Una “grafic novel” su Woody Guthrie, icona del folk americano

Lunedì 18 dicembre, alle 20.30, al Piccolo Eliseo, ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, Luigi “Grechi” De Gregori e Francesco De Gregori – il primo autore della traduzione, il secondo autore della prefazione – presentano “La ballata di Woody Guthrìe” di Nick Hayes insieme a John Vignola, in un incontro realizzato da Minimum Fax in collaborazione con il Teatro di Via Nazionale.
“Scrivo le cose che vedo, le cose che ho visto, le cose che spero di vedere, da qualche parte, in un posto lontano”: sono parole di Woody Guthrie (1912-1967), compositore, scrittore, musicista e prima icona americana della canzone di protesta.
Nick Hayes, appassionato cultore della sua musica, ne ricostruisce la vita e la vocazione: dall’infanzia difficile, segnata da lutti e tragedie familiari, ai lunghi anni di vagabondaggio, nei quali impara a conoscere sulla sua pelle il peso della povertà e dell’ingiustizia sociale, all’affermazione sulla scena folk, alla fama crescente, culminata, nel 1940, con il successo di “This Land Is Your Land”, secondo alcuni la più grande canzone americana di ogni tempo. La ballata di Woody Guthrie narra la vita intensa e travolgente del grande maestro del folk americano in una raffinata graphic novel.

“Andare per i Luoghi del Cinema” , un libro di geografia visionaria

Giovedi 23 novembre, alle ore 18, nel Foyer del Teatro Eliseo – ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili -, presentazione del libro di Oscar Iarussi “Andare per i Luoghi del Cinema” (ed. Il Mulino). Insieme all’autore, intervengono Giancarlo De Cataldo e Paolo Di Paolo.
Caratteristica cruciale del cinema italiano, la relazione costante con i luoghi: visitiamoli e prenderà forma una meravigliosa geografia visionaria. Questo libro è il racconto di dieci Città del Cinema: Torino col suo Museo, Milano borghesissima e proletaria sullo schermo, Venezia decadente e festivaliera, Bologna e la sua Cineteca, Firenze con vista sulla Storia, Roma eterno caos calmo, Napoli da Totò a Gomorra, Palermo gattopardesca e «paradisiaca», Bari capitale di “Lamerica” e Matera della cultura europea nel 2019.
Il Paese del neorealismo con i suoi attori «presi dalla strada», anche un set favolistico per le produzioni hollywoodiane, da “Guerra e Pace” girato in Piemonte alla “Passione di Cristo” in Basilicata, all’ “Inferno” nella Firenze dei nostri giorni. Trame, luoghi, volti e avventure produttive con cui il nostro cinema ha continuato a ispirare generazioni di cineasti.

Altri libri di Oscar Iarussi: «L’infanzia e il sogno. Il cinema di Fellini», «Ciak si Puglia. Cinema di frontiera 1989-2012», «Visioni americane. Il cinema “on the road” da John Ford a Spike Lee», «C’era una volta il futuro. L’Italia della Dolce Vita”.

“Questa sono io” Antonella Questa dal palcoscenico alla libreria

Martedi 19 settembre, alle ore 18, alla Libreria Testaccio (Piazza Santa Maria Liberatrice 26) sarà presentato il libro “Questa sono io” in cui l’autrice di teatro, attrice, regista e produttrice Antonella Questa raccoglie il testo integrale dei suoi spettacoli “Vecchia sarai tu” e “Svergognata”. Il volume è edito da Caracò nella collana Teatri di Carta diretta da Emanuele Tirelli. Alla presentazione, oltre ad Antonella Questa, interverrà anche l’attrice e scrittrice Eleonora Mazzoni.
Vincitore del Premio “Museo Cervi – Teatro per la Memoria” e del Premio Calandra come miglior spettacolo, regia e interpretazione, “Vecchia sarai tu”, scritta insieme a Francesco Brandi, è il racconto di una donna di ottant’anni in ospizio contro la propria volontà. Una caduta, qualche giorno in ospedale, il figlio lontano, una nuora avida, la nipote che non ha mai tempo, quindi la soluzione migliore per tutti: la casa di riposo. Per tutti, ma non per lei, che invece vuole scappare, costi quel che costi. Un viaggio alla scoperta di come tre donne vivono la loro età e l’avanzare inesorabile del tempo. Si ride e ci si commuove, per poi riflettere su quanto la vecchiaia sia un vero e proprio dono e su quanto la vita possa essere bella e ricca anche nell’età matura.
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Dal teatro al romanzo: Barbareschi alla ricerca di “segnali d’amore”

