Salotto letterario alla Cometa: “Io e Ernest” / Nanda Pivano ed Hemingway

Ernest Hemingway e Fernanda Pivano raccontati da Guido Guerrera, massimo conoscitore dello scrittore statunitense e amico personale della scrittrice.
Lo ha fatto nel volume “Io e Ernest”, edito da Minerva, e lo farà di persona a Roma, venerdì 20 aprile alle ore 18.30, ospite del Salotto della Cometa, rassegna letteraria del Teatro della Cometa (via del Teatro Marcello, 4), accompagnato dalle letture di Gennaro Cannavacciuolo.

“Io e Ernest” è la storia di un’amicizia che fu quasi amore. I protagonisti sono Fernanda Pivano ed Ernest Hemingway: si incontrano per la prima volta a Cortina perché lei è la traduttrice del grande scrittore. Lui la stritola in uno dei suoi proverbiali abbracci mentre pronuncia la frase divenuta famosa «Tell me about the Nazi» e da quell’istante scatta la scintilla di un rapporto appassionato e tenace fino alla fine. La voce narrante di questo romanzo in cui i personaggi si muovono come all’interno di un film è proprio quella di Nanda.
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Omaggio ad uno scrittore, Nino Sgarbi, autore esordiente a 93 anni

Lunedì 26 marzo alle ore 19, il Piccolo Eliseo ospita un omaggio Giuseppe Sgarbi, detto Nino, uno scrittore, un uomo, un padre. Proveniente da un’estrosa famiglia di farmacisti, critici d’arte e di editori, il capostipide Nino scopre all’età di 93 anni, grazie alle insistenze della figlia Elisabetta, di poter raccogliere nelle pagine di un romanzo i suoi ricordi. Le sue prime tre opere vengono subito coronate da un importante successo di pubblico e di critica.
Il figlio Vittorio, insieme a Luca Barbareschi, a Lucrezia Lante della Rovere e a Giuseppe Cesaro, che ha raccolto e fissato sulla carta le emozioni e le esperienze di vita di un esordiente autore novantenne, faranno rivivere gli entusiasmi, le passioni, l’ironia e la curiosità impressa sulle pagine degli ultimi due romanzi di Nino Sgarbi. Quello dedicato al grande amore della sua vita, la moglie Rina, pubblicato nel 2016 con il titolo “Lei mi parla ancora” e “Il canale dei cuor”i – uscito postumo nel 2018 – dove riemerge il passato e il ricordo di Bruno, fratello della moglie, sulle sponde del Livenza dove solevano andare a pescare.

Piccolo Eliseo via Nazionale 183 – Ingresso libero fino a esaurimento posti – Prenotazione obbligatoria su cultura@teatroeliseo.com

Antonioni in un inedito “montaggio” di suoi scritti e riflessioni

Lunedì 26 marzo alle ore 18, in occasione della presentazione del libro “ Il mio Antonioni” scritto e curato da Carlo di Carlo, la Casa del Cinema ricorderà la figura di Michelangelo Antonioni insieme a personalità del cinema e della cultura.
L’evento, organizzato dall’Istituto Luce Cinecittà e Cineteca di Bologna, in collaborazione con Casa del Cinema e Cineteca Nazionale inizierà alle ore 15.30 con la proiezione in Sala Deluxe del film “L’avventura”. Seguirà la presentazione del libro durante la quale interverranno Enrica Fico Antonioni, lo storico del cinema Lorenzo Cuccu, il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli, il direttore della Casa del Cinema Giorgio Gosetti e il Presidente della Fondazione CSC Felice Laudadio.
Il volume è il racconto in prima persona di un maestro del Novecento che ripercorre la sua vita nell’arte attraverso un inedito “montaggio” dei suoi scritti, riflessioni e dichiarazioni, composto dal regista e saggista Carlo di Carlo. “Il mio Antonioni” è edito da Cineteca di Bologna e Istituto Luce – Cinecittà in occasione della grande retrospettiva americana di Antonioni svoltasi alla fine del 2017 al Museum of Modern Art di New York.
“Per molti anni – dice Giorgio Gosetti – Carlo di Carlo ha seguito l’avventura artistica di Antonioni con l’attenzione filologica del critico e la passione complice dell’amico oltre che dell’uomo di cinema. Ne è nato un racconto di ricordi, idee, riflessioni sul mestiere e sull’arte che, pur nella soggettività del curatore, diviene preziosa testimonianza in prima persona della visione di Michelangelo Antonioni”.

