Una “terapia di gruppo” tra nevrosi, complessi, vita quotidiana. E umorismo

Al Teatro Vittoria è in scena, fino al 29 gennaio, “Terapia di gruppo” di Christopher Durang, traduzione di Giovanni Lombardo Radice, regia di Stefano Messina, nuova produzione della Compagnia Attori & Tecnicii. Una commedia cinica e divertente, dove echeggiano i temi cari a Woody Allen, che attraverso i suoi personaggi complessi e irrisolti, racconta la nevrosi della società contemporanea e le piccole e grandi contraddizioni della vita quotidiana e del nostro rapporto con noi stessi e con gli altri, e che suggerisce che servirsi dell’umorismo rimane uno dei migliori antidoti ai mali del mondo..
Bruce, bisessuale represso, fidanzato con Bob, è intenzionato a farsi una famiglia “normale” e al suo annuncio matrimoniale risponde Prudence, una ragazza omofobica e sentimentalmente provata in cerca del “principe
Azzurro”. Le loro complesse personalità, refrattarie a ogni tipo di ascolto dell’altro, faranno del loro primo incontro un totale disastro. E a poco servirà cercare conforto nei loro rispettivi analisti. Il girotondo di incontri e scontri, di ansie e nevrosi, illusioni e desideri che i personaggi si scambiano l’uno con l’altro, si chiude nella scena finale, dove tutti, inevitabilmente, finiranno per trovarsi e in qualche modo riconciliarsi.
Gli interpreti: lo stesso regista Stefano Messina, con Sebastiano Colla, Crescenza Guarnieri, Carlo Lizzani, Annalisa Di Nola, Valerio Camelin . Scene di Alessandro Chiti, costumi di Isabella Rizza.

Teatro Vittoria – Piazza S. Maria Liberatrice 10 – Tel. 06/ 5740170 – 06/ 5740598.

Spettacolo di Tango di Pablo Moyano con lezione finale per gli spettatori

Mercoledì 25 gennaio, alle ore 18, nell’Auditorium Ennio Morricone dell’Università di Tor Vergata (Macroarea di Lettere e Filosofia – via Columbia 1) va in scena “Bagliori di tango”, uno spettacolo di Pablo Moyano e della sua compagnia di danza, con le musiche di Astor Piazzolla, Osvaldo Pugliese Luis Bacalov, eseguite dal vivo dal Roma Sinfonietta Ensemble. Alla fine dello spettacolo Moyano farà un’ora di lezione di tango gratis agli spettatori che si saranno prenotati prima dello spettacolo (Moyano è docente e direttore della scuola Tango al Piso a Roma).
Ballerino e maestro, argentino, Pablo Moyano si caratterizza per il suo stile elegante, essenziale, esplosivo ed espressivo, che rappresenta la figura maschile nel tango tradizionale degli anni Cinquanta. Da cinque anni danza in coppia fissa con la ballerina di fama internazionale Roberta Beccarini, sua partner anche in questo spettacolo. La seconda coppia di danzatori è formata da Cinzia Lombardi e Mariano Navone.
Moyano è solista di “Tango X 2” di Miguel Angel Zotto, la più importante compagnia di tango di oggi. Inoltre è stato protagonista dello spettacolo “Momenti di Tango” della Compagnia nazionale di danza di Raffaele Paganini, è stato ospite della trasmissione “Ballando con le stelle” ed ha danzato con i solisti del Cirque du Soleil e del Balletto Bolshoi di Mosca.

Informazioni: tel. 06/ 3236104, 06/ 32111712 oppure: 339 8693226 – Biglietti: 1o euro, ridotti 8 euro, studenti 5 euro.

“Cabaret a Netanya”, un comico triste attualizza la Shoah

Al Teatro dei Conciatori, è in scena – repliche fino a domenica 22 gennaio – “Cabaret a Netanya”, di Mario Sorbello anche interprete con Giovanni Carbone e Maria Luisa Lombardo.
Un cabarettista, comico ma triste, a tratti carismatico e affascinante, con un racconto intervallato da gag e barzellette, attualizza la Shoah patita soprattutto dalla madre confrontandola con la situazione attuale data dal conflitto tra israeliani e palestinesi. In questo modo, il dramma della Shoah e il peso della storia, le difficoltà nel venire a patti con essa, il confronto con la morte, la famiglia e l’amicizia, sono tutti gli ingredienti di questa storia paradossale, drammatica e persino violenta sull’ anima di un ragazzo di soli 14 anni.

