Una serata di jazz per la Casa internazionale delle donne

Continua la Chiamata alle Arti a sostegno della campagna di raccolta fondi in favore del progetto Casa internazionale delle donne, luogo di autonomia e libertà. Il 17 dicembre, alle ore 20.30, presso il Teatro San Raffaele, per gentile concessione gratuita dalla Regione Lazio, si svolgerà una serata dedicata al jazz italiano – Jazz fuori casa-Nicky Nicolai & Friends – con l’obiettivo di continuare a far sentire la voce del movimento #lacasasiamotutte. Una serata a più voci accompagnate da noti musicisti
Hanno risposto alla Chiamata alle Arti: la pianista Rita Marcotulli, le cantanti Maria Pia De Vito, Noemi, Chiara Civello, Susanna Stivali e Nicky Nicolai che saliranno sul palco insieme a Roberto Gatto (batteria), Fabrizio Bosso (tromba), Daniele Sorrentino (contrabbasso), Lucio Bardi (chitarra), Luigi del Prete (batteria), Seby Burgio, Andrea Rea (pianoforte) l’attrice Valentina Carnelutti, la regista Costanza Quatriglio e il regista Daniele Vicari.
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A Spoleto e dintorni, il Festival del Cinema “Pianeta Donna”

Non soltanto a Spoleto, ma anche in altri centri del territorio umbro, dal 10 di dicembre, si stanno verificando alcuni appuntamenti di SpoletoFilmFestival – Primo piano: Pianeta Donna – Dalle donne della Storia alle donne nella storia del cinema, direttore artistico Franco Mariotti, ospitato dal Comune di Spoleto in collaborazione con l’associazione culturale AmaRcorD. Festival competitivo dedicato a opere prime e non, di lungometraggio e cortometraggio, di autrici italiane e straniere, con particolare riguardo agli esordi cinematografici. Le proiezioni sono spesso accompagnate da masterclass ed eventi collaterali.
Tutto si concluderà sabato 15 dicembre: alle ore 10 nella Biblioteca Comunale, Palazzo Mauri, di Spoleto con il convegno di studi sul tema della manifestazione e alle 20.30 all’Hotel Albornoz con la premiazione delle opere in concorso e la consegna dell’ormai storico Premio Domenico Meccoli “ScriverediCinema”.
Informazioni: Assessorato alla Cultura della Città di Spoleto – tel. 0743.218642/28 – fax 0743.40391.

Inaspettati “intrecci di vita” in una cena di compleanno

Al Teatro Golden è in scena – fino al 16 dicembre – “Vi presento papà”, una commedia di Augusto e Toni Fornari (che firma anche la regia), Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli. Protagonista Mariano Rigillo.
Ancora una volta gli “autori del Golden” trattano in questo nuovo lavoro, le relazioni familiari: le loro storie, i loro racconti sono infatti spesso centrati su vicende e accadimenti che mettono in luce i legami spesso difficili, a volte faticosi, in alcuni casi dolorosi, che intrecciano le vite di mariti e mogli, genitori e figli, fratelli. In un modo leggero, spesso divertente, i quattro autori riescono però sempre a mettere in luce, forze e debolezze di legami importanti e viscerali.
Ed è così anche con “Vi presento papà”, in cui, in casa elegante di Roma, due uomini quarantenni dai caratteri opposti ma entrambi critici cinematografici, un famoso regista degli anni 70 navigato e sicuro di sé si incontrano per la prima volta a cena invitati dalla giovane figlia del regista. Dovrebbe essere solo una piacevole e curiosa serata per festeggiare i 70 anni del grande uomo di cinema, ma una serie di inaspettate rivelazioni fatte dalla donna svela, con grande sorpresa, il vero motivo dell’incontro…
Interpreti: con Mariano Rigillo, recitano Giancarlo Ratti, Stefano Sarcinelli, Anna Teresa Rossini, Claudia Campagnola, e Irene de Matteis.
Teatro Golden – Via Taranto 36 – Tel. 06/ 70493826 – Prezzi: intero € 30, ridotto € 25.

Stracarica di successi torna “Aggiungi un posto a tavola”

Al Brancaccio – con repliche fino al 6 gennaio – dopo il successo della scorsa stagione a Roma e in tutta Italia (con più di 52000 spettatori) – è tornato “Aggiungi un posto a tavola”, una delle più amate commedie musicali italiane che Alessandro Longobardi ha riportato sulle scene in tutto il suo splendore. La commedia musicale è prodotta da Officine del Teatro Italiano in collaborazione con Viola Produzioni. Dopo il successo ottenuto con “Rapunzel”(2014), “Sister Act” (2015), “Peter Pan” (2016), “L’ultima strega” (2016), “E… se il tempo fosse un gambero?” (2016), “La Regina di ghiaccio” il musical (2017), Alessandro Longobardi conferma la qualità e l’efficienza del polo produttivo coordinato da Carlo Buttò.
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La conclusione del festival sul “Palestrina attraverso i secoli”

Sabato 15 dicembre, al Conservatorio Santa Cecilia – ingresso libero -, giornata conclusiva della seconda edizione del festival “Il Palestrina attraverso i secoli”.
Alle ore 18, nella Sala Medaglioni, l’incontro – coordinato da Cecilia Campa – “Palestrina in Urbe, in Italia, in Europa” che vedrà la partecipazione di Johann Herczog della direzione artistica della Fondazione Palestrina, Markus Hengelhardt responsabile sezione di Storia della Musica dell’Istituto storico germanico di Roma, e il direttore di coro Mirca Rosciani, discorrere sulla figura e sulla fortuna del Palestrina attraverso i secoli a Roma e in Europa.
Alle ore 19 la chiusura del Festival sarà affidata alle voci soliste della Cappella Musicale della Cattedrale di Vercelli, realtà attiva dal 1999 specializzata nel repertorio corale sacro dal Canto gregoriano ai giorni nostri, con particolare attenzione del recupero del patrimonio musicale degli antichi maestri di cappella della Cattedrale: è quanto proporranno anche in questa occasione, affiancando alla musica del Palestrina, composizioni ancora oggi inedite conservate presso l’Archivio Capitolare di Vercelli e musica edita di autori che operarono fra Cinque-Seicento nella città piemontese e di cui il Coro ha anche recentemente inciso un cd per la Brilliant Classics.

