“Nuove frontiere della Scena britannica”, due mesi al Teatro Belli

Dal 23 ottobre al 21 dicembre, il Teatro Belli ospita “Trend. Nuove frontiere della Scena britannica”, festival ideato e diretto da Rodolfo di Giammarco, giunto alla XIX edizione.
Ed è lo stesso di Giammarco a presentare questa edizione della rassegna:
“Nell’agosto 2019 ho fatto all’Edinburgh International Festival le prove dei nostri odierni schemi di distanziazione. Per assistere al testo di e con Tim Crouch, “Total Immediate Collective Imminent Terrestrial Salvation”, si era disposti su due file concentriche di sedie tutte ben separate, e si scopriva una scissione tra dimensione quotidiana e mondo parallelo. Ora chi occuperà le poltrone in sicurezza del Teatro Belli per il XIX ‘Trend. Nuove frontiere della scena britannica’ conoscerà altrettanto un allontanamento di postazioni, uno scorporo di contatti: risultato di pareti e di ragionevoli ostacoli post-Covid, e d’una condizione più centrifuga dello spettatore.
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Un one-man-show protagonista un “possibile” William Shakespeare

Allo Spazio Rossellini – che la Regione Lazio ha restitusce alla città all’interno dell’Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini, il 23 e 24 ottobre alle ore 21 e il 25 alle 17.30, è in scena “Shakespearology” – Un’intervista impossibile, in collaborazione con Carrozzerie | n.o.t. e presentato da Sotterraneo, protagonista Woody Neri (scrittura Daniele Villa, costumi Laura Dondoli).
Partiamo dall’immaginario collettivo per parlare con Shakespeare – si legge in una breve nota di presentazione -. Certo, non sarà il vero, autentico, originario William Shakespeare, ma se riusciamo a incontrare anche uno solo dei possibili Shakespeare, forse l’esperimento potrà dirsi riuscito…
“Shakespearology” è un one-man-show, una biografia, un catalogo di materiali shakespeariani più o meno pop, un pezzo teatrale ibrido che dà voce al Bardo in persona e cerca di rovesciare i ruoli abituali: dopo secoli passati a interrogare la sua vita e le sue opere, finalmente è lui che dice la sua, interrogando il pubblico del nostro tempo.

Spazio Rossellini – Via della Vasca Navale 58¬ – Informazioni: 3452978091 – Biglietto: intero 12 eutro, ridotto 10 – Prenotazione obbligatoria.

Un nuovo incontro con “La gaia scienza: la rivolta degli oggetti”

Dal 20 al 25 ottobre torna sul palcoscenico del Teatro India, per la seconda stagione, “La gaia scienza: la rivolta degli oggetti”, con tre giovani interpreti – Dario Caccuri, Carolina Ellero e Antonino Cicero Santalena -, con testi da Majakovskij e regia e drammaturgia firmate dai creatori originali della pièce: Giorgio Barberio Corsetti, Marco Solari e Alessandra Vanzi. Una produzione Fattore K in coproduzione con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione e Fondazione Romaeuropa.
Nato nel clima di estrema libertà artistica della controcultura romana degli anni Settanta, l’evento – un’ora esatta di poesia, distillata tra rivoluzione sociale ed estetica, tra avanguardie storiche e arte contemporanea – viene riallestito nel 2019 con un nuovo cast e si presenta nuovamente al pubblico di oggi mosso dalla volontà di restituire agli spettatori proprio quello spazio utopico di creatività e circolazione del pensiero che ne aveva favorito la creazione.
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“De rerum natura” di Lucrezio secondo Roberto Herlitzka

Dal 22 al 25 ottobre (ore 21) al Teatro Basilica (piazza di Porta San Giovanni 10 – a lato della Scala Santa) è in scena “De rerum natura” di Lucrezio nella traduzione e interpretazione di Roberto Herlitzka, a cura di Antonio Calenda
sostenuto dal Gruppo della Creta.
In questo poema epico – filosofo, Lucrezio si fa portavoce delle teorie epicuree riguardo alla realtà della natura e al ruolo dell’uomo in un universo atomistico, materialistico e meccanicistico: un richiamo alla responsabilità personale e di incitamento al genere umano affinché prenda coscienza della realtà, una realtà nella quale gli uomini sin dalla nascita sono vittime di passioni che non riescono a comprendere.

