Baracco. Produzione Compagnia Mauri-Sturno / Dal 13 al 15 “Not Not Not Not Not Enough Oxygen” di Caryl Churchill, con Aglaia Mora, Xhulio, Petushi, Marco Spiga, regia di Giorgina Pi. Produzione Angelo Mai/ Bluemotion/369gradi in collaborazione con Sardegna Teatro / Dal 16 al 18, “Allthe Things I Lied About” di Katie Bonna, con Elisa Benedetta Marinoni, regia di Alessandro Tedeschi. Produzione Bottega Rosenguild e Caracò Teatro / Dal 20 al 24, “Killology” di Gary Owen, con Stefano Santospago, Emiliano Coltorti e Edoardo Purgatori, regia di Maurizio Mario Pepe. Produzione Khora Teatro – La forma dell’acqua / Dal 26 al 28, “A Behanding in Spokane” di Martin McDonagh, con Andreapietro Anselmi, Alice Arcuri, Maurizio Bousso, Denis Fontanari, regia di Carlo Sciaccaluga. Produzione AriaTeatro / Dal 30 novembre al 3 dicembre, “Harrogate” di Al Smith, con Marco Quaglia e Alice Spisa, regia di Stefano Patti. Argot Produzioni in collaborazione con 369gradi.
Dicembre – dal 5 all’8, “Growth” di Luke Norris, con Francesco Aricò, Giulia Trippetta e Pavel Zelinskiy, regia di Silvio Peroni. Produzione Pierfrancesco Pisani / Dal 10 al 12, “The Bogus Woman” di Kay Adshead, con Jasmine Volpi, regia di Guglielmo Guidi. Gekon Productions Francesco Dainotti / Il 14 e il 15, “Yellow Moon” di David Greig, con Vinicio Marchioni, Marina Occhionero, Luca Tanganelli, e Giulia Trippetta. Mise en espace a cura di Mario Scandale. Produzione Ginkgo Teatro / Il 16 “Conservatory” – Una lettura a due voci, di Michael West con Elena Bucci e Marco Sgrosso. Produzione Le Belle Bandiere / Dal 17 al 19, “The Prudes” di Anthony Neilson, con Carlotta Proietti e Gianluigi Fogacci, regia di Gianluigi Fogacci. Produzione Politeama srl / Dal 20 al 22 “Lungs” di Duncan Macmillan, con Federico Zanandrea e Francesca Fioretti, regia di Federico Zanandrea. Produzione Il Mecenate.
Ciclo di proiezioni Digital Theatre – Il 25 ottobre ore 18 – “Beautuful Thing” di Jonathan Harvey / Il 26 ore 18 – “Parlour Song” di Jez Butterworth / e il 27 ore 18 – “A Disappearing Number” di Simon McBurney.

