In Aula Magna, Sabina Meyer, “il clarinetto di Karajan”

Sabato 23 febbraio, alle ore 17.30, per l’Istituzione Universitaria dei Concerti, nell’Aula Magna della Sapienza, suona Sabine Meyer, uno dei più celebri clarinetti di oggi, con i sassofoni e il pianoforte dell’Alliage Quintett.
Piccolo passo indietro per comprendere quel “il clarinetto di Karajan” che spesso accompagna il nome di Sabina Meyer. Herbert von Karajan voleva assolutamente Sabine Meyer come primo clarinetto dei suoi Berliner Philharmoniker, ma l’orchestra non era d’accordo, perché per secolare tradizione le donne non erano ammesse nei suoi ranghi. Si giunse a un passo dalla rottura, ma alla fine Karajan la spuntò.
A sorpresa, dopo appena un anno, durata del contratto di prova, la Meyer lasciò i Berliner per intraprendere una strepitosa carriera di solista, suonando con più di trecento orchestre, tra cui praticamente tutte le più prestigiose del mondo.
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Nel Foyer del Valle, letture e musica per ricordare Sarah Bernardt

Per il secondo appuntamento del ciclo “Gli anni perduti del Teatro Valle” – dedicato alle storie delle grandi attrici che hanno recitato e abitato la storica sala – domani, venerdì 22 febbraio (ore 21), nel foyer del Teatro: “Sarah Bernardt: nonostante tutto”, incontro con una icona immortale, celebre interprete della scena tra la seconda metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, che ha vissuto per l’arte, considerata una vera e propria diva anticonformista e simbolo dell’emancipazione femminile.
Una serata per raccontare la storia dell’attrice, attraverso la lettura di alcune scene degli spettacoli che ha interpretato al Valle, con le voci di Alvia Reale, Simone Francia e Sara Scotto di Luzio che daranno vita ai testi a cura di Emanuela Pistilli, accompagnati dalle musiche eseguite dal vivo da Alice Cortegiani (clarinetto).
Le illustri protagoniste dei prossimi incontri saranno Eleonora Duse e Anna Magnani.

Filarmonica Romana, concerti inaugurali: musica di oggi (e di ieri)

Due gli appuntamenti di questa settimana nell’ambito della stagione concertistica della Filarmonica Romana.
In Sala Casella, domani, venerdi 22 febbraio, alle ore 21, in collaborazione con l’ensemble Imago Sonora, l’inaugurazione di Assoli, quarta edizione della rassegna dedicata al virtuosismo e alla musica d’oggi con un omaggio alla scrittura compositiva di Ivan Fedele, che sarà presente al concerto, con l’esecuzione, anche in prima italiana, di alcuni suoi lavori per strumento solista a ripercorrere quasi trent’anni della sua produzione artistica. Esecutori solisti Francesco Granata, Michele Marco Rossi, Emanuela Battigelli, e il duo Valentina Coladonato soprano- Claudio Proietti pianoforte.
Sala Casella . Via Flaminia 118 – Tel. 06/ 3201752 – Biglietto: posto unico 10 euro (più diritto di prevendita).

Il secondo appuntamento, domenica 24 febbraio (ore 11) è al Teatro Argentina per i concerti della Filarmonica ospitati nel teatro capitolino, con il primo dei due concerti di “Mozart in the Quartet”, con Sandro Cappelletto voce narrante e il Quartetto Guadagni, fra le più stimate giovani formazioni quartettistiche italiane. Un viaggio musicale e un racconto per ripercorrere la nascita dei ventitré Quartetti per archi di Mozart, e seguire lo sviluppo creativo del Salisburghese.
Teatro Argentina – Biglietteria: tel. 06/ 684000311/ 14 – Biglietti: 23 euro (platea, palchi di platea), 16 euro (palchi I, II, III ordine), 12 euro (palchi di IV, V e loggione) più diritto di prevendita; ragazzi fino a 14 anni 7 euro.

