Un Boeing fa saltare il calendario romantico di un impenitente donnaiolo

Al Teatro Roma ha debuttato, in prima nazionale – con repliche fino al 7 gennaio – “Boeing Boeing”, versione italiana (di Luca Barcellona e Francis Evans) del grande successo del commediografo francese Marc Camoletti, giustamente entrato nel Guinnes dei Primati per le sue lunghe teniture – solo a Londra, dal 1965 è rimasto in scena per sette anni consecutivi (e vi è tornato dal 2007 al 2009). Portato a Broadway nel 2008, lo spettacolo ha vinto un Tony Award come “migliore revival”. La Paramount, nel 1965, ne ha tratto un film, diretto da John Ritch, con Tony Curtis, Jerry Lewis e Thelma Ritter.
Sui palcoscenici italiani, la commedia di Camoletti è arrivata nel 1966, produttore Lucio Ardenzi, interpretata dagli allora giovani Carlo Giuffré, Vittorio Sanipoli, Marina Bonfigli e Valeria Fabrizi ed è rimasta in scena per tre stagioni. Qualche anno fa, è tornata ancora in scena interpreti principali Gianluca Guidi e Gianluca Ramazzotti, il quale ora, al Teatro Roma, torna a recitarvi dividendo la scena con Giorgio Lupano, che seguita ad alternarsi tra palcoscenico, grande e piccolo schermo. Produzione di Gianluca Ramazzotti per Ginevra Media srl.
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Schiaccianoci e Cenerentola con il Balletto di Mosca

Al Brancaccio, con un vago anticipo di sapore natalizio, arriva la danza, ospite il Balletto di Mosca La Classique con due spettacoli:”Lo Schiaccianoci” , partitura musicale di Čajkovskij, coreografia di Valery Kovtun (che ripercorre i passi di Marius Petipa e di Lev Ivanov) in scena sabato 9 dicembre alle ore 17, e “Cenerentola”, balletto classico in 2 atti basato sulla celebre fiaba di Charles Perrault, musica di Sergey Prokofiev , libretto di Nicolai Volkov, in scena sempre sabato 9 ma alle ore 21, con replica domenica 10 alle ore 17.
Il Balletto di Mosca “La Classique” dal 1990 è costituito con il riconoscimento del Dipartimento della Cultura della Città di Mosca – Moskoncert. Tra le sue fila annovera circa cinquanta elementi di elevato talento provenienti da blasonate strutture come il Bolshoi di Mosca, il Kirov di San PietroBurgo, i Ballets Theatres di Kiev e Odessa. Tra tutti i ballerini, provenienti dalle migliori accademie e scuole, spicca la splendida étoile Nadejda Ivanova, ballerina affascinante per capacità interpretativa e padronanza tecnic 8068 72312a.

Teatro Brancaccio – Botteghino: tel. 06/ 806872312.

Una commedia di Eduardo De Filippo, ricordando la regia di Luca

Al Teatro Ambra Jovinelli, dal 7 al 17 dicembre, è in scena “Non ti pago” di Eduardo De Filippo, regìa di Luca De Filippo, scomparso due anni fa, protagonisti Carolina Rosi e Gianfelice Imparato. Spettacolo alla sua terza stagione di repliche, presentato dalla Elledieffe – la Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi – che, come si legge in una nota di presentazione – continua, nel rigoroso segno di Luca, a portare avanti i suoi progetti, rappresentando e proteggendo l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale italiana.
Continuando il lavoro di approfondimento sulla drammaturgia del padre, Luca De Filippo era tornato, dopo oltre 25 anni da un suo precedente allestimento del 1989, a confrontarsi con “Non ti pago”, commedia tra le più brillanti del repertorio di Eduardo che la definì “una commedia molto comica, che secondo me è la più tragica che io abbia mai scritto”, e che debuttò, l’8 dicembre del 1940, al Teatro Quirino, con Eduardo, Titina e Pappino De Filippo.
Oltre a Carolina Rosi e Gianfelice Imparato, vi recitano attori di diverse generazioni tra i quali Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo, Gianni Cannavacciuolo, Giovanni Allocca, Paola Fulciniti. Accanto a loro, i giovanissimi Carmen Annibale, Viola Forestiero, Federica Altamura, Andrea Cioffi. La scenografia è di Gianmaurizio Fercioni, i costumi di Silvia Polidori, le musiche di Nicola Piovani, le luci di Stefano Stacchini.