Lunedì 22 maggio, alle ore 18.30, al Piccolo Eliseo, presentazione del romanzo autobiografico “Cercando segnali d’amore nell’Universo” di Luca Barbareschi, al suo esordio in letteratura. Con l’autore intervengono Camilla Baresani e Pino Corrias..
Dopo il successo teatrale dell’omonimo spettacolo, e confrontandosi con le parole dei “grandi” – da Shakespeare all’ironia pungente di David Mamet, il suo autore di elezione -, Barbareschi ha scritto un romanzo autobiografico dedicato a quanti non hanno smesso di credere nei loro sogni, nei cieli notturni, nelle storie antiche, nelle lunghe attese, nella voglia di fare festa perché la vita è questo strano gioco nel quale tutti ci troviamo a recitare.
“Sono grato per le ferite che ho ricevuto” scrive Barbareschi. E senza negare né rinnegare nulla, con la “spudoratezza” di sempre, si racconta. Cerca segnali. D’amore. In una autonarrazione ironica, divertente, piena di energia.
Di ciò che ha vissuto come uomo, come attore, come manager culturale, ci dice per la prima volta le motivazioni profonde. E come la ricerca di ciò che sta dietro l’apparenza si sia trasformata via via in cammino spirituale, un cammino che unisce ebraismo e neuroscienze, trasgressione e restituzione, rabbia e amore.

Ed. Mondadori – 180 pagine – 19 euro.

Giovanni Antonucci propone “Trilussa dalla poesia al café-chantant”

Venerdì 13 maggio, alle ore 18, presso la Libreria Feltrinelli (Viale Libia 188) sarà presentato il libro di Giovanni Antonucci “Io, Trilussa dalla poesia al café-chantant”. Il volume propone sotto una nuova luce la figura di Trilussa, poeta amato in tutta Italia e non solo nella sua Roma dove nacque. Nella prima parte, Antonucci ne mostra la straordinaria personalità, inserendolo a pieno titolo nel panorama letterario del suo tempo. Nella seconda parte, appaiono i divertenti articoli di Trilussa giornalista sul «Rugantino», attraverso i quali lo scrittore fa un’acuta satira sociale. Infine le lettere di Pia Tegami, la “cocotte intellettuale” che frequenta il bel mondo politico e alto borghese di Roma: una delle sue più belle ed esilaranti “invenzioni letterarie”.
Non è la prima volta che Giovanni Antonucci si accosta a Roma e alla sua poesia: nel 1993 ha pubblicato “Il teatro. Facezie, autobiografie, memorie di Ettore Petrolini” (che poi ha ispirato anche lo spettacolo teatrale “Io, Petrolini”). Tra le altre sue opere: “Tutto il teatro di Henrik Ibsen “ e “I capolavori di Ibsen”, e “Tutto il teatro di Salvatore Di Giacomo”.
(Ed.Lozzi Publishing – pagine 160 – 12 euro)

Un famoso fotografo racconta una famosa Accademia di teatro

Il titolo “Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico nelle fotografie di Tommaso Le Pera” è quanto di più esaustivo si potesse pensare per un volume che, partendo dalla scelta di centinaia di fotografie di Tommaso Le Pera, documenta i risultati dell’attività didattica della celebre Scuola di teatro attraverso un arco di tempo che va dal 1973 al dicembre dello scorso anno. Tutto raccontato attraverso l’obbiettivo di un notissimo “fotografo di scena”, il quale ha còlto l’espressione interpretativa di tantissimi allievi, alcuni dei quali diventati famosi, non solo nel teatro ma anche nel cinema e in televisione, o che, a loro volta, sono diventati insegnanti, anche nella prolificazione delle scuole di teatro.
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Lya De Barberiis, una vita in musica nel Novecento italiano

“Lya De Barberiis. Una vita in musica nel Novecento italiano” di Massimiliano Negri (prefazione di Gianni Letta) – Edizioni Fuorilinea – è uscito in occasione del secondo anniversario della morte di una delle prime esponenti del concertismo italiano ed interprete prediletta di maestri quali Casella, Malipiero e Pizzetti, ma anche dei più giovani Petrassi e Dalla Piccola.
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Un attore ingiustamente “vittima della cultura dell’oblìo”

Massimo Girotti” – Cronaca di un attore, di Roberto Liberatori, è una monografia dedicata ad un personaggio “vittima di una cultura dell’oblio” che governa il nostro tempo. La sua vicenda artistica si snoda nell’arco di oltre sessanta anni della nostra storia, a partire dal 1939 quando, da studente universitario proveniente da una famiglia borghese di origini marchigiane, si ritrovò a godere da un giorno all’altro di una inaspettata popolarità (nel pieno della sua notorietà insidiò quella, grandissima, di Amedeo Nazzari). Visse con entusiasmo il periodo del neorealismo, e recitò anche in sceneggiati televisivi e in teatro.
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