Teatro dei Conciatori / Contemporary Urban Theatre – Via dei Conciatori 5 – Tel. 06/45448982 – 06/45470031.

Una “Venere in pelliccia”, a teatro dopo il film di Polański

Al Teatro Ambra Jovinelli, dal 26 gennaio al 5 febbraio, è in scena “Venere in pelliccia” di David Ives, traduzione di Masolino D’Amico, regìa di Valter Malosti, anche protagonista insieme a Sabrina Impacciatore. È questa la prima volta che la commedia è rappresentata in Italia, mentre nel 2013 si è visto il film che ne ha tratto Roman Polański, co-sceneggiatore lo stesso David Ives, il quale a sua volta aveva tratto ispirazione dal romanzo “La Vénus à la fourrure” (1870) di Leopold von Sacher-Masoch, realizzandone – come anticipa una presentazione della commedia – un particolare adattamento.
David Ives, ha accostato ai due protagonisti del romanzo, i personaggi di un’attrice che cerca un lavoro e di un regista che cerca un’attrice, creando una “collisione” fra questi due caratteri, contemporanei, e quelli letterari, ottocenteschi, nello svolgimento di una bizzarra e spesso comica audizione, in cui le relazioni conflittuali e di potere, e il processo del fare teatro viene mostrato “impudicamente” al pubblico.
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Una rilettura dell’Aminta del Tasso ampiamente rielaborata

Al Teatro India, fino a domenica 29 gennaio è in scena “Aminta” – S’ei piace ei lice -, rilettura in chiave sensoriale e performativa dell’opera pastorale di Torquato Tasso, che Luca Brinchi e Daniele Spanò – i quali orientano la loro ricerca tra teatro, arte contemporanea, set design per moda ed eventi musicali – presentano come progetto articolato attraverso l’incontro di diverse realtà artistiche, con la drammaturgìa e l’apporto filologico e autoriale di Erika Z. Galli e Martina Ruggeri, autrici e drammaturghe della compagnia Industria.
L’azione e la narrazione non avvengono direttamente in scena ma si sviluppano in un luogo “altro”, mentre i monologhi sono riprodotti dai megafoni distorti, il coro è evocato visivamente e sonoramente dai teli animati e dal suono amplificato dei ventilatori, e l’intreccio amoroso è rappresentato filmicamente negli schermi-parete in continuo movimento e animati dalle presenze in video dei protagonisti che cambiano di volta in volta la prospettiva spaziale della scena.
Gli interpreti: in video Lorenzo Anzuini (Aminta) e Clelia Scarpellini (Silvia), performer Davide Pioggia. Voci: Michael Schermi (coro e Satiro), Francesco Bonomo (coro e Tirsi), Giorgia Visani (coro e Dafne), Michele Degirolamo (Aminta), Flaminia Cuzzoli (Silvia). Musiche di Franz Rosati, costumi di Gucci

Macbeth nei tetri e gelidi sentieri dell’animo umano

Al Teatro Argentina fino al 22 gennaio si replica “Macbeth” di Shakespeare, traduzione di Agostino Lombardo, diretto e interpretato da Franco Branciaroli, che porta in scena una delle tragedie più cupe e complesse dell’uomo, un viaggio nei meandri oscuri dell’animo dove allignano l’ambizione e la violenza.
Spettacolo prodotto dal Centro Teatrale Bresciano e dal Teatro degli Incamminati, Macbeth viene condotto lungo nuovi sentieri di sangue e tenebre che affondano le radici in un malessere psichico e interiore. Infatti, la regia di Franco Branciaroli colloca la vicenda in uno spazio scenico che è proiezione dei sentieri più tetri e gelidi della mente umana: luci oniriche e spettrali, costumi barocchi, una scatola nera e quasi trascendente disegnata da Margherita Palli che giganteggia a centro palco con una serie di varchi e botole che si aprono verso labirinti infernali e ferini.
A sovrastare le volontà umane c’è la Magia Nera, impersonata dal fascino cupo delle Streghe e di Lady Macbeth (Valentina Violo), che condurranno il generale verso ciò che di terribile è già in potenza dentro di sé, ma fatica ad esternarsi per inadeguatezza.
I sottotitoli e le didascalie proiettati sul fondale determinano i luoghi in cui si dirigerà la vicenda, mentre le creature demoniache infettano la scena con roboanti e orrorifiche incursioni in lingua inglese

