Lucia Poli in un Omaggio ad Alberto Savinio, scrittore e compositore

Il Piccolo Eliseo dal 26 gennaio al 18 maggio ospita, in collaborazione con l’Istituzione Universitaria dei Concerti della Sapienza, “Musica a Teatro”, quattro mattinate la domenica, e un concerto serale, appuntamenti diversi sia nell’organico che nei programmi, incluso il debutto di uno spettacolo che unisce musica, letteratura e teatro, affidati a maestri dal prestigio internazionale.
Domenica prossima, dunque, alle 11.30, spettacolo in prima assoluta, “La Pianessa – Omaggio ad Alberto Savinio”, – raffinatissimo scrittore, pittore, nonché audacissimo compositore. Un pianoforte animato che suona Chopin, un pianoforte femmina che partorisce pianofortini, un pianoforte glorioso e ribelle che interpreta Bach, con Lucia Poli che narra le vicende tragicomiche dei curiosi personaggi che popolano alcuni racconti intessuti di musica che Savinio ha dedicato al pianoforte e il bellissimo profilo biografico di Isadora Duncan (testi scelti con la consulenza di Alessandro Tinterri, maggior esperto dell’opera di Savinio e curatore delle sue opere per Adelphi).
Il pianista Marco Scolastra accompagna le parole poetiche e fantasiose con musiche dello stesso Savinio e di autori da lui citati nei racconti, Mozart, Kullak, Paderewski, Chopin, ma anche di Rossini, De Crescenzo, Satie, Cage, Elgar selezionate come raccordo drammaturgico.
Lo spettacolo “La Pianessa” sarà preceduto, sabato 25 gennaio alle ore 16, dall’incontro “Uno sguardo sul mondo di Alberto Savinio” con Alessandro Tinterri, presso il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea (primo piano del Palazzo del Rettorato della Sapienza). Par il biglietto per i concertiateciperanno all’incontro anche Ruggero Savinio, Lucia Poli, Marco Scolastra, Claudio Zambianchi. L’ ingresso è liber, mentre il biglietto per gli altri appuntamenti costa 10 euro.

Due donne e il prepotente bisogno di vivere come “normale” la “diversità”

Al Teatro Vittoria fino a domenica 26 gennaio si replica “Belvedere” – Due donne per aria – scritto e diretto da Anna Mazzamauro, che ne è anche protagonista insieme all’attrice Cristina Bugatty e con Sasà Calabrese che firma, ed esegue, anche le musiche. Spettacolo presentato dall’ associazione E20inscena.
Due donne: Santa – figura che sembra uscita da una tela di Botero, e Graziadio, una transessuale bellissima straziata e arricchita dalla sua duplice natura. Si incontrano e si scontrano in un prepotente bisogno di vivere come ordinaria quella che agli altri sembra violazione.
Accanto a loro c’è Beethoven, musicista sordo ma che “sente” ogni risata, ogni pianto delle due creature e li commenta con il suo unico compagno, il contrabbasso, mentre assiste alla loro escursione feroce che alla fine unirà quelle vite in un abbraccio inaspettato. Graziadio, etichettata come “diversa” e tormentata per questo, ritrova per mezzo dell’ironia popolana, del divertimento e della sana comicità di Santa, grassa e irresistibile padrona di casa – del Belvedere del titolo – la sua “normalità”.

Teatro Vittoria – Piazza S. Maria Liberatrice 10 -Botteghino: 06/ 5740170 – 06/ 5740598 – Biglietti: intero: platea € 30, galleria € 24 – ridotto (under 26/over 65): platea € 23, galleria € 20-

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Wonderland… è il Teatro (con ispirazione ad Anton Cechov)

Dal 24 al 26 gennaio, al Teatro di Documenti è in scena “Willkommen… in Wonderland” di Fabio Avino e Tiberio Ettore Muccitelli, liberamente ispirato a “ Il canto del cigno” di Anton Cechov. Regia di Fabio d’Avino. Con Tiberio Ettore Muccitelli, Dalia Di Vezza, Gianluca Lombardi.
Rimasto chiuso dentro a un teatro, un attore smette la maschera che è costretto a portare e ritrova finalmente se stesso, finendo per scoprire che il suo Paese delle Meraviglie è lì dove si trova: il Teatro.

