In scena “Trouble in Tahiti”, l’unico libretto scritto da Leonard Bernstein

Venerdì 19 ottobre (alle ore 20.30), al Teatro Sociale di Amelia, e domenica 21 (alle ore 11) al Teatro Secci di Terni, sarà rappresentata l’opera in un atto “Trouble in Tahiti” di cui Leonard Bernstein (1918-1990) non solo compose la musica ma scrisse anche il libretto, per l’unica volta nella sua vita. Fu scritta nel 1951, nata probabilmente da uno spunto autobiografico, i rapporti tra i suoi genitori per portare in scena le dinamiche che si stabiliscono in una coppia di mezza età, che ha raggiunto l’agiatezza economica e incarna quindi il “sogno americano”, dietro cui però si celano vite tutt’altro che felici, tra indifferenza, incomprensione e ansia, sebbene tutto sembri scorrere regolarmente tra tv, palestra e psicanalista. Il suo debutto, nel 1952, avvenne in una poco nota università del Massachusetts, perché nel periodo del maccartismo il giovane compositore-direttore-pianista era stato messo al bando dai grandi teatri americani e si era perfino visto ritirare il passaporto. Ma era talmente famoso che 3000 persone accorsero per sentire la prima di questa piccola opera.
Inoltre sono previste due recite per le scuole: il 19 alle 11 ad Amelia e il 22 alle 11 a Terni.
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Torna la periferia romana di “Ben Hur” di Gianni Clementi

Dal 23 ottobre al 4 novembre, al Teatro Vittoria è in scena ”Ben Hur – Una storia di ordinaria periferia” , scritto da Gianni Clementi, con Paolo Triestino, Nicola Pistoia (che firma anche la regia) ed Elisabetta De Vito. Uno degli spettacoli più amati degli ultimi anni, osannato da critica e pubblico, più di 400 repliche, 210 città raggiunte, oltre 150.000 spettatori.
Lo sfondo è Roma. Una Roma che accoglie e che respinge, sempre più incattivita, eppure capace di generosità inaspettate. Lo “straniero” oggi è sempre più parte di questa città. In “Ben Hur” ha le vesti di Milan, un ingegnere bielorusso, clandestino, che irrompe con il candore di chi spera in un futuro migliore, e che poi, con la forza di uno tsunami, rivitalizza il grigio percorso di due fratelli, Sergio e Maria, separati e costretti ad una grigia convivenza coatta, in una grigia periferia.
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Per Eliseo Cultura, sono iniziati i “lunedi con Dante”

Per Eliseo Cultura, è tornato, ospite del Teatro di Via Nazionale, il professor Luca Serianni che, dopo il successo raccolto nelle passate edizioni, continua a dar voce a Dante Alighieri con un ciclo di appuntamenti sulla sua poesia.
Il primo di questi incontri, intitolato” Le invettive dantesche”, ruotava intorno all’invettiva rivolta a persone, a città o anche a vizi, distribuita in tutte e tre le Cantiche: anche nel Paradiso e in prossimità dell’Empireo, quando Dante mette in bocca a Beatrice un’aspra rampogna contro i monaci antoniani. Nella missione di cui Dante si ritiene investito la condanna aperta del male, e specialmente della corruzione della Chiesa, è una necessità morale e, insieme, una cifra caratteristica della sua poesia.
Lunedì 26 novembre, l’appuntamento sarà con “Le similitudini della Commedia” – Quando Dante scrive il suo poema, il ricorso alla similitudine è poco frequente nella poesia volgare e i trattati di retorica del tempo invitano a servirsene con misura. La grande presenza di questa risorsa retorica in Dante, non è solo un omaggio al classicismo e al suo prediletto Virgilio,
Terzo incontro, lunedi 10 dicembre, su “Le figure femminili della Commedia” – Quali sono i caratteri delle donne che Dante incontra nell’Aldilà? E in che misura riflettono la percezione della donna e la sua posizione nella società del tempo?

Al Piccolo Eliseo – Ore 18,30 – Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti con prenotazione obbligatoria a: cultura@teatroeliseo.com

Al Teatro India, un Pirandello “classico mai così moderno”

Dal 23 al 28 ottobre al Teatro India la regia (di scuola russa) di Alessio Bergamo porta in scena il celebre classico pirandelliano “Il giuoco delle parti”, tratto dalla novella del 1913 “Quando si è capito il giuoco” . La pièce, inizialmente rifiutata dal pubblico e dalla critica, dovette aspettare cinquant’anni per essere ripresa e portata al successo nel 1965 dalla Compagnia dei Giovani, ed è oggi considerata una delle espressioni più mature della produzione pirandelliana.
Ad interpretarla sono Sandro Pivotti, Arianna Pozzoli, Giacomo Veronesi, Matteo Vitanza.
Il progetto nasce all’interno del percorso formativo della Scuola di teatro e perfezionamento professionale del Teatro di Roma con un laboratorio avviato lo scorso anno. Alla fine di quell’esperienza, il regista e gli attori hanno deciso di proseguire il lavoro sul materiale pirandelliano. Fattore K e il suo direttore Giorgio Barberio Corsetti hanno abbracciato il progetto e, in collaborazione con Teatro di Roma e Compagnia Postop, producono l’operazione. Che si inserisce nel ciclo “Classici mai così moderni” – un itinerario nella tradizione restituita all’oggi – che prevede, da dicembre a febbraio, una diecina di altri spettacoli.

