“Salviamo i talenti”, ecco i quattro finalisti al IX Premio Attilio Corsini

Dal 30 maggio al 7 giugno, il Teatro Vittoria ospita la IX edizione della rassegna “Salviamo i talenti – Premio Attilio Corsini”, iniziativa nata per promuovere progetti teatrali di qualità i cui protagonisti sono giovani registi e giovani attori. Quattro gli spettacoli in competizione, scelti dalla direttrice artistica Viviana Toniolo, nel panorama delle cosiddette “cantine”, o come vengono definiti all’estero “teatri off”. Spazi che hanno costituito un imprescindibile bacino di nuove risorse e nuovi talenti da proporre sui palcoscenici maggiori. I quattro spettacoli concorreranno per aggiudicarsi il Premio Attilio Corsini (scomparso nel 2008. Fondò, con Viviana Toniolo la compagnia Attori & Tenici ed il Teatro Vittoria).
La giuria sarà composta dal pubblico La premiazione si terrà il 7 giugno. Lo spettacolo vincitore sarà prodotto dalla Compagnia Attori & Tecnici e sarà inserito nel cartellone 2017-2018 del Teatro Vittoria, dove è appena andato in scena “Elettra” di Hugo von Hofmannsthal, regia, elaborazione drammaturgica, progetto scenico di Giuliano Scarpinato, spettacolo vincitore della ottava edizione.
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Una rassegna in due serate dedicate al “rock capitolino” indipendente

Il 26 e 27 maggio, nella Sala Petrassi dell’Auditorium del Parco della Musica, è in programma un Festival unico nel suo genere: dedicato al “rock capitolino”. Intitolato “Retape”, si ispira alle kermesse-live degli anni Settanta che iniziavano il pomeriggio e fino a sera inoltrata proponevano il meglio degli artisti contemporanei “indipendenti”. Una produzione di Fondazione Musica per Roma con la direzione artistica di Ernesto Assante e Gino Castaldo.
Questa “Woodstock romana” di due giorni, vedrà esibirsi dalle 19 in poi 15 artisti, per circa trenta minuti per ogni formazione, secondo questo calendario:
venerdi 26: Kutso, Mamavegas, Moseek, Giancane, Margherita Vicario, La Batteria, Mary in June, Massimo Giangrande, e sabato 27: Belladonna, Lucio Leoni, Toot, Mokadelic, Chiara Vidonis, Vanilla Sky, The ShaLaLaLas. Ospiti: il 26 Federico Zampaglione, il 27 Max Gazzè e Alex Britti.

Ute Lemper canta i musicisti ebrei nei campi di concentramento

Sabato 27 maggio, alle ore 21, il Brancaccio ospita Ute Lemper, cantante e artista tedesca universalmente applaudita per le sue interpretazioni delle canzoni del Kabarett di Berlino, delle opere di Kurt Weill e della canzone francese e per le sue performance a Broadway e nel West End di Londra, in «Songs for Eternity », per la prima volta a Roma, un repertorio di canzoni scritte nei campi di concentramento da musicisti ebrei deportati, molti dei quali morirono nelle camere a gas.
Con Ute Lemper, cinque musicisti: Vana Gierig pianoforte, Victor Villena bandoneon, Daniel Hoffman violino, Lucas Eubel-Frontini contrabbasso, Gilad Harel clarinetto.
“Ci sono canzoni dai tratti molto diversi” ha dichiarato Ute Lemper che sta portando in giro per l’Italia questo suo concerto. “Alcune sono art songs, altre sono impressionistiche e avventurose, altre nello stile di Kurt Weill. Ci sono canzoni con atmosfere alla Klezmatics” – il celebre gruppo newyorkese di klezmer guidato dal grande trombettista Frank London – “ e dal forte sentimento ebraico, ma anche ninne nanne, pagine di ribellione e speranza e altre d’irrimediabile disperazione. Il modo in cui cerco di renderle è semplice, sincero e diretto. In questo caso sono più una medium che altro e mi concentro su lacrime, energia e protesta verso il mondo”.