Teatro di Documenti – via Nicola Zabaglia 42 – Tel. 06/5744034 – 06/5741622 – 328.8475891

Glauco Mauri è Re Lear per la terza volta nella sua lunga carriera

Al Teatro Eliseo è appena andato in scena – con repliche fino al 2 febbraio – “Re Lear” di Shakespeare, traduzione di Letizia Russo, riduzione e adattamento di Andrea Baracco e Glauco Mauri con Roberto Sturno.
Glauco Mauri affronta per la terza volta questa tragedia shakespeariana: il primo allestimento nel 1984 e il secondo nel 1999 – sue anche le regie – per un totale di 500 repliche: “Non ho mai smesso di credere che bisogna sempre mettersi in discussione” – dice l’attore – “accettare il rischio pur di far sbocciare idee nuove per meglio comprendere quel meraviglioso mondo della poesia che è il teatro. Mi sono sempre sentito non all’altezza ad interpretare quel sublime crogiolo di umanità che è il personaggio di Lear. In questa mia difficile impresa, mi accompagna la convinzione che per tentare di interpretare Lear non servono tanto le eventuali doti tecniche maturate nel tempo quanto la grande ricchezza umana che gli anni mi hanno regalato nel loro, a volte faticoso, cammino.
“Spero solo che quel luogo magico che è il palcoscenico possa venire in soccorso ai nostri limiti. Cosa c’è di più poeticamente coerente di un palcoscenico per raccontare la vita? E nel Re Lear è la vita stessa che per raccontarsi ha bisogno di farsi teatro”.
Roberto Sturno, in questo allestimento è nel ruolo del Conte di Gloucester (nelle due passate edizioni era nel ruolo del Matto). Altri interpreti: Dario Cantarelli – Enzo Curcurù, Linda Gennari, Paolo Lorimer, Francesco Martucci, Laurence Mazzoni, Aurora Peres, Emilia Scarpati Fanetti, Francesco Sferrazza Papa, Aleph Viola. Scene e costumi di Marta Crisolini Malatesta, musiche Giacomo Vezzani e Riccardo Vanja. Spettacolo prodotto dalla compagnia Mauri- Sturno e Fondazione Teatro della Toscana.

Teatro Eliseo – Biglietteria tel. 06/83510216 – Prezzo da 15 € a 35 €

Una voce maschile nella “Lettera di una sconosciuta” di Stefano Zweig

Per Eliseo Off, fino al 31 gennaio è in scena “Lettera da una sconosciuta” di Stefano Zweig, con Stefania Barca, regia di Angelo Bandini. Produzione Teatro Eliseo.
Vienna 1922. Un affascinante scrittore viennese, di ritorno da una vacanza, nel giorno del suo compleanno, trova, tra le altre, una lettera con una strana intestazione: “a te, che mai mi hai conosciuta”. Dapprima incuriosito, poi via via più perplesso, ma anche affascinato inizia a leggere e scopre l’amore assoluto di una donna nei suoi confronti, che la sta portando alla morte.
È la donna che racconta, in prima persona, accanto al letto del suo bambino morto, la nascita e lo sviluppo di questo sentimento nei suoi confronti…
Ma è una voce maschile (quella di Edoardo Siravo) – anticipa una nota di regia – quella che apre lo spettacolo, quasi che iniziando a leggere la lettera, in qualche modo, metta in scena la storia. Ci sono altri momenti in cui interviene tale voce maschile. A volte vissuta come proiezione fantastica della donna, o come ricordo. Nel suo delirio amoroso è come se per lei fosse presente. Un fantasma, a tratti quasi tangibile, che prende corpo, dalle sue parole e dalle sue emozioni.
Scene e costumi di Annalisa Di Piero, musiche di Davide Cavuti.

Eliseo Off – Foyer II balconata – Spettacoli: lunedì, mercoledì e domenica ore 20, venerdì ore 18 – Prezzi € 7.

A vivere una grande passione, certamente non ci si annoia…

Al Teatro della Cometa fino al 26 gennaio è in scena “Il motore di Rosaelena”, da un’idea di Gea Martire – che firma la drammaturgia insieme ad Antonio Pascale e che ne è la protagonista. Regia di Nadia Baldi.
Storia, in forma monologata, dell’emancipazione di Roselena, nata e cresciuta dietro al Vesuvio. Il tono è tragicomico, come lei. Roselena è infiammata da una grande passione per le macchine. C’è chi si sogna in abito da sposa, chi in tailleur manageriale: lei – una donna! – in tuta da pilota. L’importante nella vita è avere un motore e lei ce l’ha in testa come un chiodo fisso. Fin da piccola. Con molta meraviglia la madre si rende conto che il rumore dei motori delle macchine l’acquieta come nessuna ninna nanna e la mette di buon umore.
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Gianfranco Jannuzzo – vita e teatro – “siciliano per caso?”

Fino al 2 febbraio, al Teatro Golden, si replica “Siciliano per caso?” di Roberto D’Alessandro e Andrea Lolli, protagonista Gianfranco Jannuzzo: uno spettacolo che lo rappresenta, raccontando in parte la sua vita ma soprattutto mettendo in evidenza alcune caratteristiche della sua recitazione.
Eccolo allora nei panni di Giovannino Pattarizzuti, nato in un paesino della Sicilia, in una famiglia disadattata, povera fino all’inverosimile, composta da dodici figli, padre madre e annessi nonni, che lo vede poi partire per vicissitudini di natura amorosa, e che lo vede ancora peregrino per l’Italia, viaggiatore involontario, alle prese con realtà differenti dalla sua recitando talvolta in calabrese, napoletano, romano, milanese veneziano…
Ma con una presa di coscienza che non poteva che nascere Siciliano.