Una “grafic novel” su Woody Guthrie, icona del folk americano

Lunedì 18 dicembre, alle 20.30, al Piccolo Eliseo, ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, Luigi “Grechi” De Gregori e Francesco De Gregori – il primo autore della traduzione, il secondo autore della prefazione – presentano “La ballata di Woody Guthrìe” di Nick Hayes insieme a John Vignola, in un incontro realizzato da Minimum Fax in collaborazione con il Teatro di Via Nazionale.
“Scrivo le cose che vedo, le cose che ho visto, le cose che spero di vedere, da qualche parte, in un posto lontano”: sono parole di Woody Guthrie (1912-1967), compositore, scrittore, musicista e prima icona americana della canzone di protesta.
Nick Hayes, appassionato cultore della sua musica, ne ricostruisce la vita e la vocazione: dall’infanzia difficile, segnata da lutti e tragedie familiari, ai lunghi anni di vagabondaggio, nei quali impara a conoscere sulla sua pelle il peso della povertà e dell’ingiustizia sociale, all’affermazione sulla scena folk, alla fama crescente, culminata, nel 1940, con il successo di “This Land Is Your Land”, secondo alcuni la più grande canzone americana di ogni tempo. La ballata di Woody Guthrie narra la vita intensa e travolgente del grande maestro del folk americano in una raffinata graphic novel.

“Andare per i Luoghi del Cinema” , un libro di geografia visionaria

Giovedi 23 novembre, alle ore 18, nel Foyer del Teatro Eliseo – ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili -, presentazione del libro di Oscar Iarussi “Andare per i Luoghi del Cinema” (ed. Il Mulino). Insieme all’autore, intervengono Giancarlo De Cataldo e Paolo Di Paolo.
Caratteristica cruciale del cinema italiano, la relazione costante con i luoghi: visitiamoli e prenderà forma una meravigliosa geografia visionaria. Questo libro è il racconto di dieci Città del Cinema: Torino col suo Museo, Milano borghesissima e proletaria sullo schermo, Venezia decadente e festivaliera, Bologna e la sua Cineteca, Firenze con vista sulla Storia, Roma eterno caos calmo, Napoli da Totò a Gomorra, Palermo gattopardesca e «paradisiaca», Bari capitale di “Lamerica” e Matera della cultura europea nel 2019.
Il Paese del neorealismo con i suoi attori «presi dalla strada», anche un set favolistico per le produzioni hollywoodiane, da “Guerra e Pace” girato in Piemonte alla “Passione di Cristo” in Basilicata, all’ “Inferno” nella Firenze dei nostri giorni. Trame, luoghi, volti e avventure produttive con cui il nostro cinema ha continuato a ispirare generazioni di cineasti.

Altri libri di Oscar Iarussi: «L’infanzia e il sogno. Il cinema di Fellini», «Ciak si Puglia. Cinema di frontiera 1989-2012», «Visioni americane. Il cinema “on the road” da John Ford a Spike Lee», «C’era una volta il futuro. L’Italia della Dolce Vita”.

“Questa sono io” Antonella Questa dal palcoscenico alla libreria

Martedi 19 settembre, alle ore 18, alla Libreria Testaccio (Piazza Santa Maria Liberatrice 26) sarà presentato il libro “Questa sono io” in cui l’autrice di teatro, attrice, regista e produttrice Antonella Questa raccoglie il testo integrale dei suoi spettacoli “Vecchia sarai tu” e “Svergognata”. Il volume è edito da Caracò nella collana Teatri di Carta diretta da Emanuele Tirelli. Alla presentazione, oltre ad Antonella Questa, interverrà anche l’attrice e scrittrice Eleonora Mazzoni.
Vincitore del Premio “Museo Cervi – Teatro per la Memoria” e del Premio Calandra come miglior spettacolo, regia e interpretazione, “Vecchia sarai tu”, scritta insieme a Francesco Brandi, è il racconto di una donna di ottant’anni in ospizio contro la propria volontà. Una caduta, qualche giorno in ospedale, il figlio lontano, una nuora avida, la nipote che non ha mai tempo, quindi la soluzione migliore per tutti: la casa di riposo. Per tutti, ma non per lei, che invece vuole scappare, costi quel che costi. Un viaggio alla scoperta di come tre donne vivono la loro età e l’avanzare inesorabile del tempo. Si ride e ci si commuove, per poi riflettere su quanto la vecchiaia sia un vero e proprio dono e su quanto la vita possa essere bella e ricca anche nell’età matura.
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Dal teatro al romanzo: Barbareschi alla ricerca di “segnali d’amore”