Riletture – in epoche storiche diverse – del Tartufo di Molière

Al Teatro Agorà, dal 23 al 28 maggio 2017, è in scena “Rosso Tartufo”, (L’Originale), il primo spettacolo di “Tre colori per Molière”, progetto di Massimiliano Milesi e Teatrodaviaggio, che si svilupperà in tre stagioni: tre letture in epoche assai diverse tra loro, ma dove tutti i personaggi di Molière possano rivivere nella pienezza del loro spessore.
La prima riguarda l’Originale, per conoscerne fino in fondo i caratteri voluti dall’Autore, ed ha il Rosso come colore di riferimento. La seconda condurrà nelle delicatissima epoca del passaggio tra aristocrazia al declino e borghesia rampante, scenario di opere come “Il Giardino dei Ciliegi” di Cechov oppure “La Contessina Mitzi” di Schnitzler, finanche “Come le foglie” di Giacosa. Il colore di riferimento sarà il bianco.
La terza epoca sarà quella degli anni immediatamente prima delle rivolte universitarie e generazionali planetarie, a cavallo tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta del secolo scorso. Gli anni dell’incomunicabilità , che avrebbero visto il Cinema di Michelangelo Antonioni regalare capolavori come “L’Eclissi”. Il colore sarà il blu: completato un omaggio al tricolore d’Oltralpe.
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Dal teatro al romanzo: Barbareschi alla ricerca di “segnali d’amore”

Lunedì 22 maggio, alle ore 18.30, al Piccolo Eliseo, presentazione del romanzo autobiografico “Cercando segnali d’amore nell’Universo” di Luca Barbareschi, al suo esordio in letteratura. Con l’autore intervengono Camilla Baresani e Pino Corrias..
Dopo il successo teatrale dell’omonimo spettacolo, e confrontandosi con le parole dei “grandi” – da Shakespeare all’ironia pungente di David Mamet, il suo autore di elezione -, Barbareschi ha scritto un romanzo autobiografico dedicato a quanti non hanno smesso di credere nei loro sogni, nei cieli notturni, nelle storie antiche, nelle lunghe attese, nella voglia di fare festa perché la vita è questo strano gioco nel quale tutti ci troviamo a recitare.
“Sono grato per le ferite che ho ricevuto” scrive Barbareschi. E senza negare né rinnegare nulla, con la “spudoratezza” di sempre, si racconta. Cerca segnali. D’amore. In una autonarrazione ironica, divertente, piena di energia.
Di ciò che ha vissuto come uomo, come attore, come manager culturale, ci dice per la prima volta le motivazioni profonde. E come la ricerca di ciò che sta dietro l’apparenza si sia trasformata via via in cammino spirituale, un cammino che unisce ebraismo e neuroscienze, trasgressione e restituzione, rabbia e amore.

Ed. Mondadori – 180 pagine – 19 euro.

Il Teatro Eliseo ospita un progetto dedicato alla danza internazionale

Dal 22 al 28 maggio, il Teatro Eliseo ospita “InMovimento”, un progetto dedicato alla danza internazionale, prodotto da European Dance Alliance, a cura di Valentina Marini.
Primo appuntamento, lunedi 22 maggio, alle ore 20, con la proiezione del documentario “MR Gaga” di Tomer Heymann, dedicato a Ohad Naharin, tra i coreografi più innovativi, creatore del rivoluzionario linguaggio del movimento corporeo chiamato, appunto, Gaga. Al termine della proiezione, il regista incontrerà il pubblico, moderatore Rossella Battisti.
Il 24 maggio, alle ore 21, “Pan / remastered” del coreografo e danzatore Emanuele Soavi, italiano di nascita, tedesco di adozione, Riadattamento di un lavoro del 2011, la coreografia getta nuova luce e nuove ombre su Pan “intrappolato in un limbo tra il mondo umano e quello divino”. Lo spettacolo è accompagnato da musiche dal vivo create da Stefan Bohne e da Wolfgang Voigt, fondatore di Kompakt.
Si conclude il 28 maggio, alle ore 20.30 con lo spettacolo “Dancing Partners”, con un programma misto a firma di diversi autori: Mario Astolfi (con il suo Spellbound Contemporary Ballet con “Me” prima di due parti di una nuova creazione che rivendica “la condizione di non-libertà degli uomini”, e “Smail Crime”, quando si cerca, con la forza – qualsiasi tipo di forza -, di “entrare nella vita di una persona” – Thomas Noone (dalla Spagna, con “Breathless” sulle “influenze” della performing art e la danza) – Martin Forsberg (con “AB3” e la compagnia svedese Norrdans).
Ospite speciale con un suo “a solo”, l’israeliana Adi Salant, co-direttrice di Batsheva Dance Company, con il suo “and so it is””.
Biglietteria: Tel. 06/ 83510216 – Biglietti: da 20 a 7 euro.