Due serate con il monologhista satirico Giorgio Montanini

Il 26 e 27 ottobre, alle ore 21, sul palcoscenico della Sala Umberto, il monologhista satirico (ma anche attore di teatro, cinema e soprattutto televisione) Giorgio Montanini presenta “Come Britney Spears – Covid19 Version” da lui scritto e interpretato.
Il comico – si legge in una presentazione – sceglie, consapevolmente, una forma espressiva specifica e rigorosa, per veicolare emozioni, pensieri e opinioni. Sceglie il palco. Quando l’emotività del momento porta tutti quanti all’istintiva condivisione e liberazione, il comico ha il dovere di rispettare un religioso silenzio.
La scelta del palco non concede la libertà di sfogarsi sull’onda dell’emotività. Per il profondo rispetto che deve alla sua scelta, non vomita nel calderone. Metabolizza e trasforma ogni stimolo istintivo in un pensiero strutturato.
Un pensiero scevro dell’emotività che, però, l’ha generato. Quando l’artista si confonde in mezzo alla bolgia e non si riesce più a distinguerlo dal resto… smette di essere un artista.
Nel suo nono monologo inedito “Come Britney Spears” Giorgio Montanini mette in discussione l’unico vero baluardo trasversale e condiviso da tutti, quello che tiene in piedi il genere umano: l’antropocentrismo. Quando si è costretti ad affrontare una situazione critica, il confine che separa la consapevolezza dall’isteria è ambiguo, ingannevole. È dalla sua comparsa sul pianeta che l’essere umano cerca disperatamente e ostinatamente il giusto percorso che lo conduca alla serenità, alla pace e alla felicità. Dalla notte dei tempi ad oggi, abbiamo continuamente sbagliato strada a causa della nostra isteria ed inconsapevolezza… E il risultato? Che ci ritroviamo con pochissimi analfabeti, ma tantissimi stupidi.

Allo Spazio Diamante uno spettacolo dei diplomandi della Stap Brancaccio

Allo Spazio Diamante, il 21 e 22 ottobre, va in scena “La ballata dei matti” da “Il tenace soldatino di stagno” di H.C. Andersen, drammaturgia di Daniele Prato, regia di Lorenzo Gioielli (movimento scenico scenico Alberto Bellandi).
Lo spettacolo è realizzato, nell’ambito del progetto “I classici del secolo futuro” con la riscrittura e interpretazione dei diplomandi del terzo anno della Stap Brancaccio, Accademia di recitazione, drammaturgia e regia: Cristiano Arsì, Michele Breda, Teresa Canciello, Diletta Cappannini, Alessio Dantimi, Flaminia Gai, Manuela Milia, Eduardo Rinaldi, Simona Vaira.
Antonio Viscardi è convinto di aver perso una gamba in una guerra che non ha mai combattuto e per questo viene chiuso in manicomio. Lì incontra Eva, una ex ballerina, bellissima e muta di cui s’innamora perdutamente. Ma conquistare il suo cuore non sarà affatto semplice, soprattutto se il destino e una psichiatra cattivissima decidono di mettersi in mezzo. È una storia folle, questa, come i personaggi che la abitano, è un racconto irriverente, paradossale dove essere matti vuol dire essere liberi.
La Stap Brancaccio – si legge in una nota di presentazione dello spettacolo – ha compiuto un altro passo avanti nella coniugazione tra formazione e professionismo, obiettivo dichiarato del Terzo anno dell’Accademia , tramite la collaborazione anche di registi e drammaturghi esterni al percorso didattico dell’Accademia stessa.

Spazio Diamante – Via Prenestina 230b – Tel. 06/27858101 – Prezzo biglietto: 8 euro – Informazioni e prenotazioni: 06/87671757, cell. 340671647 – Ingresso obbligatorio con mascherina per via delle vigenti norme in materia di prevenzione dal Covid.