Una ”novità” di tecnica compositiva per violino, violoncello e pianoforte

Mercoledì 27 febbraio alle 18 per i concerti di Roma Sinfonietta nell’Auditorium Ennio Morricone dell’Università di Roma Tor Vergata (Macroarea Lettere e Filosofia, via Columbia 1) suona il trio formato da Gabriele Pieranunzi violino, Alessandra Leardini violoncello, e Antonello Maio pianoforte. In programma musiche di Galante, Cilea e Mendelssohn.
Di Carlo Galante sarà eseguito il recentissimo “Terzo libro di kenning” (2018), che fa parte di una serie di brani per vari organici ispirati all’arte del kenning praticata dagli antichi bardi del nord, che consisteva nel sostituire con perifrasi spesso oscure una parola concreta. In tempi moderni è stata ripresa da Tolkien e dalla Rowling nei loro romanzi e ora il compositore trentino, di cui si ricorda il “Dies irae” del Requiem per le vittime della mafia, eseguito nel 1993 nella cattedrale di Palermo, l’ha trasferta anche in ambito musicale.
Segue il “Trio in Re Maggiore” di Francesco Cilea, autore di opere famose come “Adriana Lecouvreur” ma anche di un piccolo numero di raffinate composizioni strumentali del massimo interesse, come questo brano del 1886. Il concerto si conclude col “Trio n. 1 in re minore, op. 49” di Felix Mendelssohn, un capolavoro del romanticismo tedesco, che dopo la prima esecuzione fu paragonato da Schumann alle composizioni di Beethoven e Schubert per questo stesso organico. Lo stesso Schumann affermò che “Mendelssohn è il Mozart del nostro momento storico”.
Informazioni: 06/ 3236104, 06/ 32111712, 339.8693226 – Biglietti: euro 12. ridotti: euro 8, studenti: euro 5.

Sal Da Vinci, attraverso l’Oceano, tra musica, sogni e ricordi

Al Brancaccio, serata unica – il 23 febbraio alle ore 20.45 – con “Sinfonie in Sal maggiore”, spettacolo di Sal Da Vinci e Ciro Villani, con un’orchestra di cinquanta musicisti diretta da Adriano Pennino, e una band di sette elementi, regia di Marco Carniti.
C’era un tempo in cui per unire i Due Mondi, il Vecchio e il Nuovo Continente, esistevano solo due modi, la nave e la fantasia. E Sal da Vinci, cantautore napoletano – ma nato a New York giusto cinquant’anni fa – prova a viaggiare con entrambi i mezzi, partendo dall’intramontabile “Santa Lucia” e approdando ai piedi della Statua della Libertà. Su un mare di note riscritte in una sinfonia di ricordi e di ambizioni, la nave di Sal percorre l’Oceano delle sensazioni e delle emozioni, senza barriere di tempo o di linguaggio.
Tra le atmosfere delle grandi orchestre che suonavano pezzi indimenticabili, i monologhi in cui racconta i suoi ricordi e i suoi sogni, passando per sketch che si ispirano ai gran Varietà degli anni d’oro del teatro e della televisioni, senza rinunciare a temi profondi, e scomodi, come l’emigrazione di ieri, di oggi e di sempre..
Compagni di viaggio del cantautore napoletano, sono Gianni Parisi, Floriana De Martino, Ciro Villano, Francesco Da Vinci e i ballerini Anna Ferrini e d Emilio Caruso. Coreografie di Sarah Grether, Scene di Massimo Comune, costumi di Paola Pugliese e Rita Boccarossa.

Teatro Brancaccio – coreografie di Sarah Grether,ia Merulana 244 – Tel. 06/ 80687231/ 2 – Prezzi: da 29 a 19 euro.

Profumo di donna su un thriller venato di sarcasmo e comicità

Con un cast al femminile d’eccezione, sabato 23 febbraio alle ore 21 e domenica 24 alle 17, al Teatro Ciak – nella nuova gestione-programmazione cha va dalla prosa al cabaret e alla danza – è in scena, in anteprima nazionale, il più recente adattamento di “Otto donne e un mistero” di Robert Thomas, nella traduzione di Anna Galiena, anche interprete con Debora Caprioglio, Caterina Murino, e con la partecipazione di Paola Gassman. La regia è di Guglielmo Ferro. Dalla commedia di Thomas (scrittore, attore e regista scomparso nel 1898) è stato tratto “Huit femmes”, film diretto da François Ozon (tra le interpreti, Catherine Deneuve, Fanny Ardant, Emmanuelle Béart, Danielle Darrieu).
Natale, fuori nevica ed è perfetto così, i regali sono al loro posto sotto l’albero, le luci e le note festose hanno invaso le stanze e su tutto si è sparso un profumo da donna. Di quale donna, delle otto che sfarfalleggiano in casa? Forse quella che ha pugnalato Marcel, tagliato i fili del telefono, trasformando una bella dimora di campagna in una prigione di paura. E quando il fiato è sospeso, alla fine sotto quel profumo di donna si scopre un gran puzzo di morte.
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Un Winston Churchill reinventato, dalla politica all’ironia della vita