Teatro Golden – Via Taranto 36 – Tel. 06/ 70493826 – Biglietti: intero € 30, ridotto € 25.

Primo appuntamento in un nuovo Teatro-Residenza Creativa

Primo appuntamento, il 17 gennaio, al Teatro Basilica, ingresso Piazza di Porta San Giovanni 10 – già Teatro Sala Uno – nella navata centrale della cripta della Scala Santa di Piazza San Giovanni, per la prima Residenza Creativa della stagione 2019-2020 con “Elena” , primo frammento, da Ghiannis Ritsos, regia di Monica Conti, con Elena Arvigo.
Il nuovo Teatro Basilica è uno spazio dedicato al sentimento dell’accoglienza degli artisti e, insieme, un presidio culturale per innescare delle profonde relazioni con i cittadini e il pubblico, le comunità di riferimento che determinano la specificità dei Teatri delle Residenze. Promotori l’attrice Daniela Giovanetti, il regista Alessandro Di Murro, il collettivo Gruppo della Creta e un team di artisti e tecnici, con la collaborazione di Antonio Calenda: generazioni ed esperienze diverse, in una comunità di persone prima e di pensieri e intenti poi.
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Concerto di canto gregoriano per la festa dell’unico Santo finlandese

Venerdi 17 gennaio, alle ore 21, ad ingresso libero nella Chiesa Santa Maria dell’Anima (nella via omonima al numero 65), l ’ensemble vocale Schola Gregoriana Aboensis – Atte Tenkanen organo, Tuomas Tenkanen oboe – esegue Canti gregoriani a due voci dell’XI secolo e Canti gregoriani in finlandese del XVI secolo, ed Inni Mariani.
Formato da elementi sono solo cattolici ma anche luterani e ortodossi di diverse nazionalità (Italia, Portogallo, Ungheria, Nigeria), l’ensemble ha iniziato la sua attività concertistica nel 2013 in Finlandia, Svezia, Azzorre e Italia. Il repertorio del gruppo è formato principalmente da melodie gregoriane cantate in latino, tra le più antiche dell’XI secolo, non solo in omofonia ma in quella forma arcaica di polifonia chiamata organum, utilizzata molto presto nel canto gregoriano.
Oltre ai canti in latino il gruppo esegue anche i canti tradotti nel XVI secolo in lingua finlandese: il Paese diventò luterano alla fine del Cinquecento e la lingua finlandese fu utilizzata anche in chiesa.
La Festa di sant’Enrico, unico santo finlandese – la cui memoria cade il 19 gennaio in concomitanza con il pellegrinaggio ecumenico a Roma delle Chiese finlandesi nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – è l’occasione anche di questo evento musicale nella chiesa teutonica di Santa Maria dell’Anima.
Informazioni: tel. 328.6294500

Un “tribunale personale” di Giulietta Masina giudica Federico Fellini

Nel centenario della nascita di Federico Fellini, nell’Off/Off Theatre di Via Giulia, dal 21 al 26 gennaio, è in scena “Processo a Fellini”- progetto teatrale di Mariano Lamberti, scritto da Riccardo Pechini, con Caterina Gramaglia e Giulio Forges Davanzati -, omaggio a sua moglia, Giulietta Masina. Che – anticipa una nota di presentazione dello spettacolo -è pronta a giudicare l’uomo ed il marito Federico in un suo “tribunale personale”.
Da sempre la sua figura è stata associata a quella del Maestro che, con la sua imponenza, inevitabilmente ha offuscato le sue riconosciute doti di attrice e la sua genialità, che più volte l’ha portata ad essere identificata “come una sorta di Charlie Chaplin al femminile. Nonostante il suo talento, la Masina sarà per sempre ricordata come la compagna del grande Federico Fellini. Per lui Giulietta è stata moglie, amante, amica e complice e,soprattutto, una musa ispiratrice che col passare degli anni e allontanandosi dai riflettori, ha sempre più indossato i panni di donna rassegnata a vivere all’ombra del proprio marito. Un marito spesso avvezzo al tradimento (anche esplicito) e che più volte la Masina ha dovuto sopportare. E così, mentre Fellini si confessava pubblicamente al mondo con il suo “Otto e Mezzo”, Giulietta si ritraeva sempre più in una lenta e malinconica solitudine.
Ma cosa sarebbe accaduto se Giulietta avesse potuto esprimere pubblicamente tutta la sua frustrazione? Cosa sarebbe successo se Giulietta avesse dato voce alla donna umiliata e rabbiosa, sempre più imbavagliata e chiusa dentro se stessa?
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