Al Cinema Trevi, proiezioni e incontro con Maurizio Liverani

Domani, 12 gennaio, al Cinema Trevi – la sala dove la Cineteca Nazionale svolge la propria programmazione offrendo al pubblico il patrimonio del suo archivio ed ospitando festival e rassegne di altre istituzioni – ,nell’ambito di una rassegna, curata da Raffaele Mele, che intende dare nuova (e più fortunata) visibilità a opere che rischiano oramai di essere quasi completamente dimenticate – programma una serata intitolata “Sai cosa faceva Maurizio Liverani al cinema?” – Maurizio Liverani – oggi sulla soglia dei novant’anni – appartiene alla ristretta cerchia dei critici passati dall’altra parte della barricata, dietro la macchina da presa: ma sono stato soltanto due i film da lui diretti. Liverani ha avuto una vita molto “vivace” dal punto di vista politico – che interessò sia la sua professione giornalistica sia la sua breve attività di regista: iscritto al Partito comunista, veniva però definito “tendenzialmente deviazionista”, e alla fine decise di uscirne.
Questo il programma della serata.
Alle 19, proiezione del film “Sai cosa faceva Stalin alle donne? ” da Liverani diretto nel 1969, un ritratto dell’Italia dal dopoguerra al Sessantotto, in cui metteva alla berlina il comunismo e i suoi miti.
Alle 20.45 è previsto un incontro, moderato da Marco Giusti, con Maurizio Liverani e Giacomo Carioti.
A seguire, la proiezione di “Il solco di pesca” diretto da Liverani nel 1975, in cui, giocando con il sesso e l’erotismo, sferrava colpi ai falsi moralismi.

Cinema Trevi – vicolo del Puttanello 25 (Fontana di Trevi) – Ingresso libero

“Ce lo chiede l’Europa”, ma non è una cosa seria

Al Teatro Belli fino al 22 gennaio, si replica “Ce lo chiede l’ Europa”, protagonista l’insolito trio composto da Fabio Avaro, Vanina Marini, qui anche in veste di regista, e la Banda Dell’UKU – Fabrizio Sartini, Luca Sgamas, Luca Lepore, tre ragazzotti con l’ukulele la cui prerogativa principale è quella di arrangiare brani tra i più conosciuti nella storia del rock, del reggae, del country e del pop, o brani tradizionali, in chiave umoristico-cabarettistica.
Un attore squattrinato e sconosciuto, tre musicisti di una band che sbarca il lunario facendo serate qua e là per locali e una malcapitata giovane e promettente regista di teatro intenta ad allestire uno spettacolo per partecipare ad un bando della Comunità Europea che le farebbe ottenere un cospicuo finanziamento.
L’improvvisata compagnia ha poche ore per creare uno spettacolo vincente alla presenza di un il commissario dell’Unione Europea: riuscirà la giovane regista a domare l’esuberante attore con al seguito la sua assurda band? Riusciranno tutti a rispettare le rigide richieste del bando?

Teatro Belli – Piazza di Sant’Apollonia 11 – Tel. 06/ 5894875 – 329.9736619. – Biglietto: intero 18 euro, ridotto 13 euro.

In Aula Magna, una “eccellenza” della scuola pianistica russa

La stagione della Istituzione Universitaria dei Concerti riprende martedì 17 gennaio alle 20.30 nell’Aula Magna della Sapienza: appuntamento con Lilya Zilberstein, tra le maggiori esponenti della grande scuola pianistica russa, da trent’anni protagonista della scena concertistica internazionale, partner artistica di alcuni dei più grandi musicisti della nostra epoca,
come Claudio Abbado e Martha Argerich.
Lilya Zilberstein dedicherà la prima parte del suo concerto a Franz Schubert, con i sei “Momenti musicali op. 94”, tra le sue più amate pagine pianistiche, e con quattro “Lieder” nella celebre trascrizione di Franz Liszt.
Nella seconda parte presenterà due preziose rarità: le giovanili “Variazioni sull’arietta ‘Venni Amore’ di Vincenzo Righini” di Ludwig van Beethoven e “Quelques dances op. 26” di Ernest Chausson, compositore francese di fine Ottocento, vicino a Massenet e Fauré, che ha sempre avuto una ristretta cerchia di grandi ammiratori – tra cui Debussy – ma che non ha mai raggiunto la vasta popolarità che meriterebbe.

Informazioni: : Istituzione Universitaria dei Concerti – tel. 06/ 3610051.2 – fax: 06/ 36001511.