All’Ambra Jovinelli, si replica fino al 25 febbraio “Winston vs Churchill”, da “Churchill, il vizio della democrazia” di Carlo Gabardini, con Giuseppe Battistoni e Maria Roveran, regia di Paola Rota. Spettacolo presentato da Nuovo Teatro (direttore Marco Balsamo).
Winston Churchill per certi versi è il Novecento, è l’Europa, forse è colui che, grazie alle sue scelte politiche, ha salvato l’umanità dall’autodistruzione durante il bellicoso trentennio che va dal 1915 al 1945. Churchill incarna il primato della politica e umanamente è un eccesso in tutto: tracanna whisky, urla, sbraita, si lamenta, ma senza mai arrendersi, fuma sigari senza sosta, tossisce, detta ad alta voce bevendo champagne, si ammala, comanda ma ascolta, è risoluto ma ammira chi è in grado di cambiare idea, spesso lavora sdraiato nel letto, conosce il mondo ma anche i problemi dei singoli, ha atteggiamenti e espressioni tranchant, e battute che sembrano tweets: “Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre”, Giuseppe Battiston incontra la figura di Churchill, la porta in scena, la reinventa, indaga il mistero dell’uomo attraverso la magia del teatro, senza mai perdere il potente senso dell’ironia. Mostra Churchill in un presente onirico in cui l’intera sua esistenza è compresente e finisce per parlare a noi e di noi oggi con una precisione disarmante.
Scene di Nicolas Bovey, costumi di Ursula Patzak, suono e musica Angelo Longo-
Teatro Ambra Jovinelli – Via Guglielmo Pepe 43 – Tel. 06/ 83082620 – Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21 – Biglietti (compresa prevendita): da 33 a 17 euro.

“Anna Bolena” di Donizetti, al Costanzi un cast nel segno dei ritorni

Al Teatro Costanzi, domani, mercoledì 20 febbraio, ore 20, “prima” di “Anna Bolena” di Donizetti diretta da Riccardo Frizza nel nuovo allestimento firmato da Andrea De Rosa. La serata sarà trasmessa in diretta da RaiRadio3.
Titolo molto amato dagli appassionati del belcanto, è stato rappresentato in precedenza al Teatro dell’Opera solo altre due volte: nel 1977 (direzione di Ferro, regia di Crivelli) con protagonista Leyla Gencer e nel 1979 con Katia Ricciarelli (direzione di Nino Sanzogno e regia sempre di Crivelli). Riccardo Frizza di Crivelli).
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Un “giallo psicologico” sul mai avvenuto soggiorno di E.A.Poe a Roma

Al Teatro Belli, da 20 febbraio al 3 marzo, è in scena – in prima nazionale – “Hotel Poe” di Riccardo Bàrbera, anche interprete con Antonio Conte, regìa di Claudio Boccaccini.
Il 26 ottobre 1833, sul “Baltimore Saturday Visiter”, un periodico settimanale di Baltimora, nel Maryland , che aveva pubblicato alcuni racconti di Edgar Allan Poe, che a Baltimora era nato, apparve anche un breve poema di Poe, allora ventiquattrenne, dedicato al Colosseo di Roma. Perché, se Poe non risulta essere mai stato in Italia?
“Hotel Poe” parte dall’assunto che E.A. Poe abbia visitato Roma, abitando in un un piccolo albergo del centro, e lasciando tracce rinvenibili 190 anni dopo. Ironia e inquietudine si alternano sul palco in un giallo psicologico dal finale sorprendente in cui si affacciano tutte le tematiche artistiche e le vicende personali del visionario scrittore americano.
Teatro Belli – Piazza Sant’Apollonia 11 A – Tel. 06/ 5894875 – Prezzi: Interi € 18, ridotti € 13 –

La favola di “Alice” dei Momix in prima mondiale al Teatro Olimpico

Al Teatro Olimpico, il 20 febbraio – con repliche fino al 3 marzo -, va in scena, in prima mondiale, lo spettacolo “Alice” dei Momix, nell’ambito della nona edizione del Festival internazionale della Danza di Roma, presentato da Filarmonica Romana e Teatro Olimpico. Un debutto che conferma il forte legame artistico ultratentennale fra la Compagnia, il Teatro capitolino e l’Accademia Filarmonica Romana, di cui Moses Pendleton è – unico coreografo ad esserlo – Accademico dal 2012.
Ispirato alla celebre fiaba di Lewis Carroll, Moses Pendleton, fondatore e coreografo della compagnia di ballerini-acrobati fra le più celebri al mondo, crea un nuovo spettacolo fra meraviglia, stupore e fantasia.
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