Torna in scena “Il caso Dorian Gray” di Giuseppe Manfridi

Al Teatro Tor Bella Monaca – Sala piccola, il prossimo week end è in scena “Il caso Dorian Gray” di Giuseppe Manfridi, con Manuele Morgese, regia di Brando Minnelli. Lo spettacolo ha vinto prestigiosi riconoscimenti come il Premio Ennio Flaiano, nel 2009, per il “miglior giovane attore”, il Premio Vittorio Gassman, nel 2010, per il “miglior attore giovane dell’anno 2010” e il Premio Napoli cultural classic 2011 per il “miglior spettacolo dell’anno”.
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“Flautissimo” al Teatro Palladium festeggia la 22esima edizione

Il 24 ottobre, al Teatro Palladium, prende il via la ventiduesima edizione di “Flautissimo”, manifestazione che affonda le sue radici nella musica classica, e che anno dopo anno ha rivolto il suo sguardo anche ai nuovi linguaggi dello spettacolo contemporaneo per presentare oggi un calendario fatto anche di teatro per tutte le età, musica d’autore e performance crossdisciplinari.
L’apertura del festival, il 24 ottobre (ore 18 e 21) è affidata alle esibizioni di quattro importanti protagonisti dello strumento, i flautisti Silvia Careddu, Matteo Evangelisti, Adriana Ferreira e Riccardo Ghiani che, accompagnati al pianoforte da Francesca Carta, eseguiranno musiche di Schubert, Mozart, Beethoven, Jolivet, Arrieu, Gaubert, Debussy e Connesson.
“Flautissimo” continua con un programma che comprende importanti nomi del panorama teatrale e musicale italiano. Il 25 ottobre, per la prima volta a Roma, Michele Sinisi porta in scena una personalissima versione di “Amleto” / Il 7 novembre una prima assoluta con una delle principali protagoniste del teatro contemporaneo, Maria Paiato con “Tre piani” (dell’autore israeliano Eskhol Nevo) con la regia di Stefano Cioffi e le creazioni musicali elettroniche dal vivo di Dario Felli.
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Torna in scena un “intreccio imprevedibile” di Alessandro Benvenuti

Dopo l’annullamento dovuto all’improvviso lockdown di marzo arriva finalmente al Teatro Tor Bella Monaca l’atteso “Chi è di scena” di Alessandro Benvenuti. Che sarà rappresentato per due settimane con una programmazione dal venerdì alla domenica, per il 1° fine settimana, e per i due successivi dal giovedì alla domenica (v. in calce le date).
Alessandro Benvenuti torna dunque sul palco del Teatro di cui è direttore artistico, con lo spettacolo da lui scritto, diretto e interpretato, già proposto con successo nella stagione 2017. Con Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti.
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La lunga storia, che viene da lontano, dell’incompiuta “Zaide” di Mozart

La programmazione del Teatro dell’Opera prosegue con la terza produzione pensata in chiave anti-covid : domenica 18 ottobre, per la prima volta al Teatro Costanzi, va in scena “Zaide” di Mozart, in un nuovo allestimento firmato da Graham Vick. Sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera il suo direttore musicale, Daniele Gatti. Prevista la partecipazione straordinaria di Remo Girone nel ruolo del narratore.
Mai eseguito all’epoca di Mozart, ha avuto la prima rappresentazione postuma a Francoforte il 27 gennaio 1866. Mozart iniziò a comporlo tra il 1779 e il 1780, ma lo lasciò incompiuto al secondo atto. Anche il libretto, scritto da Johann Andreas Schachtner, è andato perduto. Non sappiamo se l’opera sia stata pensata in due o tre atti, disponiamo soltanto di quindici brani musicali. Le rare volte che “Zaide” è stata eseguita si è tentato di ovviare alla sua incompiutezza integrandola con recitativi per completare il libretto e con altre partiture del genio di Salisburgo per rimediare alla mancanza di un’ouverture e di un finale.
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