Al Brancaccio, prosa, one man show, musical, concerti e danza

La stagione 2018-2019 del Teatro Brancaccio si apre con “Il Circo degli Orrori” ideato da Doctor John Haze. Debutto il 5 ottobre, repliche fino al 21. Segue “Diamoci un tono” di e con Edoardo Ferrario/ In oltre un’ora di monologhi, Edoardo si interroga sul suo rapporto con lo sport, l’amore, l’alimentazione sana, il suo strano lavoro, la politica, i viaggi, la nuova musica italiana e le persone che si alzano in piedi appena l’aereo atterra e rimangono mezzora così…
Dal 24 ottobre – ultima replica l’11 novembre -, “Shakespeare in Love”, adattamento teatrale di Lee Hall dalla sceneggiatura di Marc Norman & Tom Stoppard (traduzione di Edoardo Erba), regia di Giampiero Solari, musiche di Paddy Cunneen, protagonisti Lucia Lavia e Marco De Gaudio.
Il 6 novembre, Paolo Ruffini e gli attori della compagnia Mayor von Frinzius in “Up & Down”, al pianoforte Claudia Campolongo, regia di Lamberto Giannini. La Mayor von Frinzius è una compagnia teatrale livornese, composta da 97 attori, metà di essi sono persone con disabilità. Allo spettacolo UP&Down prendono parte sei attori di questa compagnia: uno di loro è autistico e gli altri cinque hanno la Sindrome di Down.
Il 7 Iva Zanicchi è la protagonista (e, insieme a Mario Audino, anche autrice) di “Una vita da zingara”, arrangiamenti e direzione orchestrale di Stefano Zavattoni, regia di Paola Galassi / One Iva Show ma anche spettacolo che racconta ricordi familiari e aneddoti inediti di un’artista che, da sempre proiettata nel futuro, non ha mai dimenticato il suo passato.
Il 12 novembre, Neri Marcorè con Gnu Quartet in “Come una specie di sorriso” – Omaggio a Fabrizio De André.
Spettacolo per le Feste – dal 22 novembre al 6 gennaio – torna al Brancaccio “Aggiungi un posto a tavola” di Gairnei e Giovannini scritta da Iaia Fiastri, ripresa teatrale di Gianluca Guidi, protagonista insieme ad Emy Bergamo (la “voce di lassù” è di Enzo Garinei), musiche di Armando Trovajoli, coreografie di Gino Landi.
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Riapre il Teatro Flaiano con Antonello Avallone e la sua stagione

Torna ad alzarsi il sipario del Teatro Flaiano, dopo l’arrivo, come direttore artistico,(e come attore e regista) di Antonello Avallone, che ha lasciato la gestione del Teatro dell’Angelo, e che presenta il cartellone della sua stagione 2018-2019.
Il primo spettacolo, già in scena con repliche fino al 21 ottobre, è “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, uno dei capisaldi della produzione dell’Agrigentino. Che Avallone, attore e regista, propone in una nuova e vivace interpretazione densa di ironia e di risvolti addirittura comici, che rendono attuale e moderno questo famosissimo testo.
Dal 25 ottobre all’11 novembre, Antonello Avallone è ancora interprete e regista di “Novecento” , monologo di Alessandro Baricco (da cui è stato tratto il famoso film “La leggenda del pianista sull’Oceano” di Giuseppe Tornatore).
Dal 15 al 25 novembre, Iaia Forte è la protagonista di “Odissea Penelope”, liberamente ispirato al poema di Omero, ed in cui , con abile trasformismo vocale, interpreta anche i personaggi coinvolgendo nel gioco teatrale gli spettatori. La drammaturgia e la regia sono di Giuseppe Argirò.
Dal 6 al 16 dicembre, è in scena “Il discorso del capitano” di Giuseppe Manfridi (che firma anche la regia / Lo spettacolo appartiene alla serie “Dieci partite” che giunge al settimo capitolo. Stavolta protagonista assoluto della narrazione è Francesco Totti, nell’ultima partita della sua carriera. Musiche di Antonio di Pofi. Regia di Claudio Boccaccini.
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Alla Cometa, divertimento e riflessione per gusti e sensibilità diverse

Undici titoli in abbonamento più due fuori abbonamento compongono il cartellone della stagione 2018-2019 del Teatro della Cometa.
“Nella scelta degli spettacoli – dice il direttore artistico Giorgio Barattolo – ci siamo divertiti a mescolare le carte per soddisfare gusti e sensibilità diverse.: “Un programma variegato che si caratterizza per la qualità e la raffinatezza delle proposte. Una vivace stagione teatrale con personalità artistiche di richiamo e di qualità. Il mio obiettivo rimane quello di intervallare momenti di divertimento a momenti di riflessione, con spettacoli che affrontano temi attuali, nuova drammaturgia, grandi storie e grandi sentimenti, senza dimenticare un po’ di sana comicità”.
“Nella stagione 2018-2019” dice ancora Giorgio Barattolo “inauguriamo anche il Nuovo Salotto Cometa: il foyer assume fortemente i connotati di uno spazio culturale in cui potersi confrontare e chiacchierare, concedendosi un raffinato aperitivo o un brunch. Inoltre, da ottobre a maggio, un venerdì al mese organizzeremo nel foyer del teatro, l’ Aperitivo culturale del nuovo Salotto Cometa: tra food, cultura e performance, si racconteranno progetti, idee, storie, libri, per favorire conversazioni, connessioni, in un clima famigliare e accogliente”.
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Alla Sala Umberto, teatro contemporaneo (e spazio alle donne)

