In questo “Trovatore” di Verdi, l’insensatezza della guerra

Al Teatro dell’Opera, martedi 28 febbraio (ore 20. ) debutta in prima italiana – dopo la consueta Anteprima Giovani di domenica 26, ore 16.30 – “Il trovatore” di Giuseppe Verdi, su libretto di Salvatore Cammarano, che mancava a Roma da 16 anni, e che, dopo “Rigoletto” nel dicembre 2016 e con “La Traviata” che andrà in scena ad ottobre di quest’anno, completa la “trilogia verdiana” programmata dalla Istituzione romana.
L’allestimento del Teatro dell’Opera, è il terzo dopo quello di Amsterdam nel 2015 e quello di Parigi nel 2016, coproduzioni De Nazionale Opera di Amsterdam e Opéra National de Paris. Sul podio dell’ Orchestra dell’Opera, Jader Bignamini (direttore del Coro Roberto Gabbiani), la regìa è di Alex Ollé (con la collaborazione di Valentina Carrasco), uno dei direttori artistici del collettivo La Fura dels Baus.
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Se nella vita di lei, ricompare il suo ex (fingendosi single)

Fino al 12 marzo – spettacoli dal venerdi alla domenica (serata speciale l’8 marzo, Festa della Donna) – al Teatro San Paolo Ostiense, dopo “Mi è caduto uno scozzese nel piatto” la Compagnia dei Borghi di Parma presenta la commedia “Il ritorno dell’orso innamorato”, anche questa scritta e diretta da Ester Cantoni, anche qui nel ruolo della protagonista.
Che cosa succede quando nella vita di un donna, affermata scrittrice, ricompare il suo ex, anch’egli scrittore (che l’ha lasciata per fidanzarsi con la figlia del loro editore) e adesso, fingendosi single, le chiede aiuto nella redazione di un nuovo romanzo?
Con Ester Cantoni recitano Stefania Ranieri, con Daniele Sartori e Alessandro Moser.
Musiche originali di Bruno Ilariuzzi, scene e costumi di Clara Surro.

Teatro San Paolo – Via Ostiense 190 (adiacente la Basilica) – Tel. 06/ 69606102. Prenotazioni anche al numero 339.4684545 – Biglietti: intero 20 euro, ridotti 15 e 10 (under 18), speciale-tandem (valido per due persona, 2° euro. Per la serata dell’8 marzo, per tutte le donne 10 euro.

“Napoletanamente insieme” tra canzoni e tradizioni popolari

Domenica 26 febbraio, ore 21.30, al Teatro Arciliuto, appuntamento”Napoletanamento insieme”, spettacolo che racconta Napoli nelle sue infinite e contraddittorie sfaccettature, attraverso la musica, gli strumenti musicali più tipici e particolari, la canzone, la filosofia, il cibo, la poesia, la tradizione popolare, l’irresistibile ironia. Fantasia e varietà con l’originale siparietto dedicato alla figura della Sciantosa, donna fatale e seducente, intrigante e maliziosa, popolare ed elegante.
Interpreti: Salvatore Giordano con il soprano Emanuela Mari, il tenore Valerio Aufiero e il pianista Massimiliano Franchina.

Teatro Arciliuto – Piazza di Montevecchio 5 – Tel. 06/ 6879419 – Ingresso: intero 12 euro, ridotto (iscritti alle new letter) 10 euro.

Il Teatro India ospita sette spettacoli del Teatro dell’Orologio

Dal 28 febbraio al 7 marzo il Teatro di Roma accoglie, negli spazi del Teatro India, le compagnie e gli artisti programmati al Teatro dell’Orologio rimasti improvvisamente senza una “casa”, dopo la chiusura al pubblico del 17 febbraio per la mancanza di una uscita di sicurezza.
Sette spettacoli per sette giorni, un gesto simbolico, nella ferma convinzione – si legge in un apposito comunicato – che il dovere di un Teatro Nazionale sia anche quello di sostenere i piccoli teatri-off come il Teatro dell’Orologio, uno fra gli spazi “sotterranei” più vivaci della città, con il quale il Teatro di Roma condivide da tre anni, insieme al Teatro Argot, “Dominio Pubblico”, progetto dedicato agli artisti e agli spettatori under 25.