Lunedì 22 maggio, alle ore 18.30, al Piccolo Eliseo, presentazione del romanzo autobiografico “Cercando segnali d’amore nell’Universo” di Luca Barbareschi, al suo esordio in letteratura. Con l’autore intervengono Camilla Baresani e Pino Corrias..
Dopo il successo teatrale dell’omonimo spettacolo, e confrontandosi con le parole dei “grandi” – da Shakespeare all’ironia pungente di David Mamet, il suo autore di elezione -, Barbareschi ha scritto un romanzo autobiografico dedicato a quanti non hanno smesso di credere nei loro sogni, nei cieli notturni, nelle storie antiche, nelle lunghe attese, nella voglia di fare festa perché la vita è questo strano gioco nel quale tutti ci troviamo a recitare.
“Sono grato per le ferite che ho ricevuto” scrive Barbareschi. E senza negare né rinnegare nulla, con la “spudoratezza” di sempre, si racconta. Cerca segnali. D’amore. In una autonarrazione ironica, divertente, piena di energia.
Di ciò che ha vissuto come uomo, come attore, come manager culturale, ci dice per la prima volta le motivazioni profonde. E come la ricerca di ciò che sta dietro l’apparenza si sia trasformata via via in cammino spirituale, un cammino che unisce ebraismo e neuroscienze, trasgressione e restituzione, rabbia e amore.

Ed. Mondadori – 180 pagine – 19 euro.

Giovanni Antonucci propone “Trilussa dalla poesia al café-chantant”

Venerdì 13 maggio, alle ore 18, presso la Libreria Feltrinelli (Viale Libia 188) sarà presentato il libro di Giovanni Antonucci “Io, Trilussa dalla poesia al café-chantant”. Il volume propone sotto una nuova luce la figura di Trilussa, poeta amato in tutta Italia e non solo nella sua Roma dove nacque. Nella prima parte, Antonucci ne mostra la straordinaria personalità, inserendolo a pieno titolo nel panorama letterario del suo tempo. Nella seconda parte, appaiono i divertenti articoli di Trilussa giornalista sul «Rugantino», attraverso i quali lo scrittore fa un’acuta satira sociale. Infine le lettere di Pia Tegami, la “cocotte intellettuale” che frequenta il bel mondo politico e alto borghese di Roma: una delle sue più belle ed esilaranti “invenzioni letterarie”.
Non è la prima volta che Giovanni Antonucci si accosta a Roma e alla sua poesia: nel 1993 ha pubblicato “Il teatro. Facezie, autobiografie, memorie di Ettore Petrolini” (che poi ha ispirato anche lo spettacolo teatrale “Io, Petrolini”). Tra le altre sue opere: “Tutto il teatro di Henrik Ibsen “ e “I capolavori di Ibsen”, e “Tutto il teatro di Salvatore Di Giacomo”.
(Ed.Lozzi Publishing – pagine 160 – 12 euro)

Un famoso fotografo racconta una famosa Accademia di teatro

Il titolo “Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico nelle fotografie di Tommaso Le Pera” è quanto di più esaustivo si potesse pensare per un volume che, partendo dalla scelta di centinaia di fotografie di Tommaso Le Pera, documenta i risultati dell’attività didattica della celebre Scuola di teatro attraverso un arco di tempo che va dal 1973 al dicembre dello scorso anno. Tutto raccontato attraverso l’obbiettivo di un notissimo “fotografo di scena”, il quale ha còlto l’espressione interpretativa di tantissimi allievi, alcuni dei quali diventati famosi, non solo nel teatro ma anche nel cinema e in televisione, o che, a loro volta, sono diventati insegnanti, anche nella prolificazione delle scuole di teatro.
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Lya De Barberiis, una vita in musica nel Novecento italiano

“Lya De Barberiis. Una vita in musica nel Novecento italiano” di Massimiliano Negri (prefazione di Gianni Letta) – Edizioni Fuorilinea – è uscito in occasione del secondo anniversario della morte di una delle prime esponenti del concertismo italiano ed interprete prediletta di maestri quali Casella, Malipiero e Pizzetti, ma anche dei più giovani Petrassi e Dalla Piccola.
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