La danza e le “somiglianze” tra i movimenti vegetale ed umano

Il movimento vegetale – la crescita delle piante attraverso il loro movimento verso la luce, per esempio – e il movimento umano – in alcuni suoi gesti e nelle sinuosità del corpo, hanno delle somiglianze.
Vogliono dimostrarlo Anna Maria Ajmone, danzatrice e coreografa, e Anna Lea Antolini, ideatrice e curatrice di progetti culturali esperenziali, che domenica 8 dicembre , alle ore 17, con ingresso gratuito (fino ad esaurimento dei posti disponibili) al Planetario delle Terme di Diocleziano, guideranno il pubblico, nell’osservazione del movimento vegetale e del movimento umano attraverso alcuni testi del neurobiologo vegetale Stefano Mancuso.
È questo il secondo appuntamento con la danza, nella nuova edizione della rassegna multidisciplinare “Ō Tempo di Festival” al Museo Nazionale Romano in corso fino al 24 giugno 2020 nelle sedi di Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano e Planetario

Ironici echi di attualità da un romanzo di Heinrich Böll degli anni Settanta

Al Piccolo Eliseo si replica – fino al 15 dicembre – “L’onore perduto di Katharina Blum”, dal romanzo di Heinrich Böll, nell’adattamento di Letizia Russo, protagonisti Elena Radonicich e Peppino Mazzotta, con attori della Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che ha prodotto lo spettacolo con il Teatro Stabile di Napoli e lo Stabile di Catania. La regia è di Franco Però.
L’irreprensibile e prüde segretaria Katharina Blum incontra a un ballo di carnevale Ludwig Götten, un piccolo criminale, sospetto terrorista. Trascorre la notte con lui e l’indomani, non del tutto consapevole della situazione, ne facilita la fuga. Katharina, interrogata brutalmente dalla polizia, collabora solo in parte. La stampa scandalistica, attraverso lo spietato giornalista Werner Tötges, viola ripetutamente la privacy di Katharina e manipola le informazioni raccolte, ne fa prima una complice del bandito e poi una vera e propria estremista.
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Per Eliseo Cultura, una “Serata Flaiano”- Risate a regola d’arte

Al Piccolo Elise0, lunedi 25 n0vembre alle ore 20, ingresso libero con prenotazione, terzo appuntamento del ciclo di Eliseo Cultura “Risate a regola d’arte”, dedicato al meglio della comicità italiana. Dopo quelle dedicate a Marenco e Fantozzi, arriva una “Serata Flaiano”: per sorridere, ridere, sganasciarsi e anche pensare, con ironia e intelligenza.
La Serata coinvolgerà anche quella fucina di intelligenza, di battute, di ironia formata da un gruppo di geniali intellettuali come – oltre a Flaiano – Marcello Marchesi, Ercole Patti e Achille Campanile, creatori di una cascata di calembour di cui la storia letteraria dovrebbe andar fiera. Se ne parlerà con Enrico Vanzina.

Nuova Consonanza: il “pensiero orchestrale” e la specificità sinfonica

Sabato 23 novembre, alle 20.30, il Teatro Palladium ospita, per il 56esimo Festival Nuova Consonanza, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese diretta da Marco Moresco con il concerto intitolato “Thinking for Orchestra “, (preceduto alle ore 20 dall’incontro con gli artisti). A ispirare il titolo della serata è il celebre trattato di orchestrazione pubblicato da René Leibowitz negli anni ’60 (Thinking for Orchestra” successivamente tradotto e pubblicato in italiano: “Il pensiero orchestrale” in cui si propone un approccio innovativo a una scrittura che sia genuinamente orchestrale.
Le musiche dunque proposte nel concerto dall’Orchestra Sinfonica Abruzzese, che da oltre 45 anni mostra una particolare attenzione verso la musica d’oggi, possono essere viste come rappresentative di un’evoluzione del pensiero di Leibowitz (che fu tra l’altro maestro di Henze a Darmstadt), attraverso atteggiamenti certamente diversi ma tutti riconducibili a una reale specificità sinfonica.
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Dalla scena britannica, due donne tra dolori e feroci fantasie

Al Teatro di Villa Torlonia, dal 22 al 24 novembre, è in scena “Ci vediamo all’alba” della drammaturga e regista britannica Zinnie Harris, traduzione a cura di Monica Capuani, regia di Silvio Peroni, con Francesca Ciocchetti e Sara Putignano. Spettacolo prodotto da Khora Teatro& Compagnia Mauri-Sturno,
Uno spettacolo teneramente lirico che vede protagoniste due donne, Robyn e Hellen, su una spiaggia lontana dopo un violento incidente in barca e che, stordite dall’esperienza, cercano un percorso verso casa. La terra sconosciuta nella quale sono giunte non è ciò che sembra e pur restando insieme sono distanti l’una dall’altra più che mai. Sembrano essere una coppia felice contente d’essere sopravvissute, “ma dove sono? e perché non possono tornare a casa? perché Robyn è ossessionata dalle immagini di un’altra versione più terribile della realtà?”
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Un Don Chisciotte “riletto” contro i mostri della nostra contemporaneità

