Per Eliseo Cultura incontro-omaggio con Domenico Starnone

Domenica 16 febbraio, alle ore 11.30, al Piccolo Eliseo – ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili (prenotazioni sulla piattaforma Eventbrite: https://eliseo-cultura-confidenza-starnone.eventbrite.it) – per Eliseo Cultura, in occasione dell’uscita del libro “Confidenze” di Domenico Starnone, incontro-omaggio all’Autore con la partecipazione di ventuno altri grandi autori: Edoardo Albinati, Annalena Benini, Teresa Ciabatti, Francesca d’Aloja, Diego De Silva, Paolo Giordano, Luigi Guarnieri, Nicola Lagioia, Jhumpa Lahiri, Antonella Lattanzi, Melania Mazzucco, Giordano Meacci, Michela Murgia, Valeria Parrella, Antonio Pascale, Francesco Piccolo, Christian Raimo, Elena Stancanelli, Nadia Terranova, Emanuele Trevi, Sandro Veronesi.
Dopo il successo internazionale di “Lacci” e “Scherzetto”, Domenico Starnone (dai suoi libri sono stati tratti film di successo, come “La scuola” di Daniele Luchetti, “Auguri professore” di Riccardo Milani e “Denti” di Gabriele Salvatores) aggiunge una pagina potente al suo lavoro di scavo sull’ambivalenza delle persone e delle relazioni. Con uno sguardo insieme complice e distaccato, e la leggerezza lancinante che possiedono soltanto le grandi narrazioni, racconta di un uomo inadeguato a se stesso e alle proprie ambizioni. Ma in realtà ci racconta di noi, di quanto sismico sia il terreno su cui si regge la costruzione della nostra identità.

In attesa di uno spettacolo per l’anniversario del rapimento di Moro

Sabato 15 febbraio, alle ore 19, al Teatro Vascello – ingresso libero fino ad esaurimento dei posti – il Gruppo Storia di “Grande come una città” vuole ricordare Aldo Moro – nell’anniversario del suo rapimento (16 marzo 1978) – promuovendo un incontro ed un dibattito intorno alla figura del grande statista e all’eredità del suo pensiero e del suo lavoro politico. Interverranno Marco Damilano, Miguel Gotor, Fabrizio Gifuni, Francesco Biscione, Christian Raimo e Ilaria Moroni.
L’occasione, infatti, è offerta da un potente spettacolo che Gifuni dedica a Moro (dal 18 al 23 febbraio) e di cui verrà offerta un’anteprima: parole alla ricerca dei confini di una tragedia i cui effetti paghiamo forse ancora oggi.

Grande ritorno sulla scena di Sherlock Holmes e Jack lo Squartatore

Al Teatro Sala Umberto, dal 18 febbraio all’8 marzo, è in scena “Sherlock Holmes e i delitti di Jack lo Squartatore” di Helen Salfas, basato sugli scritti e i personaggi di Sir Arthur Conan Doyle, adattamento di Ricard Reguant, che firma anche la regia, e di Cata Munar, traduzione di Gianluca Ramazzotti. Con Giorgio Lupano, Francesco Bonomo e la partecipazione di Rocio Munoz Morales e con Renato Cortesi.
Forse, non tutti sanno che nel 1888 Sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, fu chiamato più volte da Scotland Yard ad offrire la sua consulenza a proposito degli efferati delitti che in quegli stessi anni coinvolgevano la Londra Vittoriana. Il noto scrittore scrisse a Scotland Yard le sue intuizioni e le sue congetture a proposito dell’identità del famoso serial killer, soprannominato Jack lo squartatore. Molti di questi scritti sono stati ritrovati da Helen Salfas (in realtà uno pseudonimo dietro il quale si nasconde la penna di un notissimo drammaturgo inglese) e utilizzati per la stesura di questa originale pièce di teatro che unisce la fantasia di un personaggio inventato, ma noto in tutto il mondo, come Sherlock Holmes, con la realtà di uno dei più crudeli assassini di quegli anni.
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Sulla scena, una storia intrecciata con quella dell’autore