Teatro Ambra Jovinelli – Via Guglielmo Pepe 43/47 – Tel. 06/ 83082620 – 06/ 83082884 – Biglietti (compresa prevendita): da 33 a 17 euro.

Al festival di Nuova Consonanza è di scena il sassofono contemporaneo

Per il 54esimo festival di Nuova Consonanza, mercoledì 6 dicembre al MACRO di via Nizza (ore 21) “Sax obsession” è il concerto che conclude la masterclass sull’interpretazione del sassofono contemporaneo tenuta al Conservatorio di Musica di Latina da Claude Delangle professore di sassofono del Conservatorio superiore di Parigi e concertista di fama mondiale. Nel concerto, Delangle, che sarà preceduto da un incontro con il pubblico alle ore 20, si alternerà al quartetto di sax Apeiron e un ensemble di sax e percussioni diretto da Benedetto Montebello in un programma di ampio respiro con musica di diversi autori.
Il concerto si apre con un brano di Benjamin Attahir (1989): “ Etudes Obsessionnelles”, seguito da “Studi modulari”, per saxofoni e pianoforte ad libitum (2017) di Paolo Rotili (1959), presentato in prima esecuzione assoluta. In prima assoluta anche “Conca Reatina (2017), per sassofono soprano, di Philippe Leroux (1959). Con il quartetto di sax Apeiron, “Vif” (2015) di Paolo Rotili, cui segue il brano “Atout Sax” di Jérôme Naulais (1951), compositore e trombone solista dell’Ensemble Intercontemporain.
Il concerto si conclude con “Récit (Chemins VII)” (1996) di Luciano Berio, già un’elaborazione della “Sequenza IXb” per sassofono contralto (1980) dedicata a Delangle, oggi eseguito nella versione a cura dello stesso sassofonista e di Vincent David, per ensemble di sassofoni e due percussionisti.

Informazioni: tel.06/ 3700323 oppure: promozione@nuovaconsonanza – Biglietti: da 8 a 12 euro.

Concerto omaggio al “grande georgiano” Giya Kancheli

Nell’Aula Magna della Sapienza, martedi 5 dicembre alle ore 20.30, per l’Istituzione Universitaria dei Concerti è in programma un “Omaggio a Giya Kancheli”, uno dei compositori contemporanei più noti ed eseguiti nel mondo intero, per la profondità, l’immediata comunicatività e le meditative atmosfere della sua musica, con due degli interpreti da lui stesso preferiti: il mezzosoprano georgiano Nino Surguladze e il pianista italiano Alessandro Stella. Il concerto è in collaborazione con l’Ambasciata della Georgia, in occasione dei venticinque anni delle relazioni diplomatiche tra Georgia e Italia.
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Un’ora di tranquillità per ascoltare un vecchio disco…

Alla Sala Umberto, fino al 17 dicembre, è in scena “Un’ora di tranquillità” di Florian Zeller, protagonista Massimo Ghini che firma anche la regia. Spettacolo prodotto da Valerio Santoro per La Pirandelliana.
Commedia brillante e divertente grazie al meccanismo del vaudeville giocato tra equivoci e battute esilaranti, opera corale dove ogni attore deve legare la propria arte agli altri, la rappresentazione è una macchina drammaturgicamente perfetta inventata da questo geniale scrittore francese, che è stata in patria un grandissimo successo, e che ha ha ispirato anche il film “Tutti pazzi in casa mia”, firmato da un maestro del cinema francese come Patrice Leconte.
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Dal film di Woody Allen, mariti e mogli si confessano

Dal 5 al 17 dicembre, al Quirino, Monica Guerritore e Francesca Reggiani sono le protagoniste di “Mariti e mogli”, tratto (adattamento e regia di Monica Guerritore) dal film di Woody Allen.
“Il jazz di Louis Armstrong precipita il pubblico immediatamente nel clima di Woody Allen” – annota l’attrice e regista- .“Strindberg e Bergman (riferimenti altissimi di Allen) vengono evocati nelle dinamiche tra mariti e mogli, la danza e il vino e la notte sganciano il corpo e liberano le energie. Il resto è l’eterno racconto dell’amore”.
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Nel Malato Immaginario, classico fuori dal tempo, un Molière “bipolare”