Così, il Teatro India accoglie sette spettacoli in replica secca per ciascuna sera:
il 28 febbraio (ore 19) “Ophelia” di Giacomo Sette, regia di Gianluca Merolli / il 1° marzo (ore 19) “Futura Umanità” di Juan Mayorga, regia di Marco Bellomo, Alessandro Filosa e Valerio Leoni / il 2 marzo (ore 19) “Le buone maniere” – i fatti della Uno Bianca” di Michele Di Vito con Michele Di Giacomo / il 3 marzo (ore 19) “Scusate se non siamo morti in mare” di Emanuele Aldrovandi / il 4 marzo (ore 19) “Faust Marlow Burlesque” di Aldo Trionfo e Lorenzo Salveti con Massimo Di Michele / il 5 marzo (ore 21) “Hitchcock. A love story” con Massimo Odierna e Anna Favella / il 7 marzo (ore 21) “Requiem for Pinocchio” di Simone Perinelli..

Informazioni e prenotazioni: Teatro dell’Orologio – 06/ 6875550 oppure: biglietteria@teatroorologio.com – La prenotazione è vivamente consigliata – Prezzi: intero 15 euro, ridotto 12 euro – Gruppi superiori a 5 persone: 10 euro -Under 25 e Universitari: 8 euro – Per gli abbonati del Teatro di Roma: 10 euro.

Neri Marcorè recita e canta ispirandosi a Pasolini e De André

Dal 28 febbraio al 5 marzo, al Teatro Quirino, Nerì Marcorè è il protagonista di “Quello che non ho”, spettacolo scritto e diretto da Giorgio Gallione, che si ispira a due autori del recente passato, Pier Paolo Pasolini e Fabrizio De André, portando in scena il sentimento di indignazione civile del primo e le “anime salve” del secondo. Neri Marcorè recita e canta accompagnato dalle voci e dalle chitarre di Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini.
In equilibrio instabile tra ansia del presente e speranza del futuro, “Quello che non ho” è un affresco teatrale che si interroga sulla nostra epoca. Lo fa raccontando storie emblematiche, anche in chiave satirica, che mettono a nudo le contraddizioni della nostra società globalizzata, dove – come affermava Pasolini nel documentario “La rabbia” – continua ad esserci sviluppo senza progresso. A questo tessuto narrativo, basato su episodi di cronaca internazionale, riflessioni di carattere economico e sociale, si incrociano le canzoni di Fabrizio De Andrè, da “Khorakhané” a “Don Raffaè” a “Smisurata Preghiera” – poesie in musica che passano dalle ribellioni e i sarcasmi giovanili alla visionarietà dolente dei “non allineati” contemporanei. Idealmente dallo spettacolo emerge un dialogo, etico e politico, tra le narrazioni dell’Italia e del mondo “lasciateci in eredità da due artisti lontani tra loro ma curiosamente spesso in assonanza”.
Arrangiamenti musicali di Paolo Silvestri, collaborazione alla drammaturgia Giulio Costa, scene di Guido Fiorato. Spettacolo presentato da Teatro dell’Archivolto.

Teatro Quirino – Botteghino: tel. 06/ 6794585.

Ritorno in scena di “Aspettando Godot” di Samuel Beckett

Dal 2 al 12 marzo, al Teatro Marconi, è in scena “Aspettando Godot”, collaudatissimo capolavoro di Samuel Beckett, questa volta con la regia di Claudio Boccaccini, protagonisti Pietro De Silva e Felice Della Corte (e con Riccardo Barbera, Roberto Della Casa e Francesca Canonizzo).
Il titolo dell’ opera, nel dire comune, è diventato sinonimico di una situazione in cui si aspetta l’avverarsi di un avvenimento imminente ma che in realtà non accade mai, ed in cui, di solito, chi attende non fa nulla affinché questo possa realizzarsi.
Lo spettacolo, che si dipana in un’immobilità solo apparente, è intriso di una comicità graffiante, surreale, a tratti irresistibile. Il tempo sembra immobile, eppure tutto scorre…

Teatro Marconi – viale Marconi 698 E – Tel. 06/ 5943544.