Al Piccolo Eliseo fino al 1° marzo è in scena “Giusto la fine del mondo” di Jean-Luc Lagarce, traduzione di Franco Quadri, regia di Francesco Frangipane. Lagarce, scomparso nel 1995, in Francia risulta essere stato l’autore contemporaneo messo maggiormente in scena, e tra gli autori teatrali di tutti i tempi è stato il terzo dopo Shakespeare e Molière.
Louis – uno scrittore malato di Aids e prossimo alla morte – dopo essere stato lontano da casa per dodici lunghi anni, torna nel suo paese natale per rivedere i suoi familiari e comunicare loro la notizia della sua malattia e della sua imminente morte.
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Concerto & Spettacolo, omaggio a Borges e Piazzolla

Nell’ambito dell’ottava edizione del Vitala Festival, lunedi 24 febbraio alle ore 21, al Teatro San Genesio Concerto & Spettacolo in omaggio a Borges & Piazzolla.
Un viaggio poetico tra l’immensità dei versi di Jorge Luis Borges e la musica incantevole e seducente di Astor Piazzolla. La voce recitativa di Michelangelo Tarditti, il flauto traverso di Raùl Dousset, il piano di Luis Gabriel Chami e il violino di Giuliano Bisceglia, avvolgeranno e trasporteranno il pubblico nella magia del pensiero profondo e della musica raffinata argentina, verso un tempo legato all’essenzialità.
Il Vitala Festival, organizzato da Fabiana De Rose in collaborazione con il Teatro San Genesio, è una rassegna di natura filantropica, con lo scopo di promuovere e sostenere musicisti, cantanti, artisti del settore musicale e delle arti visive, di tutte le nazionalità e provenienze, presentando un calendario articolato e variegato per genere e composizione dei gruppi musicali ospitati.

Teatro San Genesio – Via Podgora 1 – Dalle ore 20 sarà disponibile un Servizio Buffet pre Concerto – Ingresso: Intero 15 euro , ridotto (studenti) 13 euro

Al Teatro Olimpico, nuova edizione di “Supermagic Illusioni”

Il Teatro Olimpico, dal 30 gennaio al 9 febbraio, ospita l’ormai quasi tradizionale Supermagic, lo spettacolo di varietà Festival internazionale della Magia alla sua 17esima edizione. Titolo: “Supermagic Illusioni”, una esperienza di pura magia dove le illusioni si trasformano in realtà: incredibili apparizioni, trasformazioni ed effetti magici mai visti prima in Italia. Un’occasione unica per sognare e divertirsi. Questa volta con un orchestra dal vivo. Ecco qualche dettaglio.
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Franco Oppini e Miriam Mesturino, debutto “spagnolo”al Teatro Marconi

Al Teatro Marconi, fino al 2 febbraio è in scena “Cocktail per tre” di Santiago Moncada, noto e prolifico scrittore, drammaturgo, sceneggiatore madrileno scomparso a 90 anni nel 2018, rappresentato per la prima volta in Italia, titolo originale “Caprichos”, traduzione di Pino Tierno, con Franco Oppini, Miriam Mesturino e Marco Belocchi che firma la regia.
La quarantenne Cristina è un’attrice di successo, ma con una vita privata piuttosto problematica. Separata da Gianni, ormai sulla sessantina ma sempre giovanile, simpatico e donnaiolo, con cui è stata sposata cinque anni e dal quale ha avuto una figlia, intrattiene da qualche tempo una relazione clandestina con Vittorio, uomo politico – parlamentare europeo -, a sua volta sposato. Mentre questi è via per una delle sue missioni all’estero, Cristina riceve la visita del suo ex-marito, e ci finisce di nuovo a letto.
Al mattino mentre Gianni sta lasciando l’appartamento, torna inaspettatamente Vittorio. I due si incontrano e certamente, nella loro assoluta diversità, non si trovano simpatici. Nell’imbarazzo generale, Cristina comunque confessa di aver passato la notte con l’ex-marito e Vittorio, pur se rammaricato, decide di troncare una relazione e una donna in cui credeva ciecamente. Cristina, distrutta e in preda ai sensi di colpa, esce lasciando soli i due rivali.
A questo punto l’autore, anticipa una nota di presentazione dello spettacolo, con un coup-de-théâtre, capovolge la situazione e la commedia si avvia verso un finale inaspettato.
Scene di Jacopo Valsania, costumi di Maria Letizia Avato, musiche di Fabio Bianchini.
Teatro Marconi – spettacoli dal giovedi al sabato alle ore 21, la domenica alle 17.30- Viale Marconi 698 E – Biglietti: intero 24€, ridotto 20€ –

Dalla scena britannica tornano “i prudes”. Persone o personaggi?