All’Eliseo è in scena, fino al 17 dicembre, “Il malato immaginario” di Molière (traduzione di Cesare Garboli), protagonista Gioele Dix, regìa di Andrée Ruth Shammah. Spettacolo prodotto dal Teatro Franco Parenti di Milano e presentato nel 2014 come omaggio al regista a 25 anni dalla sua scomparsa, e quindi alla sua terza stagione di repliche. Franco Parenti e Andrée Ruth Shammah avevano portato al successo l’opera di Molière all’inizio degli anni Ottanta in quello che allora si chiamava Salone Pier Lombardo.
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Édith Piaf, e le sue canzoni, nei giorni anticamera della fine

Al Teatro Off/Off, fino al 10 dicembre, in anteprima nazionale, si replica “Édith Piaf – L’usignolo non canta più” di Melania Giglio, anche interprete con Martino Duane, regìa di Daniele Salvo.
Édith Piaf: morfina, amore, bordelli, liti, furia, lutti, risate, solitudine, arte, alcol, gioia, canzoni – si legge in una presentazione dello spettacolo. La sua voce è il simbolo di un’epoca e ha il sapore di quella Francia ferma nel tempo, dove gli chansonnier vivevano ben oltre la loro vita terrena.
Siamo nel 1960, nell’appartamento di Édith, un’anticamera della fine, in una casa che ha l’aspetto consumato dalla vita e dalle difficili vicende che hanno coinvolto la cantante. Una serie di eventi negativi hanno segnato col dolore il corpo di questa piccola donna. L’artrite l’ha resa gobba, l’alcol e i medicinali l’hanno resa gonfia e senza capelli. I lutti hanno ferito la sua voglia di vivere. Ma improvvisamente qualcuno bussa alla sua porta e arriva a profanare questo “buio”: è Bruno Coquatrix, l’impresario del celebre Olympia, che la prega di risollevare le sorti dello storico teatro parigino. Pian piano Édith si rianima, si tinge i radi capelli di rosso arancio, tira fuori le sue piccole e nere vesti di scena e l’amore per la vita e per la musica riprende il sopravvento, in una di quelle esibizioni che passerà alla storia.
Scene di Fabiana Di Marco, costumi di Giovanni Ciacci.

Off/Off Theatre – Via Giulia 20 – Tel, 06/ .89239515 – 389.4679285 – Biglietti: intero 25 euro, ridotto (Over 65 e Under 26) 18 euro, gruppi 10 euro.

Gli ultimi “Concertiaperitivo” domenicali al Quirino

Al Quirino, domenica 3 dicembre, sesto appuntamento con Concertiaperitivo organizzati da Europa Musica, intitolato “Il violino virtuoso”, protagoniste la violinista Lisa Green e la pianista Lara Leccisi.
Le due musiciste, ponendo l’accento sul dialogo intenso tra i due strumenti musicali che ha caratterizzato un periodo di grandi mutamenti storici come quello tra il XIX e i XX secolo, eseguono “Quattro danze gitane, Zigeunerweisen op. 20” di Pablo De Sarasate, la “Sonata per violino e pianoforte in sol minore” di Claude Debussy e “Tambourin Chinois”.

Gli ultimi due concerti:
domenica 10 dicembre, il Quartetto d’archi del Teatro San Carlo – Cecilia Laca violino, Luigi Buonomo violino, Gianlu ca Giganti violoncello, Ermanno Calzolari contrabbasso – in “Sonate a Quattro” , unisce nel comune denominatore del genere cameristico la qualità artistica e professionale delle prime parti dell’Orchestra del Lirico napoletano;
domenica 17 dicembre, il Coro dell’Istituzione Corale Romana e della Scuola Popolare di Musica di Testaccio con il Quintetto d’archi di Europa Musica – Keiko Morikawa soprano, Nicoleta Turliu contralto, Pablo Cassiba tenore, Andrea Scorsolini baritono, Renzo Renzi direttore – nel concerto “Natale nel ‘700 a Napoli e Venezia” –, due cultura molto diverse raccontate attraverso un emozionante viaggio in compagnia di Giovanni Battista Pergolesi e Antonio Vivaldi.

I Concertiaperitivo si tengono alle ore 11 e hanno una durata di circa quarantacinque minuti (al termine di ogni concerto, degustazione di vini e spuntino) – Ingresso 15 euro – Informazioni: tel. 06/ 6794585 (biglietteria@teatroquirino.it).