Musiche di Purcell per i capolavori di Shakespeare

Al Teatro Argentina, giovedì 23 febbraio, per la stagione della Filarmonica Romana, concerto della Lautten Compagney, celebre ensemble tedesco specializzato da oltre trent’anni nel repertorio barocco – con progetti originali e incursioni nella musica d’oggi -, per la prima volta a Roma. Il concerto si inserisce nell’ambito della rassegna “La musica da camera dal barocco al contemporaneo” sostenuta dalla Regione Lazio. A dirigerlo il suo fondatore e direttore artistico, Wolfgang Katschner, solista la voce del soprano tedesco Dorothee Mields che negli ultimi anni si è imposta fra le voci più belle per il repertorio del XVII-XVIII secolo.
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Il Sogno di Shakespeare riochestrato in un grande “carillon” circense

Alla Sala Umberto, fino al 5 marzo, si replica “Sogno di una notte di mezza estate” di Ruggero Cappuccio, liberamente ispirato all’opera di Shakespeare, protagonisti Isa Danieli e Lello Arena, regia di Claudio Di Palma. Tra fedeltà ed irriverenza, la scrittura di Cappuccio riorchestra il “Sogno” per cercare ulteriori rifrangenze all’incanto musicale della lingua shakespeariana. La regia e la scena ne assecondano la lettura trasformandosi in una sorta di grande e vagamente circense “carillon”.
Nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo napoletano, Titania e Oberon attivano una drammaturgia di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchi teatri dei burattini. I due, continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti umani. Le loro parole-note contrappuntano la polifonia dei surreali ospiti del palazzo (pupazzi, elfi, musicisti, attori), dettano sintonie tra lirismo e antiche tradizioni narrative, reinventano fascinazioni favolistiche, si fanno poetiche o scurrili a richiamare le alternanze emotive del mondo ispirativo shakespeariano.
Altri interpreti: Fabrizio Vona, Renato De Simone, Enzo Mirone, Rossella La Pugliese, Antonella Romano. Costumi di Annamaria Morelli, scene di Luigi Ferrigno, musiche di Massimiliano Sacchi, burattini di Selvaggia Filippini.

Sala Umberto – Via della Mercede 50 – Tel. 06/ 6794753 _ Orario spettacoli: martedì, giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17 _ Prezzi: da 32 a 23 euro.

Tra ricordi e musica, con il pianoforte appartenuto a Giuseppe Verdi

Mercoledì 22 febbraio (ore 21.15) nella Sala Squarzina del Teatro Argentina – ingresso libero -, serata speciale intitolata “Verdi racconta Verdi”, con la direzione artistica e la voce narrante di Gaia Verdi, erede e storica della famiglia Barezzi-Verdi, e l’accompagnamento al pianoforte di Emanuele Stracchi e alla chitarra di Gregorio Fracchia.
La memoria storica di Casa Barezzi a Busseto sarà ricreata con la suggestione del ballo ottocentesco dei ballerini della Compagnia nazionale di Danza Storica che si esibiranno nel famoso “Valzer di Verdi” reso celebre da Luchino Visconti nel “Gattopardo” e in un estratto dall’ inedito “Capriccio” con la esclusiva coreografia di Nino Graziano Luca. Partecipano alla serata alcuni artisti che presentano la loro opera dedicata a Verdi: il pittore Fabio Ferrone Viola, la costumista Paola Cozzolii, la scultrice Stefania Ancarani.
Sarà, questa, l’ultima volta in cui, in Sala Squarzina – dove è stato custodito per anni – si ascolteranno le note del pianoforte appartenuto a Giuseppe Verdi, che mercoledì 1° marzo sarà riconsegnato ai suoi discendenti.

Singolare “viaggio” nella vita del sassofono: nato nel 1841…

Appuntamento singolare, quello di venerdi 24 febbraio, alle ore 19, al Teatro di Villa Torlonia. Si intitola “Sax Appeal” – Le metamorfosi del saxofono. Un originalissimo viaggio che, attraverso analisi storico-organologiche, musiche, aneddoti, filmati e incredibili strumenti, racconterà le vicende di uno degli strumenti musicali più geniali della storia della musica: il saxofono.
Nel 1841, Adolphe Sax inventa il saxofono. Col timore di essere derubato del brevetto, decide di presentarlo suonandolo nascosto dietro una tenda… Nel corso dei suoi 176 anni, il saxofono ha subito una miriade di metamorfosi e un numero impressionante di variazioni: da anonima “pipa di nichel”, parente lontano del clarinetto relegato ad avvilenti manovalanze bandistiche, ha saputo trasformarsi nello strumento “re del jazz” capace di esprimere i desideri, le sonorità e gli umori più disparati dell’animo umano, divenendo l’icona multiforme del Novecento e lo stereotipo per eccellenza della sensualità musicale.

Teatro di Villa Torlonia (via Lazzaro Spallanzani 1a) – Tel. 06/ 4404768 -Ingresso libero con prenotazione obbligatoria allo 060608.