Alessandro Longobardi, alla sua diciassettesima direzione artistica dello “storico” Sala Umberto di via della Mercede, annuncia la nascita di un Centro di Produzione “non riconosciuto ma esistente” costituito da questa sala e dal nuovo Spazio Diamante “ che presenterà l sua seconda stagione del Festival InDivenire, aperto a tutte le giovani compagnie: il centro e la periferia si alleano e provano a generare insieme nuove energie. Anche se” dice Longobardi “per le Istituzioni, in particolare per il Mibact siamo sostanzialmente invisibili”.
Il cartellone della stagione 2018-2019 della Sala Umberto2018-2019 si è aperto con uno spettacolo che ha debuttato al Festival di Borgio Verezzi, intitolato”Non si uccidono così anche i cavalli?” di Horace McCoy ( da cui nel 1969 fu tratto un film diretto da Sidney Pollack) , che Giancarlo Fares ha ridotto e adattato, con l’interpretazione di sedici attori. Le canzoni originali sono di Piji. Repliche fino al 14 ottobre.
Dal 16 al 28 ottobre, Paolo Rossi e Lucia Vasini sono i protagonisti di “Il re anarchico e i fuori legge di Versailles” – Da Molière a George Best . Tappa finale, la quarta, di un lungo viaggio che analizza il commediografo parigino Molière in tutte le salse. Con una straordinaria e proteiforme capacità d’improvvisazione.
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Teatro 7, dal sorriso al divertimento, dalla comicità all’ironia

La stagione 2018-2019 del Teatro 7 – con la direzione artistica di Michele La Ginestra da ormai più di vent’anni realtà romana “cult” per gli amanti della comicità di qualità – , dopo il ritorno in scena, per la terza stagione, di “Blue” – Il musical completamente improvvisato, della compagnia I Bugiardini, si apre, dal 2 al 7 ottobre, con “Chi muore si rivede” di Francesco Stella anche interprete con Giuliano Calandra, regia di Nicola Pistoia / La “competizione” tra due amici, entrambi impresari di onoranze funebri. Una competizione come quella tra Coppi e Bartali, amici ed eterni rivali. Dal 9 al 21 ottobre, Pino Insegno ed Alessia Navarro – come si sa “felici coniugi” –sono gli interpreti di “Imparare ad amarsi” di Pierre Palmade e Muriel Robin / Una storia d’amore come tante, nella struttura ispirata, sembra, a “Le sedie” di Ionesco, in cui gli attori interagiscono con decine di altri personaggi, invisibili ma reali.
A cavallo tra ottobre (il debutto il 23) e novembre (fino al 4 le repliche) “Restiamo amici lo dici a tua sorella” di Massimiliano Bruno e Sergio Zecca che firma anche la regia / La commedia analizza “l’abbandono”, fornendo un pacchetto di consigli (utili?!) per vivere con spensierata filosofia (maschile) la fine di un amore. Dal 6 al 18 novembre, “A cuore aperto”, uno spettacolo scritto e diretto da Patrizio Cigliano – uno dei suoi “storici” successi – che lo vede ancora una volta in scena (al suo fianco, Beatrice Fazi) dopo oltre tre anni di repliche e oltre dieci edizioni / Due anziani coniugi, nelle fattezze di due giovani – per conservare i colori di una ambientazione senza tempo – si confrontano ricordando gli anni vissuti insieme.
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