In crisi la convivenza amorosa tra un pornostar e un’attrice impegnata

Al Teatro de’ Servi, fino al 16 dicembre, si replica “Prestazioni straordinarie”, un testo di Michela Andreozzi messo in scena con la regia di Massimiliano Vado, suo marito. Che hanno affidato a due attori – Cristiana Vaccaro e Fabrizio Sabatucci – la storia di una convivenza amorosa tra un attore famoso – un pornostar – che ha deciso di smettere e un’attrice impegnata che non trova una parte.
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Rilettura di un “classico per bambini” di oltre cento anni fa

Fino al 30 dicembre, all’Argentina, spettacolo prodotto dal Teatro di Roma, si replica “Sussi e Biribissi. Storia di un viaggio verso il centro della Terra”, dal romanzo di Collodi Nipote (nome d’arte di Paolo Lorenzini, per l’appunto
nipote di Collodi) pubblicato da Salani nel 1902. Regia di Giacomo Bisordi.
Un “classico per bambini” dimenticato, racconto delle peripezie di una coppia di giovani amici, il grasso Sussi e lo smilzo Biribissi, che esaltati dalla lettura di “Viaggio al centro della Terra” di Giulio Verne, decidono – veri e propri “aspiranti scienziati esploratori”, fanatici di Verne come potrebbero esserlo oggi di Harry Potter – di raggiungere il nucleo del Pianeta infilandosi nelle fogne della loro città natia, Firenze.
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Anna Magnani ricordata da frammenti di vita vissuta

Al Teatro degli Audaci, dal 13 al 23 dicembre, Caterina Costantini è la protagonista di “Cara Anna Magnani”, libera collocazione di frammenti non ordinati cronologicamente ed assemblati al di fuori di ogni logica narrativa della grande attrice. Lo stacco musicale, il flash interpretativo, lo spot ricavato da brandelli di vita vissuta si impongono sulla “storia” e fanno sì che il racconto proceda per analogie e digressioni esistenziali, brani del suo repertorio, trascrizioni teatrali di passaggi cinematografici, canzoni e parodie prese dal mondo della Rivista. Vi trovano spazio anche poesie, ricordi, giudizi, dedicati all’attrice da registi e scrittori come Eduardo De Filippo, Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini, Luchino Visconti.
Roma fa da sfondo al mito sempreverde della Magnani: ma la Magnani – si legge in una presentazione dello spettacolo – non è soltanto Roma, la Magnani è la Francia de “La carrozza d’oro” di Renoir, è l’America di Tennessee Williams, è la personificazione della Grande Madre Mediterranea. Ecco: quella Magnani che incuteva un certo rispetto prossimo al disagio a Fellini è la Magnani del mito mediterraneo, è la zingara, la Carmen, la Lupa verghiana, la ferina Assunta Spina, è la donna forte vicina a Filumena Marturano, è la creatura volitiva che ricorda le madri del profondo Sud, l’invincibile matriarca terragna che rappresenta le radici del nostro vivere quotidiano.
Altri interpreti: Carlo Ettorre ed Emiliano Ottaviani, la regia è di Olimpia Alvino.

Teatro degli Audaci – Via Giuseppe De Santis 29 (Porta di Roma) – Tel. 06/ 94376057.

Dialogo-intervista a due voci per ricordare Anita Garibaldi

Si intitola “Vita avventurosa di Anita Garibaldi” il dialogo-intervista a due voci – quelle di Mara Minasi e Silvia Cavicchioli – sulla figura dell’eroina sudamericana, che avrà luogo mercoledi 12 dicembre, alle ore 17, nel Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina di Porta San Pancrazio, dove sarà inaugurata anche una piccola mostra a lei dedicata.
Mara Minasi, storico dell’Arte, scrittrice, responsabile del Museo, è autrice della prefazione al recente volume di Silvia Capicchioli “Anita. Storia e mito di Anita Garibaldi”, sulle vicende biografiche della donna e sulla ricostruzione analitica degli itinerari della conservazione della sua memoria, che ne hanno fatto nel tempo l’icona di un certo Risorgimento.
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La “sfida” di riportare in scena la Salomè di Oscar Wilde

All’Eliseo, da domani, 11 dicembre, con repliche fino al 23, è in scena “Salomè” di Oscar Wilde, traduzione di Gianni Garrera, adattamento e regìa di Luca De Fusco. Spettacolo che ha debuttato nel giugno scorso alla rassegna Pompei Theatrum Mundi, prodotto da Teatro Stabile di Napoli, Teatro Nazionale di Genova, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Teatro Stabile di Genova.
“Salomè” è un dramma in un atto unico scritto in francese nel 1891, durante un soggiorno di Wilde a Parigi, per Sarah Bernhard ma e rappresentato nella stessa lingua per la prima volta nel 1896, al Théâtre de l’Œuvre nella Capitale transalpina. La scelta di questa sala fu dovuta al divieto di rappresentazioni a Londra dove il Lord Ciambellano reputò il testo , tradotto da Allfred Douglas,scabroso. L’opera iniziò a essere recitata nel Regno Unito senza censure solo dal 1931: precedentemente a quell’anno, ci furono solo spettacoli clandestini.
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