Teatro India – Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) – Biglietteria Teatro di Roma: tel. 06/ 684.000.311/314 Biglietti: intero 15€, ridotto 10€ – Orari spettacolo: tutte le sere ore 20 _domenica ore 17.

“Morricone e l’organo” – un concerto omaggio per i suoi 90 anni

Sabato 20 ottobre alle ore 19 nella Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia (via dei Greci 18) – ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili -, si conclude il festival Un Organo per Roma 2018 organizzato da Camerata Italica, Istituzione Universitaria dei Concerti e Conservatorio Santa Cecilia, con un Omaggio ad Ennio Morricone per i suoi 90 anni.
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Nella Casa di riposo, rinascono quattro ex glorie del bel canto

Al Quirino, fino al 21 ottobre si replica lo spettacolo che felicemente ha aperto la stagione 2018-2019: “Quartet” di Ronald Harwood, che, con la regia di Patrick Rossi Gastaldi, è presentato da Marioletta Bideri & Rosario Coppolino
per Bis Tremila e Compagnia Molière, in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi dove ha debuttato nel luglio scorso.
Una commedia ambientata in Italia, culla del Bel Canto, protagonisti quattro grandi interpreti d’opera che spesso hanno lavorato insieme. Famosi, energici, irascibili e, insieme, divertenti, vivono ospiti in una casa di riposo: Rudy intento a leggere note su Wagner, Cecy ad ascoltare musica con il suo portatile e Titta ad argomentare sulla procacità e sul passato alquanto “sbarazzino” della sua collega. Stanno per essere raggiunti da un nuovo arrivo: Giulia, una grande star del passato lirico con la quale Rudy, una volta, è stato infelicemente sposato.
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Il Quirino, tra punti saldi e sorprese, primo teatro privato di Roma

Il Teatro Quirino – come ci tiene a sottolineare il suo direttore artistico Geppy Gleijeses – affronta la nuova stagione cosciente, per i risultati raggiunti, di essere, per le sue caratteristiche, il primo teatro privato di Roma; determinato a confermare questa posizione, in vista anche dei suoi 150 anni di vita. Una stagione in cui non mancano delle “sorprese”, con dei punti saldi: come un trittico pirandelliano “di forte impatto” e la ripresa di “Sorelle Materassi”, il maggiore incasso della stagione passata.
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Al Teatro Belli, Trend – Nuove frontiere della scena britannica