Presentata al Teatro Belli nella XVII edizione della rassegna “Nuove frontiere della Scena Britannica” diretta da Rodolfo di Giammarco, e dopo una programmazione all’Off/ Off Theatre di via Giulia, torna ancora una volta in scena “The Prudes” dell’autore scozzese Antony Neilson, nella traduzione di Natalia di Giammarco, protagonisti Carlotta Proietti e Gianluigi Fogacci che firma anche la regia: dal 28 gennaio al 1° febbraio, al Teatro Tor Bella Monaca.
Chi sono i Prudes? Prudes in inglese significa puritani, moralisti, di morigerati costumi.
Al centro della commedia, c’è il calo di desiderio di James che non riesce più ad avere rapporti con Jessica. La sua ultima chance è consumare un rapporto davanti ad una platea: se fallirà, sarà abbandonato da lei, che non intende passare il resto della sua vita senza sesso…
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Uno “zio Vania” di Cechov dallo Stabile di Torino a Budapest

Dopo il successo di pubblico e di critica riscosso a Torino in occasione del debutto, mercoledì 29 e giovedì 30 gennaio, va in scena al Teatro Katona József Színház di Budapest la nuova produzione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale “Zio Vania” di Cechov, nell’adattamento di Kriszta Székely e Ármin Szabó-Székely, (traduzione di Tamara Török curata da Emanuele Aldrovandi).
Lo spettacolo, diretto dalla giovane regista ungherese Kriszta Székely, è interpretato da Paolo Pierobon, Ivano Marescotti, Ariella Reggio, Ivan Alovisio, Federica Fabiani, Lucrezia Guidone, Franco Ravera, Beatrice Vecchione.
Le scene sono di Renátó Cseh, i costumi di Dóra Pattantyus, le luci di Pasquale Mari e il suono di Claudio Tortorici.
Le repliche dello spettacolo in programma al Katona József Színház di Budapest sono sostenute dall’Istituto Italiano di Cultura di Budapest

Lucia Poli in un Omaggio ad Alberto Savinio, scrittore e compositore

Il Piccolo Eliseo dal 26 gennaio al 18 maggio ospita, in collaborazione con l’Istituzione Universitaria dei Concerti della Sapienza, “Musica a Teatro”, quattro mattinate la domenica, e un concerto serale, appuntamenti diversi sia nell’organico che nei programmi, incluso il debutto di uno spettacolo che unisce musica, letteratura e teatro, affidati a maestri dal prestigio internazionale.
Domenica prossima, dunque, alle 11.30, spettacolo in prima assoluta, “La Pianessa – Omaggio ad Alberto Savinio”, – raffinatissimo scrittore, pittore, nonché audacissimo compositore. Un pianoforte animato che suona Chopin, un pianoforte femmina che partorisce pianofortini, un pianoforte glorioso e ribelle che interpreta Bach, con Lucia Poli che narra le vicende tragicomiche dei curiosi personaggi che popolano alcuni racconti intessuti di musica che Savinio ha dedicato al pianoforte e il bellissimo profilo biografico di Isadora Duncan (testi scelti con la consulenza di Alessandro Tinterri, maggior esperto dell’opera di Savinio e curatore delle sue opere per Adelphi).
Il pianista Marco Scolastra accompagna le parole poetiche e fantasiose con musiche dello stesso Savinio e di autori da lui citati nei racconti, Mozart, Kullak, Paderewski, Chopin, ma anche di Rossini, De Crescenzo, Satie, Cage, Elgar selezionate come raccordo drammaturgico.
Lo spettacolo “La Pianessa” sarà preceduto, sabato 25 gennaio alle ore 16, dall’incontro “Uno sguardo sul mondo di Alberto Savinio” con Alessandro Tinterri, presso il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea (primo piano del Palazzo del Rettorato della Sapienza). Par il biglietto per i concertiateciperanno all’incontro anche Ruggero Savinio, Lucia Poli, Marco Scolastra, Claudio Zambianchi. L’ ingresso è liber, mentre il biglietto per gli altri appuntamenti costa 10 euro.