Al Teatro Golden, dal 26 novembre al 15 dicembre, è in scena “donchisci@tte” , di Nunzio Caponio, liberamente ispirato a “Don Chisciotte della Mancia” di Miguel de Cervantes, adattamento e regia di Davide Iodice, protagonisti Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi.
Si tratta di una rappresentazione teatrale ironica e graffiante in cui i mulini a vento vengono sostituiti da moderni mostri contro cui in qualche modo si deve sempre e comunque combattere. Un’analisi inedita dei nostri tempi che passa tra le quinte e il palcoscenico per arrivare in platea e che – anticipa una presentazione – “nel Teatro, luogo e arte, trova un mezzo di comunicazione sicuramente appropriato”. Lo spettacolo scaturisce da una scrittura originale che a sua volta prende ispirazione dallo spirito dell’opera di Cervantes scagliando una volta di più la simbologia di questo ‘mito’ contro la nostra contemporaneità”.
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Cinque concerti di solidarietà sociale attraverso la cultura musicale

Alla Sala Umberto, e in collaborazione con lo stesso Teatro di via della Mercede, si rinnova anche quest’anno il ciclo “Domenica Classica”, composto da cinque appuntamenti – la domenica mattina alle ore 11 – con l’associazione Suono e Immagine (presidente e direttore artistico Lorenzo Porta Del Lungo), che come Onlus opera dal 2009 con scopo esclusivo il perseguimento di finalità di solidarietà sociale, utilizzando la cultura artistica in tutte le sue forme espressive.
Il primo appuntamento è domenica 24 novembre con l’ensemble Mare Nostrum e il concerto intitolato “Amor di Roma”: un viaggio sentimentale nella Roma del ‘600 con le musiche di Alessandro Stradella .
Seguiranno: “Mozart: musica da camera per virtuosi” (26 gennaio 2020) con l’Alauda Quartet – “Amami di nuovo” con musiche di Mendelsson e Brahms e il Duokeira duo (23 febbraio) – “L’Amore del canto del poeta” con il baritono Zanasi e Lorenzo Porta del Lungo e Lieder di Robert Schumann (15 marzo) – “Ravel volta la pagina della storia” con Lorenzo Porta Del Lungo che eseguirà la suite di sei pezzi per pianoforte “Tombeau de Couperin” e musiche di Bach e Haydn.

Teatro Sala Umberto – Biglietti (compresa la prevendita): platea euro 20,50 (intero) – euro 16 (ridotto) – galleria euro 13,50 (intero) – euro 10 (ridotto) – Per le scuole: euro 5 (ogni 10 studenti una gratuità) – Per gli abbonati alla Sala Umberto: 30% di sconto

Monologo di un giornalista che parla della sua “bottega di scrittura”

Il Teatro Brancaccio, mercoledi 20 novembre alle 20.45, ospita il giornalista Michele Serra, scrittore, autore televisore, protagonista del monologo “L’amaca di domani” ¬– Considerazioni in pubblico alla presenza di una vacca”, (con riferimento al titolo di una sua rubrica su un quotidiano romano), regia di Andrea Renzi, di cui Barbara Bessi firma scene e costumi.
Le parole, con le loro seduzioni e le loro trappole – anticipa una presentazione della serata – sono le protagoniste di questo monologo teatrale comico e sentimentale, impudico e coinvolgente, in cui Michele Serra apre allo spettatore la sua “bottega di scrittura”. Scrivere ogni giorno, per ventisette anni, la propria opinione sul giornale, è una forma di potere o una condanna? Un esercizio di stile o uno sfoggio maniacale, degno di un caso umano? Bisogna invidiare le bestie, che per esistere non sono condannate a parlare?
Le persone e le cose trattate nel corso degli anni – la politica, la società, le star vere e quelle fasulle, la gente comune, il costume, la cultura – riemergono dal grande sacco delle parole scritte con intatta vitalità e qualche sorpresa.
Dipanando la matassa della propria scrittura, Michele Serra fornisce anche traccia delle proprie debolezze e delle proprie manie. Il vero bandolo, come per ogni cosa, forse nell’infanzia.
Il finale, per fortuna, è ancora da scrivere.
Teatro Brancaccio – Tel. 06/ 80687231 – Prezzi: da 19 a 29 euro.

Con “Amadeus” torna in scena la leggenda romantica di Mozart-Salieri

Dal 19 novembre al 1° dicembre, al Teatro Quirino, è in scena “Amadeus” di Peter Shaffer (traduzione di Masolino D’Amico), collaudato titolo di successo, nell‘edizione firmata da Andrei Konchalovsky – di cui, per una singolare coincidenza, in un altro teatro romano, si rappresenta in questi giorni “Scene di un matrimonio”, spettacolo da un noto film di Ingmar Bergman.
Questo “Amadeus”, è prodotto da Gitiesse Artisti Riuniti con Teatro Nazionale della Toscana, con il contributo della Regione Lazio.
Il dramma, ambientato alla fine del ‘700, racconta il presunto tentativo, senza fondamento storico, del compositore italiano Antonio Salieri di distruggere la reputazione dell’odiato avversario Wolfgang Amadeus Mozart. Per l’ultima rielaborazione della leggenda romantica già raccolta da Puskin e messa in musica da Nikolaj Rimskij-Korsalkov – secondo la quale Wolfgang Amadeus Mozart, artista puro, genio innato, era stato vittima del geloso Antonio Salieri – Peter Shaffer ha fatto del musicista italiano non tanto un rivale del giovane salisburghese, almeno per quanto riguarda il successo, quanto piuttosto un moralista che possiede lo sterile talento del critico.
Salieri ha infatti promesso a Dio una vita intemerata in cambio dell’eccellenza musicale, ma il suo mondo crolla davanti alla scoperta dei doni che sono stati concessi a una creatura in apparenza turpe e lasciva, doni della cui portata egli è il solo a rendersi conto. Il suo gesto vuole essere pertanto una sorta di grandiosa vendetta privata contro Dio che si è preso beffa di lui, ma neanche compiendola riuscirà a passare alla Storia.
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