Dal 18 ottobre al 22 dicembre, il Teatro Belli ospita la Trend – Nuove frontiere della scena britannica – XVII edizione, festival a cura di Rodolfo Di Giammarco.
Questo il cartellone.
Ottobre – Il 18, reading “The Cordelia Dream” di Marina Carr con Massimo de Francovich e Roberto Caronia. Trilly Produzioni / Il 20 e 21 “Jordan” di Anna Reynolds e Moira Buffini, con Federica Rosellini, regia di Francesca Manieri e Federica Rosellini, produzione Ariel Dei Merli in collaborazione con Trilly Produzioni / Dal 24 al 27 “My Brilliant Divorce” di Geraldine Aron con Francesca Bianco, regia di Carlo Emilio Lerici, produzione Teatro Belli / Dal 29 ottobre al 1 novembre “Ivan & the Dogs” di Hattie Naylor, con Lorenzo Lavia, regia di Massimiliano Farau. Produzione La Compagnia dei Masnadieri – Garage Zeami
Novembre – Dal 2 al 4, “Bu21” di Stuart Slade con Daniela Duchi, Mario Cangiano, Fabrizio Costella, Valentina Favella, Silvia Napoletano, Francesco Patané, regia di Alberto Giusta. Produzione Teatro Stabile di Genova / Dall’8 all’11 “En attendant Beckett”, un percorso multimediale ideato da Glauco Mauri e Roberto Sturno con la collaborazione di Andrea Baracco. Produzione Compagnia Mauri-Sturno / Dal 13 al 15 “Not Not Not Not Not Enough Oxygen” di Caryl Churchill, con Aglaia Mora, Xhulio, Petushi, Marco Spiga, regia di Giorgina Pi. Produzione Angelo Mai/ Bluemotion/369gradi in collaborazione con Sardegna Teatro / Dal 16 al 18, “Allthe Things I Lied About” di Katie Bonna, con Elisa Benedetta Marinoni, regia di Alessandro Tedeschi. Produzione Bottega Rosenguild e Caracò Teatro / Dal 20 al 24, “Killology” di Gary Owen, con Stefano Santospago, Emiliano Coltorti e Edoardo Purgatori, regia di Maurizio Mario Pepe. Produzione Khora Teatro – La forma dell’acqua / Dal 26 al 28, “A Behanding in Spokane” di Martin McDonagh, con Andreapietro Anselmi, Alice Arcuri, Maurizio Bousso, Denis Fontanari, regia di Carlo Sciaccaluga. Produzione AriaTeatro / Dal 30 novembre al 3 dicembre, “Harrogate” di Al Smith, con Marco Quaglia e Alice Spisa, regia di Stefano Patti. Argot Produzioni in collaborazione con 369gradi.
Dicembre – dal 5 all’8, “Growth” di Luke Norris, con Francesco Aricò, Giulia Trippetta e Pavel Zelinskiy, regia di Silvio Peroni. Produzione Pierfrancesco Pisani / Dal 10 al 12, “The Bogus Woman” di Kay Adshead, con Jasmine Volpi, regia di Guglielmo Guidi. Gekon Productions Francesco Dainotti / Il 14 e il 15, “Yellow Moon” di David Greig, con Vinicio Marchioni, Marina Occhionero, Luca Tanganelli, e Giulia Trippetta. Mise en espace a cura di Mario Scandale. Produzione Ginkgo Teatro / Il 16 “Conservatory” – Una lettura a due voci, di Michael West con Elena Bucci e Marco Sgrosso. Produzione Le Belle Bandiere / Dal 17 al 19, “The Prudes” di Anthony Neilson, con Carlotta Proietti e Gianluigi Fogacci, regia di Gianluigi Fogacci. Produzione Politeama srl / Dal 20 al 22 “Lungs” di Duncan Macmillan, con Federico Zanandrea e Francesca Fioretti, regia di Federico Zanandrea. Produzione Il Mecenate.
Ciclo di proiezioni Digital Theatre – Il 25 ottobre ore 18 – “Beautuful Thing” di Jonathan Harvey / Il 26 ore 18 – “Parlour Song” di Jez Butterworth / e il 27 ore 18 – “A Disappearing Number” di Simon McBurney.

Gli spettacoli dei sette interpreti del Laboratorio Piero Gabrielli

Dal 19 al 28 ottobre, al Teatro di Villa Torlonia, il Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli presenta “Marameo al Colosseo” da alcuni racconti di Gianni Rodari ambientati a Roma, adattamento di Attilio Marangon, regia di Roberto Gandini, con la Piccola Compagnia del Piero Gabrielli. Produzione del Teatro di Roma.
La Piccola Compagnia del Piero Gabrielli è formata da sette interpreti, con e senza disabilità, (Jessica Bertagni, Maria Teresa Campus, Gabriele Ortenzi, Fabio Piperno, Simone Salucci, Giulia Tetta, Danilo Turnaturi) cioè sette giovani attori che hanno acquisito esperienza teatrale all’interno dei progetti del Laboratorio e che hanno preso parte agli spettacoli prodotti dal Teatro di Roma. Che in questa stagione oltre a “Marameo al Colosseo”, sono: La grammatica della fantasia – L’albero di Rodari – Il Pedone rosso, e il nuovo spettacolo La classe agitata.

Orario degli spettacoli: alle 10.30 del 19 – 23 – 24 – 25 – 26 ottobre / e alle ore 17 del 20 – 21 – 27 – 28. Costo del biglietto: 5 euro.

Il ritorno del coreografo israeliano argentino Hofesh Shechter

Soltanto per tre giorni, dal 17 al 19 ottobre, alle ore 21, il Teatro Olimpico ospita “Grand Finale”, nuovo lavoro, in prima italiana, di Hofesh Shechter, con cui il coreografo israeliano (di base a Londra) riconosciuto a livello internazionale come uno degli artisti più emozionanti della scena della danza contemporanea, torna al Romaeuropa festival.
Lo spettacolo combina insieme danza, teatro e musica guardando al passato e aprendo nuove strade. “Grand Final” – allo stesso tempo comico, cupo e meraviglioso -, evoca un mondo in caduta libera, pieno di energia anarchica e commedia violenta che nasconde un ottimismo leggero e fiducioso: “ È il talento di Shechter quello di analizzare ed esorcizzare i demoni del nostro presente”.

Informazioni: tel. 06/ 4553050 – Biglietti: da 15 a 40 euro.