“L’organo post romantico in Italia” a Santa Cecilia

Prosegue nella Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia (via dei Greci 18) la quarta edizione del festival “Un organo per Roma” ideato da Giorgio Carnini e promosso dall’associazione Camerata Italica in collaborazione con il Conservatorio di Santa Cecilia, l’Accademia Filarmonica Romana e l’Istituzione Universitaria dei Concerti, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Lazio, Roma Capitale.

Sabato 20 maggio (alle ore 19, ingresso gratuito), concerto intitolato “L’organo post romantico in Italia”, con l’Orchestra del Conservatorio Santa Cecilia diretta in questa occasione da Rinaldo Muratori.
In programma brani di compositori italiani influenzati dal sinfonismo germanico, Busoni e Martucci, interpretati all’organo da Marco Limone e in chiusura il “Concerto in la minore op. 100 “ per organo, archi, 4 corni e timpani di Marco Enrico Bossi, solista Giorgio Carnini.

Informazioni: tel. 06/36096720 – 06/36307295

Una Lulu incredibilmente moderna, un progetto ambizioso e coraggioso

Da venerdi 19 a martedi 30 maggio, al Teatro Costanzi è in scena “Lulu” di Alban Berg, con la regìa di William Kentridge (e la coregia di Luc De Wit), e con l’ Orchestra del Teatro dell’Opera, sul podio Alan Pérez. L’allestimento è una coproduzione che coinvolge Metropolitan Opera di New York, English National Opera e De Nationale Opera di Amsterdam.
Un progetto ambizioso e coraggioso per un’opera “incredibilmente moderna” anche se ha compiuto quasi novant’anni: su un proprio libretto, ricavato da due lavori di Franz Wedekind, Alan Berg compose un’opera alla quale lavorò dal 1928 fino alla morte, nel 1935, lasciandola incompiuta – ma soltanto nella strumentazione del terzo atto. La prima e unica rappresentazione che si tenne al Teatro dell’Opera di Roma avvenne nella stagione 1967-1968 e fu, dunque, limitata ai primi due atti.
Nel 1979, il musicologo austriaco Friedrich Cerha completò il lavoro, che fu eseguito quell’anno a Parigi, diretto da Pierre Boulez. La “Lulu” in scena ora al Costanzi è quella completata da Cerha, mai ascoltata dal pubblico della Istituzione capitolina.
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Un’Ecuba di oggi che parla il linguaggio di tutte le madri

Dal 19 al 21 maggio, al Teatro Tor Bella Monaca, è in scena “Il viaggio di Ecuba” di Gianni Guardigli, protagonista Isabella Giannone, regia di Francesco Branchetti, musiche di Pino Cangialosi. Spettacolo presentato dall’associazione culturale Foxtrot Golf.
Una Ecuba dei giorni nostri, che attinge tuttavia al mito, racconta cosa significa “essere madre oggi”, in un momento di esodi imponenti e dolorosi: una madre che “canta la sua pena” di fronte al disfacimento del suo mondo che considerava “normalità”. Una madre che pieange la perdita dei figli che se ne vanno a uno a uno è il toccante leitmotiv delle tappe della vita di questa “mater dolorosa” che vive il passaggio fra due periodi storici in cui il futuro è una paurosa incognita.
Questa Ecuba moderna parla un linguaggio “misto”, un susseguirsi di racconto di una piccola vita che si scontra con i terreni problemi del quotidiano con improvvise impennate poetiche, che elevano la sua sensibilità al “linguaggio di tutte le madri”, alla lingua del cuore di chi dà la vita e non si rassegnerà mai al vedere questa stessa vita che si dissolve, preda dell’ingiustizia che si annida nel potere, nelle guerre, nelle prevaricazione.

Teatro Tor Bella Monaca (Sala Piccola) – Via Bruno Cirino (angolo viale Duilio Cambellotti) – Tel. 06/ 2010579- Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro.